Il coraggio di Alessandra salva la vita a Lorenzo Misino su un campo di padel

Il biscegliese, colpito da un infarto, ha ricevuto un provvidenziale massaggio cardiaco con defibrillatore dall'infermiera andriese. È accaduto a Trani: un cittadino molfettese ha segnalato l'episodio ai due sindaci

mercoledì 2 settembre 2026 18.00
A cura di Luca Ferrante
Una vicenda che unisce le città di Bisceglie, Andria, Trani e Molfetta. Era il 5 gennaio scorso quando Alessandra Saccone, un'infermiera dell'ospedale andriese, è intervenuta per aiutare il biscegliese Lorenzo Misino, colpito da infarto durante una partita di padel in un centro sportivo tranese. La sua azione, in attesa dell'arrivo dei soccorsi, si è rivelata determinante per salvargli la vita. L'episodio è stato segnalato alle istituzioni da Saverio, cittadino molfettese che ha assistito a tutta la scena ed è rimasto colpito dal coraggio mostrato dalla donna.

Sono trascorsi alcuni mesi ma le amministrazioni di Bisceglie e Andria hanno voluto rendere merito, insieme, ad Alessandra con un riconoscimento: «Ad Alessandra Saccone per il gesto di straordinaria prontezza e umanità con cui ha salvato la vita al cittadino biscegliese Lorenzo Misino. Con lucidità, coraggio e senso di responsabilità, intervenendo tempestivamente e praticando il massaggio cardiaco, hai trasformato un momento drammatico in una storia di speranza e di esempio per tutti. La tua preparazione e la tua determinazione hanno fatto la differenza, dimostrando quanto sia fondamentale la cultura del primo soccorso e quanto un singolo gesto possa valere una vita» è quanto stato riportato nell'attestato di benemerenza.

Il racconto di Alessandra Saccone

Alessandra ha raccontato quello che è avvenuto in quei momenti davvero concitati, in cui ha saputo mantenere i nervi saldi e fare le cose giuste per aiutare Lorenzo in attesa dei soccorsi: «Quel giorno avevo terminato un allenamento su uno dei campi di padel e stavo andando via, quando sono stata attirata dalle urla di alcuni amici che uscivano dal campo e chiedevano aiuto. Mi sono recata sul luogo e ho visto una persona riversa per terra in gravi condizioni. Ho subito richiesto l'intervento del defibrillatore e, accanto, c'era chi aveva già allertato il 118. Ho iniziato le manovre di primo soccorso, la rianimazione cardiopolmonare, ma il paziente non era cosciente. Sono stati circa 35 minuti di massaggio cardiaco in cui cercavo di riportarlo alla coscienza, ma nulla. Durante la rianimazione è stato emesso anche uno shock da parte del defibrillatore e sicuramente quello è stato il motivo per cui Lorenzo è riuscito a recuperare un ritmo, seppur caotico. In quel momento sono arrivati i colleghi del 118 e ho lasciato a loro poi le cure del caso».

«Io sono un'infermiera, lavoro nell'ospedale "Bonomo" di Andria: la mia formazione da cittadina, da civile, ha fatto sì che io intervenissi con lucidità, perché alla fine in queste situazioni è il tempo che deve avere la prerogativa. È avvenuto tutto in maniera così tempestiva. Lorenzo è anche un paziente molto giovane, che ha reagito in maniera molto veloce anche nel recupero. La situazione si è così conclusa per il meglio» ha aggiunto.

Per Alessandra i corsi di pronto soccorso sono diventati sempre più fondamentali al giorno d'oggi: «Io sollecito colleghi e anche la cittadinanza a frequentare queste iniziative. Soprattutto in quei momenti è importante avere la lucidità giusta per poter intervenire, perché molte volte si pensa di non sentirsi ad altezza. In realtà quell'intervento tempestivo, il posizionamento delle placche o una segnalazione al 112 è di fondamentale importanza per il recupero del paziente. Questi corsi dovrebbero essere aperti a tutta la cittadinanza, perché può accadere in qualsiasi momento: sul lavoro, per strada, nei campi sportivi. Ormai tutti i campi sono adeguatamente forniti di Dae, però è giusto che siano presenti delle persone che sono formate per poterlo utilizzare al meglio».

