Bilancio 2025: Il punto sulle opere pubbliche del sindaco Angelantonio Angarano

Nella prima parte dell'intervista il punto su Parco delle Beatitudini, Paladolmen, Ponte Lama e molto altro

lunedì 2 febbraio 2026 15.18
A cura di Serena De Musso
Si è da poco concluso il 2025, un anno di alti e bassi per la città di Bisceglie. L'emergenza climatica, le opere pubbliche, l'igiene urbana e l'emergenza legata allo smaltimento rifiuti sicuramente i punti più caldi da cui partire per trarre le somme di un'annata che, come i pini in via di Vittorio, ha messo radici profonde nella vita della città, sollevando l'asfalto delle certezze e aprendo fratture fatte di cantieri, decisioni e polemiche che hanno accompagnato Bisceglie per mesi. Su una cosa però non ci piove: il 2025 sarà sempre ricordato come l'anno del restauro del Ponte Lama.

Parco delle Beatitudini e manutenzione del verde

Al centro della macro questione legata alla manutenzione del verde, cui si entrerà nel merito prossimamente, anche la manutenzione e riapertura del Parco delle Beatitudini, chiuso al pubblico da oltre due anni. «Al parco delle beatitudini i lavori sono ormai partiti da mesi e si è partiti con una importante attività di bonifica. Verranno piantate alcune alberature mediterranee tra piante ed alberi, cercando di rendere il verde finalmente un verde che ha un senso» ha spiegato il primo cittadino. «Nel parco c'erano sicuramente piante datate che però non sembravano essere frutto di una pianificazione. Oltretutto il punteruolo rosso aveva eliminato tutte le palme che erano già lì quindi il verde andava necessariamente risistemato».

«C'era la necessità di avviare una procedura di affidamento, ma viste le condizioni abbiamo preferito avere un finanziamento per mettere a posto il parco. Avendo noi anche un altro finanziamento che riguarda il Bastione San Martino, all'interno del quale si dovrebbe realizzare un teatro all'aperto, stiamo cercando di unire i due progetti. Adesso, dopo la pulizia e la bonifica del parco, potranno partire anche i lavori del teatro. In questo modo il parco si connetterà funzionalmente al teatro creando un'area polifunzionale dal punto di vista culturale. I lavori per il teatro dovrebbero partire a brevissimo, non li abbiamo ancora fatti partire innanzitutto perché dipendevano dalla consegna del parco delle Beatitudini e in secondo luogo perché ad oggi all'interno del Bastione ha sede un parcheggio indispensabile al centro storico» ha poi concluso Angarano.

Sport sul territorio: il Paladolmen

Un po' più complessa invece la situazione legata al Paladolmen, che ha causato gravi disagi a diverse associazioni sportive: «La situazione attuale è che nonostante la conclusione dei lavori nel primo lotto, che prevedevano l'efficientamento energetico, adesso stiamo completando la seconda parte. Per quanto invece concerne la parte esterna è quasi conclusa il problema però continua nella parte interna. Ciò su cui bisogna soffermare l'attenzione è che nel momento in cui si avviano dei lavori ci sono alle volte degli intoppi burocratici, dei contrasti, delle situazioni inaspettate che non si possono risolvere in breve tempo. Io penso che quasi sicuramente in primavera il Paladolmen sarà riconsegnato. Però sarà completato e concluso in questi mesi di ritardo perché nel frattempo con il reperimento di alcune risorse abbiamo pensato anche, su segnalazioni delle associazioni, di sistemare anche il parquet che è straordinario ma è datato, abbiamo pensato anche di rivedere l'impianto di illuminazione per rendere il tutto più sostenibile perché l'efficientamento energetico passa anche dal cambiamento dei corpi luminosi e ovviamente da una pannellatura sul soffitto che serve a più scopi e completa l'efficienza del Paladolmen, per un suo uso in maniera più polifunzionale. Quindi finalmente dopo 40 anni il Paladolmen diventa una struttura, oltre ad essere una delle più bella in Puglia secondo me, anche una delle più moderne» ha spiegato Angarano.

