Fondi per il TrùFest, Sinistra Italiana presenta istanza di annullamento in autotutela
Nel mirino del partito una serie di delibere di Giunta e determinazioni dirigenziali tra agosto e settembre: «Iter anomalo e opaco, fermare i contributi»
lunedì 5 ottobre 2026
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È stata formalmente depositata a Palazzo di Città un'istanza di annullamento in autotutela promossa dalla segreteria cittadina di Sinistra Italiana Bisceglie per l'immediata revoca e cancellazione degli effetti di tutti i provvedimenti chiave legati alla concessione del contributo economico per la manifestazione denominata "TrùFest 2026".
Sotto la lente d'ingrandimento è finito l'intero impianto burocratico: dalla Deliberazione della Giunta Comunale n. 196 del 25 settembre 2026 (sottoscritta solo da 5 componenti della giunta) alla Determinazione Dirigenziale n. 1374 del 30 settembre 2026, passando per tutti gli atti presupposti e connessi (la Delibera di Giunta n. 156 del 07/08/2026, la Det. n. 1121 del 13/08/2026 e la Det. n. 1268 del 09/09/2026).
Sotto la lente d'ingrandimento è finito l'intero impianto burocratico: dalla Deliberazione della Giunta Comunale n. 196 del 25 settembre 2026 (sottoscritta solo da 5 componenti della giunta) alla Determinazione Dirigenziale n. 1374 del 30 settembre 2026, passando per tutti gli atti presupposti e connessi (la Delibera di Giunta n. 156 del 07/08/2026, la Det. n. 1121 del 13/08/2026 e la Det. n. 1268 del 09/09/2026).
«Subentro illegittimo e carenza di idoneità»
- Divieto di "voltura" dei contributi pubblici: l'ordinamento amministrativo vigente non consente in alcun modo il subentro o la "voltura" a sanatoria di contributi discrezionali per manifestazioni culturali o di spettacolo. Una simile procedura calpesta il principio di personalità e corrispondenza del titolo abilitativo, oltre che del merito progettuale, che deve essere valutato esclusivamente in capo al soggetto originario.
- Difetto di legittimazione: si riscontra un palese difetto di legittimazione e una totale carenza di idoneità oggettiva in capo ai soggetti beneficiari o subentranti nelle autorizzazioni e nei relativi fondi pubblici.
- Gestione opaca del patrimonio pubblico: viene contestato un utilizzo distorto e opaco del demanio e delle aree pubbliche concesse per la realizzazione dell'evento, senza il dovuto rispetto delle evidenze pubbliche e delle regole di trasparenza.
L'affondo politico: «Disparità di trattamento e conflitto di interessi»
- Due pesi e due misure rispetto a "Estate in Blu": si evidenzia una violazione del principio di uguaglianza e una palese disparità di trattamento rispetto ai criteri rigidi, selettivi e rigorosi applicati a tutte le altre associazioni e realtà locali che hanno preso parte al cartellone comunale dell'Estate in Blu.
- Conflitto di interessi: il partito denuncia una grave inopportunità politica e un palese conflitto di interessi mediatico che circonda l'intera operazione finanziaria e promozionale della kermesse.