Corteo contro le mafie, Libera il Futuro: «Resta cruda realtà, le istituzioni si sveglino»
Le parole del presidente del movimento Vincenzo Arena
martedì 26 maggio 2026
10.30
Le parole di don Angelo Cassano hanno restituito alla nostra città il senso più profondo del corteo antimafie del 20 maggio. «Bisceglie deve aprire gli occhi. il problema non è di quelli di fuori che vengono qui, ma anche a Bisceglie c'è un terreno fertile di cui prendere coscienza». Il movimento Libera il Futuro, presieduto da Vincenzo Arena, ha commentato la manifestazione avvenuta per le vie del centro storico.
«Fino a qualche anno fa da queste parti non si poteva nemmeno pronunciare la parola "mafia"; le mafie, quelle sotto casa, erano un pensiero da respingere anche per le istituzioni locali, qualcosa da tenere lontano, da relegare nel cassetto comodo dell'antimafia di testimonianza, quella fatta di retorica e distacco, che si apre solo qualche giorno all'anno... e ha l'odore della naftalina. Mercoledì scorso eravamo oltre 1000 persone, qualcuna in più o in meno, ma non importa. Camminavamo insieme. Storie diverse, esperienze diverse. C'è stato di certo chi ha partecipato solo per pura passerella, ma guardiamo oltre. Finalmente un pezzo di città per la prima volta ha camminato toccando i luoghi in cui lo spaccio di droga, i fuochi di artificio, gli omicidi e i roghi di rifiuti hanno deturpato e deturpano Bisceglie "bellissima e disgraziata". Centinaia di persone hanno camminato urlando che la città, le strade, le piazze sono nostre, non sono cosa loro».
«Abbiamo ricordato con un lungo applauso - passando da via Mauro Storelli - una vittima innocente di mafia come Lino Pizzi e con noi hanno camminato i suoi familiari, in silenzio ma abbracciati da una comunità bella e che prova a rialzare la testa. Quello del 20 maggio deve essere l'inizio di un percorso dal basso di denuncia, consapevolezza e azioni concrete. A chi ci amministra, ad ogni livello, chiediamo senza sconti di svegliarsi, di aprire gli occhi. Passati i cortei resta la cruda realtà di ogni giorno: restano piazza 3 Santi, i vicoli e le piazzette del Borgo Antico abbandonati a se stessi e preda di giovanissimi pusher, restano le bici e i monopattini che sfrecciano sulla piazza del pesce e in centro per consegnare la droga "a domicilio", resta un'economia in cui penetrano capitali sporchi che cercano imprese "lavatrici"».
«Non bastano le forze dell'ordine, non basta la magistratura, serve visione politica di lungo corso per riprendersi la città davvero: la rigenerazione urbana, i beni comuni, la cura dei luoghi e dell'ambiente, la prevenzione su ogni fronte, la rete per il lavoro dignitoso, la credibilità e la trasparenza di chi ci rappresenta, la cultura che si rimpossessa degli spazi perché - condividiamo un recente commento di Carlo Bruni - "la mafia attecchisce nell'incultura". Libera il futuro cammina da tempo in questo solco e continuerà a farlo con le competenze, le idee, le proposte, le energie di cui saremo capaci e al servizio della nostra comunità. Per questo lanciamo un appello pubblico a rafforzare questa rete dal basso, a auto-convocarci come associazioni, movimenti, liberi cittadini di tutte le età in un Forum permanente della legalità e dell'antimafie che scuota le istituzioni e la politica dal proprio odioso e retorico torpore».
«Fino a qualche anno fa da queste parti non si poteva nemmeno pronunciare la parola "mafia"; le mafie, quelle sotto casa, erano un pensiero da respingere anche per le istituzioni locali, qualcosa da tenere lontano, da relegare nel cassetto comodo dell'antimafia di testimonianza, quella fatta di retorica e distacco, che si apre solo qualche giorno all'anno... e ha l'odore della naftalina. Mercoledì scorso eravamo oltre 1000 persone, qualcuna in più o in meno, ma non importa. Camminavamo insieme. Storie diverse, esperienze diverse. C'è stato di certo chi ha partecipato solo per pura passerella, ma guardiamo oltre. Finalmente un pezzo di città per la prima volta ha camminato toccando i luoghi in cui lo spaccio di droga, i fuochi di artificio, gli omicidi e i roghi di rifiuti hanno deturpato e deturpano Bisceglie "bellissima e disgraziata". Centinaia di persone hanno camminato urlando che la città, le strade, le piazze sono nostre, non sono cosa loro».
«Abbiamo ricordato con un lungo applauso - passando da via Mauro Storelli - una vittima innocente di mafia come Lino Pizzi e con noi hanno camminato i suoi familiari, in silenzio ma abbracciati da una comunità bella e che prova a rialzare la testa. Quello del 20 maggio deve essere l'inizio di un percorso dal basso di denuncia, consapevolezza e azioni concrete. A chi ci amministra, ad ogni livello, chiediamo senza sconti di svegliarsi, di aprire gli occhi. Passati i cortei resta la cruda realtà di ogni giorno: restano piazza 3 Santi, i vicoli e le piazzette del Borgo Antico abbandonati a se stessi e preda di giovanissimi pusher, restano le bici e i monopattini che sfrecciano sulla piazza del pesce e in centro per consegnare la droga "a domicilio", resta un'economia in cui penetrano capitali sporchi che cercano imprese "lavatrici"».
«Non bastano le forze dell'ordine, non basta la magistratura, serve visione politica di lungo corso per riprendersi la città davvero: la rigenerazione urbana, i beni comuni, la cura dei luoghi e dell'ambiente, la prevenzione su ogni fronte, la rete per il lavoro dignitoso, la credibilità e la trasparenza di chi ci rappresenta, la cultura che si rimpossessa degli spazi perché - condividiamo un recente commento di Carlo Bruni - "la mafia attecchisce nell'incultura". Libera il futuro cammina da tempo in questo solco e continuerà a farlo con le competenze, le idee, le proposte, le energie di cui saremo capaci e al servizio della nostra comunità. Per questo lanciamo un appello pubblico a rafforzare questa rete dal basso, a auto-convocarci come associazioni, movimenti, liberi cittadini di tutte le età in un Forum permanente della legalità e dell'antimafie che scuota le istituzioni e la politica dal proprio odioso e retorico torpore».