Prosegue intanto il dialogo con le associazioni sul tema: «Siamo in dialogo con le associazioni che hanno posto il problema degli allenamenti per trovare la maniera di attrezzare altre strutture per ospitarli che possono essere strutture biscegliesi o dei paesi limitrofi».

Scuola a tempo pieno: le mense scolastiche

Il 10 settembre 2025 partivano i lavori per la nuova mensa nei pressi della scuola Caputi e con questi la riconferma della costruzione di altre quattro mense. Un impegno non indifferente che evidentemente risponde ad una richiesta sempre maggiore: «Si tratta di un altro piano coraggioso: fare cinque mense nuove a Bisceglie, perché non è semplice. La mensa è un servizio che fino a cinque anni fa non era molto apprezzato o richiesto. Negli ultimi due-tre anni le famiglie hanno iniziato sempre più a richiedere il tempo pieno. Ci siamo impegnati nel garantire appalti che assicurassero in primo luogo la qualità del cibo e ovviamente abbiamo cercato di compensare con il contributo comunale gli esborsi delle famiglie, creando per la prima volta, e ci tengo a ricordarlo, un sistema di scaglioni che ovviamente privilegiava chi ha redditi più basi a fronte dei redditi più alti con un senso di maggior equità sociale. È un servizio che indubbiamente grava parecchio sulle casse comunale e senza luoghi adeguati si sarebbe dovuto svolgere o nelle aule magna o nelle classi. Quindi fare 5 mense nuove rispondeva a questa necessità. In particolare, quella in via martiri di via fani è in conclusione, la Caputi è in via di ultimazione, poi c'è la Don Giovanni Bosco, e quella in zona De amicis. A chiudere l'Angela di Bari. La consegna è prevista sicuramente per il prossimo anno scolastico, senza dubbio» ha dichiarato a questo proposito il Sindaco.

Da ex mattatoio ad hub ludico culturale: a che punto siamo

Martedì 7 ottobre 2025 si svolgeva la presentazione del progetto ufficiale dell'hub culturale ludico-didattico per l'inclusione sociale che nasceva dalla riconversione dell'ex mattatoio comunale sito in zona prima spiaggia. L'opera, realizzata grazie ad un maxi-finanziamento di 3.455.599,32 di euro ottenuto dall'Ambito Territoriale Sociale di Trani-Bisceglie con la partecipazione all'Avviso pubblico "DesTEENazione - Desideri in azione", del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ad oggi risulta ancora inattiva. Allo scopo di chiarirne lo stato dell'arte le parole di Angarano: «Il macello è in dirittura d'arrivo, anche lì ci sono stati un po' di problemi burocratici, alcuni intoppi tecnici tipo le vernici utilizzate all'esterno che pur rispettando la valenza storico-architettonica dell'immobile non hanno retto di fronte agli agenti climatici di una struttura che, essendo sul mare, è indubbiamente esposta all'erosione degli agenti atmosferici. Però quel lotto è in dirittura d'arrivo, mentre nel frattempo avevamo anche richiesto un finanziamento PNRR per il secondo lotto, una struttura vicina che andrebbe proprio rifatta, ma stiamo cercando invece di restaurarla. C'è però una bellissima notizia sui cui vorrei soffermarmi: ad aver ricevuto in Italia il finanziamento per la gestione pluriennale siamo in pochissimi comuni. Questo significa aprirlo con la certezza ed avere 3 milioni e mezzo di euro da investire sulle associazione del territorio per la gestione».

Infrastrutture urbane: Ponte Lama

Il Ponte Lama, collegamento quasi immediato tra la città di Trani e quella di Bisceglie, è stato chiuso il 27 settembre 2025 con la promessa di essere restituito alle rispettive città nel tempo di due anni. Da quel momento non sono mancate critiche legate alla gestione dei lavori. Non è mancata, durante la nostra intervista, una risposta sulla questione: «Al netto dell'attività politica, io capisco che le critiche rientrino nella dialettica politica quindi non ho niente da commentare. Il problema però nasce nel momento in cui si pensa ad un cantiere come tanti omini che quotidianamente stanno lì a muoversi come un videogame di Super Mario. Non è così semplice, nel senso che nella vita di un cantiere, e ne abbiamo già parlato per il Paladolmen, ci sono tante vicissitudini burocratiche e quello che è importante è che i lavori siano iniziati, con una firma in una certa data e finiranno in quella data, altrimenti dopo ci saranno ovviamente dei procedimenti amministrativi consequenziali, ed eventualmente delle sanzioni» ha spiegato Angarano.

