Fumettibrutti alle Vecchie Segherie Mastrototaro con "Cigni Selvaggi" - L'INTERVISTA
La nota fumettista ha presentato presso la libreria biscegliese il suo primo romanzo
martedì 20 ottobre 2026
13.08
Cosa succede quando una artista sceglie di stravolgere lo strumento tramite il quale raccontare la sua arte? Niente, non succede niente. Perché è proprio la sua arte a dare forma alle cose. Questo il caso di Josephine Yole Signorelli, in arte Fumettibrutti, fumettista siciliana resa celebre grazie alla sua seconda pubblicazione "P. La mia adolescenza trans". Con il romanzo "Cigni Selvaggi", ben otto anni dopo l'esordio con "Romanzo esplicito", Signorelli propone al grande pubblico una sua personalissima rivisitazione della nota fiaba "I cigni selvatici" di Hans Christian Andersen, forse la più gotica tra le altre storie dello scrittore, autore anche de "La sirenetta" e di "La piccola fiammiferaia".
Esattamente come la principessa che, costretta a mantenere il silenzio, deve recuperare rami solo dai rovi dei cimiteri per aiutare i propri fratelli trasformati in cigni a tornare umani, Teresa, la protagonista di "Cigni selvaggi" dovrà affrontare in silenzio e il duro trattamento riservato dalla società alle persone trans, attraverso pregiudizi, outing e un'operazione di riassegnazione di genere andata male.
Una storia che però non vuole essere "solo" trans, quella pubblicata da Fumettibrutti, ma che invece mira a parlare anche chi appartiene ad altri mondi e vedute, smantellando il preconcetto per cui la letteratura femminista sia solo per un determinato pubblico e aprendo invece le porte del romanzo anche a chi a quella storia sente di non appartenerci.
«Non abbandono il fumetto, ma avevo davvero voglia di scrivere un romanzo e non è una tantum infatti ne scriverò sicuramente degli altri - ha spiegato la scrittrice -. Gli elementi che ho mantenuto della fiaba di partenza sicuramente sono il silenzio della protagonista, i rovi e i mezzi cigni che rappresentano la famiglia della protagonista. Il silenzio invece è importante perché per me rappresenta una possibilità narrativa, l'ho usato molto come espediente: è letteratura allo stato puro».
A dialogare con l'autrice Egle Breglia e Sara Suriano, in rappresentanza rispettivamente della collettiva biscegliese Ziwanda e di Svergognat*, realtà che hanno collaborato nell'organizzazione dell'evento.
Esattamente come la principessa che, costretta a mantenere il silenzio, deve recuperare rami solo dai rovi dei cimiteri per aiutare i propri fratelli trasformati in cigni a tornare umani, Teresa, la protagonista di "Cigni selvaggi" dovrà affrontare in silenzio e il duro trattamento riservato dalla società alle persone trans, attraverso pregiudizi, outing e un'operazione di riassegnazione di genere andata male.
Una storia che però non vuole essere "solo" trans, quella pubblicata da Fumettibrutti, ma che invece mira a parlare anche chi appartiene ad altri mondi e vedute, smantellando il preconcetto per cui la letteratura femminista sia solo per un determinato pubblico e aprendo invece le porte del romanzo anche a chi a quella storia sente di non appartenerci.
«Non abbandono il fumetto, ma avevo davvero voglia di scrivere un romanzo e non è una tantum infatti ne scriverò sicuramente degli altri - ha spiegato la scrittrice -. Gli elementi che ho mantenuto della fiaba di partenza sicuramente sono il silenzio della protagonista, i rovi e i mezzi cigni che rappresentano la famiglia della protagonista. Il silenzio invece è importante perché per me rappresenta una possibilità narrativa, l'ho usato molto come espediente: è letteratura allo stato puro».
A dialogare con l'autrice Egle Breglia e Sara Suriano, in rappresentanza rispettivamente della collettiva biscegliese Ziwanda e di Svergognat*, realtà che hanno collaborato nell'organizzazione dell'evento.