Forza Italia: «Ancora non programmato il consiglio comunale sull'ospedale di Bisceglie»

«Rimarchiamo con forza la necessità di dare chiarezza alla città»

lunedì 21 settembre 2026 10.10
«Nonostante l'ordine del giorno presentato e sottoscritto "Nessuno tocchi l'ospedale di Bisceglie" - con cui si chiedeva di conferire mandato al sindaco, quale massima autorità sanitaria locale, di intervenire presso la Regione e la direzione Asl Bt a garanzia dell'attuale assetto del nosocomio e per il suo potenziamento - dal 21 luglio il presidente del consiglio comunale non ha ancora fissato una data per una seduta in merito. Un silenzio ingiustificabile». È quanto rimarcato, in una nota, dal circolo cittadino di Forza Italia.

«Rimarchiamo con forza la necessità di dare chiarezza alla città. Nonostante le promesse, il rischio concreto di ridimensionamento e chiusura del "Vittorio Emanuele II" resta. A questo si aggiunge l'incognita della realizzazione del nuovo ospedale del Nord Barese, annunciata senza tempi certi, senza cronoprogramma e senza garanzie sul mantenimento delle unità operative esistenti a Bisceglie. Non possiamo permetterci ambiguità. È necessario che il nostro ospedale resti nosocomio di eccellenza in tutti i suoi reparti, così come anni addietro si è lavorato duramente affinché ciò avvenisse. Parliamo di un presidio fondamentale per l'intero territorio, che garantisce livelli di assistenza adeguati e che va potenziato con nuove assunzioni e risorse, non svuotato».

Forza Italia Bisceglie, inoltre, abbraccia e condivide in pieno le perplessità sollevate dal comitato cittadino a tutela dell'ospedale Vittorio Emanuele II, che da tempo denuncia il pericolo di un ridimensionamento che di fatto equivarrebbe a una chiusura. «Chiediamo:
  1. La convocazione immediata del consiglio comunale sull'ordine del giorno presentato, richiesto anche da altre forze politiche dell'opposizione.
  2. Garanzie scritte da parte della Regione Puglia e dell'Asl Bt che l'attuale assetto non sia intaccato.
  3. Un piano concreto di potenziamento della dotazione organica.
La salute dei biscegliesi non è negoziabile».