«Tutto questo comporta che nelle fasi iniziali sicuramente ci sono stati dei ritardi ma se non si apriva il cantiere non avremmo capito che ci sarebbero state delle questioni che poi hanno determinato i ritardi. D'altro canto una delle parti più complesse di questo appalto è proprio la cantierizzazione: le impalcature, la messa in scurezza, la bonifica, sono opere che magari non necessitano di un'azione quotidiana, ma non per questo sono meno utili. Dopo aver fatto il punto su questo, io da cittadino mi sono posto un problema che sicuramente si saranno posti pure i tecnici credo: durante l'alluvione di qualche settimana fa cosa sarebbe successo ad un eventuale cantiere? Dobbiamo ricordarci che si tratta sempre di una lama. E se quell'acqua che io ho visto nella zona industriale di Bisceglie e che ha costituito un enorme problema per le aziende in quella zona, salvate in sole 8 ore grazie a una collaborazione virtuosa con la protezione civile, da arrivare alla zona artigianale fosse anche scesa su Lama paterna? E se noi avessimo avuto lì delle impalcature senza una base o senza un accorgimento per deviare il flusso delle acque che arrivavano? Perché nella zona artigianale il problema non è stato quello della pioggia su Bisceglie, ma dell'acqua che arrivava dalla murgia, da Corato, da Ruvo, dall'interno che è arrivata con una buona mezz'ora di ritardo. Sicuramente in questa prima fase si stanno facendo degli accorgimenti per rendere la base di lavoro più sicura possibile».

Un disagio, quello dovuto alla chiusura del ponte che però manifesta nitidamente il collegamento socio-culturale che lega Trani e Bisceglie: «I tanti disagi per il collegamento con Trani nascono da una questione di collegamento complessa; chi per lavoro, chi per famiglia, chi per possedimenti terrieri in quella città. Ma anche per il pronto soccorso per altri servizi. A me dispiace tantissimo ma quello che posso dire è che purtroppo era arrivato il momento di chiudere quel ponte che era davvero ammalorato. Tanto è vero che dal parere dei tecnici è emerso di dover anche mettere mano a quella parte di corsia che ospitava il percorso pedonale, che ad oggi appare del tutto inagibile. Noi lo avevamo già chiuso quel percorso, avevamo creato il senso unico alternato. Avevamo messo in campo tutti quegli accorgimenti per arrivare però ad una chiusura totale del ponte: non potevano essere sicuramente quelli gli accorgimenti per risolvere il problema. Ed io mi chiedo poi quando vedo delle grosse tragedie, e se non lo facciamo? E se capita qualcosa? Oggi stiamo risolvendo invece un grosso problema.

​Patrimonio storico-artistico-culturale: il Teatro Garibaldi

Il Teatro Garibaldi, chiuso nel 2017 per lavori, è finalmente tornato fruibile al pubblico nel 2025, dopo ben otto anni di lavori. Non sono mancate tuttavia le polemiche, anche in questo caso, legate a prosecuzioni "nascoste" dei lavori, insinuando l'ipotesi di una riapertura fasulla. «I lavori sono completamente ultimati, erano finiti già ad aprile. Si è trattato di lavori importanti. La cosa bella è che da quando abbiamo terminato, il teatro è praticamente sempre aperto, è vivo. Abbiamo ospitato tante manifestazioni, stiamo ospitando la stagione teatrale, tante associazioni vogliono utilizzarlo e hanno proposte. Noi cercheremo ovviamente di accogliere tutte le iniziative possibili con la consapevolezza che adesso la sfida è la gestione di un teatro, che è una gestione molto complessa e che fa la differenza. Una gestione che deve coinvolgere le associazioni locali, ma che deve puntare soprattutto ad una programmazione di qualità perché è un teatro che ha una potenzialità elevata. La sfida adesso è proprio quella di immaginare il modello gestionale del teatro» la risposta del primo cittadino.