La gratitudine di Lorenzo Misino

Lorenzo Misino non può che continuare a essere grato per il lieto fine della vicenda: «Gratitudine è la parola d'ordine in queste situazioni, è impossibile non averne. Ho ripreso conoscenza il giorno dopo, per fortuna non ho memoria della parte un po' più brutta della vicenda. I miei ricordi sono soprattutto dei giorni a seguire, in cui è ripartito un po' il percorso della ripresa, compreso il giorno in cui ho incontrato Alessandra, l'infermiera che mi ha salvato, all'ospedale "Bonomo" di Andria mentre ero ricoverato nel reparto di cardiologia. È chiaro che è stato un mix di emozioni provocate dal momento in sé, dalla conoscenza di chi ti ha salvato. Mi ha raccontato anche qualche dettaglio, di cui ovviamente non ero a conoscenza».

L'ultimo appello del cittadino biscegliese, impiegato di professione: «Sensibilizzare è fondamentale. Io, il primo, sono un soccorritore, quindi capisco benissimo l'importanza. È altrettanto importante la divulgazione e la diffusione dei dispositivi di primo soccorso, perché fanno la differenza in quegli attimi» ha affermato. In sala consiliare è stato accompagnato dalla sua famiglia, in particolare il papà che si è emozionato quando ha preso la parola per ringraziare ancora una volta l'infermiera andriese.

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Giovanna Bruno: «Un modo per sensibilizzare l'importanza del pronto intervento»

La sindaca di Andria Giovanna Bruno ha raggiunto la sala consiliare di Palazzo San Domenico a Bisceglie per partecipare all'evento e congratularsi personalmente con la concittadina Alessandra: «In un tempo in cui sembra che abbia molto più appeal tutto ciò che è tetro e negativo, ci sono storie belle che meritano condivisione. Alessandra, andriese, ha salvato la vita a Lorenzo, biscegliese. Una manovra di primo soccorso e pronto intervento, fatta con coraggio, determinazione e competenza. Un intervento non scontato, se si pensa all'isolamento e all'egoismo che caratterizzano questo nostro tempo, in cui sembra che l'indifferenza e la diffidenza prevalgano. A questo, poi, si aggiunge la spasmodica esigenza di filmare tutto: disgrazie, risse, incidenti, alterchi. C'è sempre un telefono pronto ma pronti non si è quasi mai all'altruismo».

La prima cittadina ha tenuto a ringraziare anche Saverio, cittadino molfettese che ha segnalato la vicenda alle istituzioni: «L'altro elemento bello di questa storia è Saverio che, avendo assistito al salvataggio, si è premurato di scrivere a me e al sindaco di Bisceglie per raccontare il tutto, colpito dal gesto di Alessandra. Ritrovarsi come comunità intorno a questo episodio diventa un modo per sensibilizzare all'importanza del pronto intervento e per mettere in luce esempi di spiccata umanità».

Angelantonio Angarano: «Spesso si preferisce prendere in mano un telefono e filmare. Non va bene»

«Viviamo in un momento di grande indifferenza, in cui l'aiuto al prossimo non è scontato» ha sottolineato il sindaco di Bisceglie Angelantonio Angarano nel suo intervento. «L'essere umano deve avere la capacità di prendersi cura del proprio vicino o anche di chi non conosce, in maniera istantanea e automatica. Ci vuole il coraggio di fare quello che ha fatto Alessandra. Oltre a vincere le indifferenze, ci vuole quello spirito di intervento: anche nel caso in cui non si hanno le competenze in generale, è importante prendersi cura dell'altro, forse anche per un momento di consolazione, di vicinanza o di supporto. Invece in tanti casi assistiamo alle persone che preferiscono prendere in mano un cellulare e magari filmare, socializzare il dolore, e questo non va assolutamente bene, perché non è da esseri umani e non è soprattutto da esseri che vogliono entrare in empatia con i propri simili» ha evidenziato il primo cittadino.

«A Lorenzo era capitato qualcosa di molto serio, questo ti fa pensare che nella vita devi avere la fortuna di essere nel posto giusto, al momento giusto e con la persona. Alessandra ha dimostrato la capacità di prendersi cura di chi non si conosce e farlo con questo coraggio e senso civico di cittadinanza attiva è encomiabile» ha concluso.