La città di Bisceglie si riunisce per l'ultimo saluto all'ex sindaco Franco Napoletano
Basilica concattedrale di San Pietro gremita per i funerali dell'onorevole
martedì 23 giugno 2026
17.00
Un pezzo importante di storia della città è andato via con lui, ma resterà ben presente nella mente di coloro che lo hanno imparato a conoscere e hanno vissuto gli 11 anni in cui è stato alla carica di sindaco di Bisceglie. Basilica concattedrale di San Pietro gremita per i funerali di Franco Napoletano, che si è spento a 66 anni dopo un'esperienza quarantennale in politica da consigliere, primo cittadino, onorevole e presidente del consiglio comunale, senza dimenticare la sua professione di avvocato. Una persona che ha dato e fatto tanto per il suo territorio e la comunità gli ha voluto rendere omaggio partecipando alle sue esequie: lo storico esponente del Partito Comunista si è arreso dopo una dura e lunga lotta a una malattia, che lo aveva fatto sempre più defilare dal dibattito politico negli ultimi anni.
Il rito funebre è stato presieduto da don Aurelio Carella: «Tutto l'impegno che ha vissuto nella sua vita, tutta la passione e quindi anche la sofferenza che ha sperimentato diventano un modo di donarsi agli altri, certamente a partire dalla famiglia, dalle persone più intime e allargando poi il cerchio a tutta la cittadinanza, ma anche oltre, guardando al suo impegno professionale come avvocato, all'impegno per la cultura. Abbiamo sperimentato questa passione, energia, entusiasmo, adesso nel momento in cui il nostro cuore si vela di tristezza per il termine della sua vita possiamo essere fiduciosi che Franco trovi riposo, che le sue tante fatiche abbiano un termine» ha sottolineato nel corso dell'omelia.
«Quello che sappiamo però nella nostra fede è che adesso può trovare riposo, è il Signore stesso a mettersi al suo servizio, così come abbiamo ascoltato nel Vangelo, si stringerà le vesti e i fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirgli. Chiediamo al Signore che adesso possa prendersi in cura lui di Franco, chiediamo al Signore che adesso possa offrirgli lui tutto il bene per il bene dei Cieli e chiediamo al Signore di raccogliere la sua eredità morale, spirituale, di impegno sociale, per il bene comune, per la difesa della giustizia, perché certamente ha lasciato tanti semi che ciascuno di noi potrà continuare a coltivare. Sentiamoci allora uniti, oggi tutti quanti, come esseri umani, come chiesa, come unità civile, sapendo che c'è tanto ancora da camminare e da impegnarci per il bene di tutti, per il bene per il quale Franco ha donato la sua intera vita» ha aggiunto don Aurelio, amministratore parrocchiale della Madonna di Passavia.
L'uscita del feretro è stata accompagnata dalle note di "Bella ciao", un inno universale di libertà e resistenza, che è stato intonato anche da tutti i presenti.
Il rito funebre è stato presieduto da don Aurelio Carella: «Tutto l'impegno che ha vissuto nella sua vita, tutta la passione e quindi anche la sofferenza che ha sperimentato diventano un modo di donarsi agli altri, certamente a partire dalla famiglia, dalle persone più intime e allargando poi il cerchio a tutta la cittadinanza, ma anche oltre, guardando al suo impegno professionale come avvocato, all'impegno per la cultura. Abbiamo sperimentato questa passione, energia, entusiasmo, adesso nel momento in cui il nostro cuore si vela di tristezza per il termine della sua vita possiamo essere fiduciosi che Franco trovi riposo, che le sue tante fatiche abbiano un termine» ha sottolineato nel corso dell'omelia.
«Quello che sappiamo però nella nostra fede è che adesso può trovare riposo, è il Signore stesso a mettersi al suo servizio, così come abbiamo ascoltato nel Vangelo, si stringerà le vesti e i fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirgli. Chiediamo al Signore che adesso possa prendersi in cura lui di Franco, chiediamo al Signore che adesso possa offrirgli lui tutto il bene per il bene dei Cieli e chiediamo al Signore di raccogliere la sua eredità morale, spirituale, di impegno sociale, per il bene comune, per la difesa della giustizia, perché certamente ha lasciato tanti semi che ciascuno di noi potrà continuare a coltivare. Sentiamoci allora uniti, oggi tutti quanti, come esseri umani, come chiesa, come unità civile, sapendo che c'è tanto ancora da camminare e da impegnarci per il bene di tutti, per il bene per il quale Franco ha donato la sua intera vita» ha aggiunto don Aurelio, amministratore parrocchiale della Madonna di Passavia.
L'uscita del feretro è stata accompagnata dalle note di "Bella ciao", un inno universale di libertà e resistenza, che è stato intonato anche da tutti i presenti.