«Dobbiamo considerarci una città fortunata perché abbiamo 5 teatri: il Politeama Italia, il teatro Garibaldi, il teatro Mediterraneo, il Don Luigi Sturzo e tra un po' avrà anche il teatro della Monterisi. È una città che ha ben cinque strutture che possono ospitare cultura, questo vuol dire vivere in una città che ha futuro. Ovviamente questo potenziale rischia di non realizzarsi e di non diventare azione concreta se un modello gestionale non è efficace e non è calzato su quelle che sono le nostre vocazioni. Abbiamo per fortuna una città che ha una vivacità culturale molto frizzante e quindi la nostra vocazione è alla partecipazione collettiva sul piano culturale e ovviamente all'iniziativa privata delle associazioni. Abbiamo cercato di valorizzare questa caratteristica con gli eventi stabili dell'estate biscegliese ma in realtà di tutto l'anno, che sono partiti da zero e adesso sono conosciuti da tutta la puglia e oltre come il Sol dell'Alba, il Bicomix».

Edilizia scolastica: la scuola media Monterisi

Gli studenti e le studentesse della scuola media Monterisi sono finalmente tornati a casa, nello storico plesso il 12 settembre 2025 dopo almeno quattro anni di lavori. Tuttavia, già il giorno della riconsegna alla cittadinanza, venne annunciata la restituzione solo parziale dell'edificio a causa di ulteriori lavori di rifacimento, in particolare rivolti alla palestra, agli spogliatoi della stessa e al teatro. Il punto con in Sindaco Angelantonio Angarano.

«La scuola è stata restituita, tuttavia vi erano ancora da terminare alcuni lotti. Per quanto concerne la palestra sono stati abbattuti tutti gli spogliatoi, visibilmente in uno stato pericolante e posso dirlo senza timore di smentita. In realtà quei lavori sono stati in alcuni casi ritardati purtroppo per problemi strutturali tra cui quelli dello spogliatoio della palestra, che verrà rifatto ex-novo. Sempre relativamente alla palestra stavamo pensando semplicemente di sostituire la copertura con una più leggera e meno impattante. Per quanto concerne il teatro che nascerà accanto alla scuola, e che prevede sul suo lastrico solare un campo polivalente di basket e pallavolo, i lavori stanno proseguendo nella speranza che entro quest'anno si possa riconsegnare l'intero edificio completato.

Manutenzione stradale

Tra i disagi più ricorrenti nell'anno appena passato anche quelli legati alla circolazione in città spesso soggetta a variazioni del traffico dovute a lavori di rifacimento del manto stradale ad opera di privati o dell'amministrazione stessa. «Noi abbiamo investito quasi 4 milioni di euro per il rifacimento delle strade tra mutui, risorse di bilancio e finanziamento regionale compreso - ha riposto il Sindaco -. Viviamo in momento storico particolare in cui ci sono alcuni lavori straordinari da parte dei gestori dei servizi. Ad esempio l'acquedotto ha sostituito gran parte delle tubature di acqua potabile per eliminare le perdite che avevano superato il 60%; l'Enel sta costruendo la seconda cabina primaria a Bisceglie, che è un paese che quindi avrà due cabine primarie con 4 linee primarie due per ogni cabina, e questo significa avere un paese a cui non dovrebbe mai mancare la corrente. In particolare quella cabina primaria ci aiuterà anche per l'ospedale del Nord Barese perché coprirà anche l'ospedale che utilizzerà le fonti rinnovabili. È ovvio che durante tali lavori noi subiamo dei disagi».

«Io spero che questa diventi veramente una città moderna. Perché perdere qualcosa come il 60% di acqua semplicemente dalle tubature è qualcosa di semplicemente inaccettabile. Si tratta di opere che sono indifferibili quindi io capisco i disagi. La tentazione di procrastinare i lavori potrebbe pure esserci ma io penso che si un tema di responsabilità. Nel futuro un sindaco più fortunato di me godrà di una città sicuramente con meno problemi e a me l'onere e l'onore di aver vissuto questa lunga transizione» ha poi concluso Angelantonio Angarano.