Estate biscegliese, Sinistra Italiana: «L'amministrazione si limita al patrocinio»
Il partito di centrosinistra sottolinea: «Preoccupante deficit di progettazione interna della macchina comunale»
martedì 14 luglio 2026
16.00
«Il corposo cartellone dell'Estate in blu 2026 a Bisceglie accende i riflettori sui limiti strutturali. Dietro l'annuncio di oltre 150 appuntamenti, si cela infatti la totale supplenza del privato sociale sulla programmazione pubblica. Ancora una volta, la spina dorsale dell'attrattività cittadina è delegata ai grandi brand consolidati del territorio, come l'Associazione Borgo Antico, la Confcommercio e Digithon. Pur riconoscendo l'indiscusso valore di queste realtà, emerge con chiarezza come l'amministrazione civica si limiti a un ruolo di mero patrocinio, trasformando il dinamismo di terzi nella "zavorra" ideale per coprire un preoccupante deficit di progettazione interna della macchina comunale». È la riflessione di Sinistra Italiana, diffusa attraverso una nota.
«La retorica della "sobrietà", spesso usata per giustificare la mancanza di grandi acuti istituzionali, maschera in realtà l'incapacità di intercettare finanziamenti strategici e di garantire servizi di base all'altezza, dal decoro urbano alla gestione dell'accoglienza. Sotto il profilo strettamente politico, l'attuale stallo rischia di generare un equivoco pericoloso: addebitare il declino progettuale della città al centrosinistra. In realtà, è la vera parte lesa di una governance civica inadeguata e priva di identità. Non è più tempo di nascondersi dietro formule di comodo o tutele di facciata. Diventa imprescindibile un immediato chiarimento politico: una profonda rigenerazione programmatica che restituisca alla mano pubblica la cabina di regia dello sviluppo locale, ponendo fin da ora le basi per una coalizione solida e competitiva in vista delle amministrative del 2028».
«La retorica della "sobrietà", spesso usata per giustificare la mancanza di grandi acuti istituzionali, maschera in realtà l'incapacità di intercettare finanziamenti strategici e di garantire servizi di base all'altezza, dal decoro urbano alla gestione dell'accoglienza. Sotto il profilo strettamente politico, l'attuale stallo rischia di generare un equivoco pericoloso: addebitare il declino progettuale della città al centrosinistra. In realtà, è la vera parte lesa di una governance civica inadeguata e priva di identità. Non è più tempo di nascondersi dietro formule di comodo o tutele di facciata. Diventa imprescindibile un immediato chiarimento politico: una profonda rigenerazione programmatica che restituisca alla mano pubblica la cabina di regia dello sviluppo locale, ponendo fin da ora le basi per una coalizione solida e competitiva in vista delle amministrative del 2028».