53enne biscegliese scomparso: continuano le ricerche nel fiume Trigno
Ritrovata la targa dell'auto. Il coinvolgimento di Domenico Racanati al momento del crollo del ponte in Molise resta sempre più concreto: la famiglia non ha più sue notizie da quel momento
venerdì 3 aprile 2026
10.40
Si cerca un disperso nel fiume Trigno, dopo il crollo di una parte del ponte sulla statale 16 Adriatica che avrebbe trascinato con sé un'auto. Resta estremamente concreta la possibilità che ad essere coinvolto nel tragico evento sia stato Domenico Racanati, 53enne biscegliese che era in viaggio verso Ortona a bordo di una Fiat Bravo color champagne. I familiari non hanno più notizie dopo quanto accaduto e temono per le sue condizioni. La figlia ha condiviso sui social la preoccupazione per il papà: «La sua ultima posizione è stata Termoli. Era al telefono con mamma prima che la comunicazione si interrompesse» ha rivelato alla Tgr Puglia.
Le ricerche dell'auto e dell'uomo, ormai dichiarato disperso, sono riprese alle primissime luci del giorno di venerdì 3 aprile. Sono tantissime le unità scese in campo: dai mezzi di soccorso, anche aerei, al servizio sommozzatori dei vigili del fuoco. Secondo quanto riportato dal procuratore di Larino Elvira Antonelli, un'auto è riuscita a mettersi in salvo per una questione di istanti, mentre l'altra sarebbe stata inghiottita dalle acque del fiume dopo il cedimento dell'area (al confine con l'Abruzzo). Intorno alle ore 13 è stato comunicato il ritrovamento della targa dell'auto, incastrata tra un pilone e un albero, insieme a un paraurti staccato.
Sulla vicenda, intercettato dai microfoni di Rainews24, è intervenuto anche il presidente della Regione Molise Francesco Roberti: «L'indagine della Procura è stata avviata (al momento un fascicolo d'inchiesta a carico di ignoti per crollo colposo). Proseguono le ricerche con la squadra di soccorso. Dobbiamo capire cosa sia successo, perché il ponte aveva da poco subìto delle manutenzioni sui giunti e quindi era abbastanza attenzionato». Il governatore ha spiegato la difficoltà delle operazioni: «La portata del Trigno è ancora elevata e abbiamo fenomeni torrentizi con un sacco di fango che viene giù».
Su quanto accaduto, attraverso una nota ufficiale, l'Anas ha dichiarato: «A seguito delle eccezionali condizioni meteo, già la sera di mercoledì 1° aprile dalle ore 19 era stata disposta e attuata la chiusura al traffico del tratto in corrispondenza del viadotto Trigno. La chiusura, adottata in via precauzionale per l'esondazione del fiume e per le diffuse criticità idrogeologiche (frane e allagamenti), è stata resa effettiva mediante installazione di new jersey e segnaletica di interdizione in prossimità di rotatorie con indicazione dei percorsi alternativi. Dalle verifiche effettuate, anche attraverso l'analisi dei filmati disponibili, risulta che due veicoli hanno transitato nel tratto interdetto, violando il divieto di circolazione vigente». I familiari del 53enne, in base a quanto riportato da Rainews24, avrebbero sollevato dubbi sulla gestione della viabilità e sulla presenza di adeguati presidi.
Le ricerche dell'auto e dell'uomo, ormai dichiarato disperso, sono riprese alle primissime luci del giorno di venerdì 3 aprile. Sono tantissime le unità scese in campo: dai mezzi di soccorso, anche aerei, al servizio sommozzatori dei vigili del fuoco. Secondo quanto riportato dal procuratore di Larino Elvira Antonelli, un'auto è riuscita a mettersi in salvo per una questione di istanti, mentre l'altra sarebbe stata inghiottita dalle acque del fiume dopo il cedimento dell'area (al confine con l'Abruzzo). Intorno alle ore 13 è stato comunicato il ritrovamento della targa dell'auto, incastrata tra un pilone e un albero, insieme a un paraurti staccato.
Sulla vicenda, intercettato dai microfoni di Rainews24, è intervenuto anche il presidente della Regione Molise Francesco Roberti: «L'indagine della Procura è stata avviata (al momento un fascicolo d'inchiesta a carico di ignoti per crollo colposo). Proseguono le ricerche con la squadra di soccorso. Dobbiamo capire cosa sia successo, perché il ponte aveva da poco subìto delle manutenzioni sui giunti e quindi era abbastanza attenzionato». Il governatore ha spiegato la difficoltà delle operazioni: «La portata del Trigno è ancora elevata e abbiamo fenomeni torrentizi con un sacco di fango che viene giù».
Su quanto accaduto, attraverso una nota ufficiale, l'Anas ha dichiarato: «A seguito delle eccezionali condizioni meteo, già la sera di mercoledì 1° aprile dalle ore 19 era stata disposta e attuata la chiusura al traffico del tratto in corrispondenza del viadotto Trigno. La chiusura, adottata in via precauzionale per l'esondazione del fiume e per le diffuse criticità idrogeologiche (frane e allagamenti), è stata resa effettiva mediante installazione di new jersey e segnaletica di interdizione in prossimità di rotatorie con indicazione dei percorsi alternativi. Dalle verifiche effettuate, anche attraverso l'analisi dei filmati disponibili, risulta che due veicoli hanno transitato nel tratto interdetto, violando il divieto di circolazione vigente». I familiari del 53enne, in base a quanto riportato da Rainews24, avrebbero sollevato dubbi sulla gestione della viabilità e sulla presenza di adeguati presidi.