Il cardinale Matteo Zuppi a Bisceglie per i 50 anni di Epass - L'INTERVISTA
«Si parla di volontariato con chi sa e dimostra quotidianamente che cosa è il volontariato»
mercoledì 21 ottobre 2026
10.09
Una chiesa gremita di pubblico, ad accoglierlo un intenso applauso e tanta, tantissima curiosità. Così Bisceglie ha accolto presso la Basilica di San Giuseppe il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, ospite di Epass in occasione del 50esimo anniversario della storica associazione.
Il valore del volontariato, l'importanza dell'aiuto reciproco e soprattutto l'abitudine alla sospensione del giudizio: questi solo alcuni dei temi affrontati durante la serata, moderata da Don Tonio Dell'Olio.
Ad avviare l'evento l'intervento del Presidente di Epass, Carlo Amoruso, che con parole piene d'orgoglio ha raccontato i primi 50 anni dell'associazione. Un traguardo questo che non riguarda solo i volontari e le volontarie, come ha spiegato Amoruso, ma che interessa l'intera comunità biscegliese, protagonista di un esempio virtuoso - ma non per questo concluso - di continuo sostegno alle soggettività più fragili, dimostrando che «una persona vale anche quando non produce, quando non può fare nulla».
Vivido ancora il ricordo dell'impegno e della abnegazione del prof. Luigi De Pinto per le cause di Epass, scomparso il 25 aprile 2026, al quale è stato rivolto un lungo e sentito applauso: «Era una persona stupenda, la sua porta era sempre aperta a tutti, anche persone che non conosceva. Era sempre disponibile, la sua casa era l'Epass» le parole di Amoruso.
A prendere parte all'evento anche le autorità civili, militari e religiose che sono intervenute per porgere dei brevi saluti all'ospite d'onore.
«Si parla di volontariato con chi sa e dimostra che cosa è il volontariato, questi 50 anni mi sembrano pieni di vita, di tanti volti, di tanta sofferenza e di tanta consolazione ma soprattutto di molta speranza nel guardare verso il futuro - ha dichiarato Zuppi -. Il volontariato vuol dire pensarsi insieme, non accettare le disuguaglianze, vuol dire che l'altro è una parte di me».
Nelle parole del cardinale, anche presidente della Conferenza Episcopale Italiana, una riflessione sui fatti che hanno interessato Milano negli scorsi giorni: «Comunque sia dobbiamo dare delle risposte e le risposte sono: speranza, futuro, integrazione, passione per il domani. Dobbiamo dare i modi per costruire il domani. Interesse, attenzione: credo che questo sia il vero modo con cui si contrasta la violenza».
«L'ambizione che ci guida è quella di continuare ad esserci per gli ultimi, per chi non ha possibilità economiche per salvaguardare la propria vita. In 50 anni a Bisceglie abbiamo creato davvero un grande raccoglitore di esperienze, di problematiche, di persone che a volte sono umili e non riescono a parlare: noi le accogliamo con tutto il cuore» ha poi aggiunto Carlo Amoruso.
Il valore del volontariato, l'importanza dell'aiuto reciproco e soprattutto l'abitudine alla sospensione del giudizio: questi solo alcuni dei temi affrontati durante la serata, moderata da Don Tonio Dell'Olio.
Ad avviare l'evento l'intervento del Presidente di Epass, Carlo Amoruso, che con parole piene d'orgoglio ha raccontato i primi 50 anni dell'associazione. Un traguardo questo che non riguarda solo i volontari e le volontarie, come ha spiegato Amoruso, ma che interessa l'intera comunità biscegliese, protagonista di un esempio virtuoso - ma non per questo concluso - di continuo sostegno alle soggettività più fragili, dimostrando che «una persona vale anche quando non produce, quando non può fare nulla».
Vivido ancora il ricordo dell'impegno e della abnegazione del prof. Luigi De Pinto per le cause di Epass, scomparso il 25 aprile 2026, al quale è stato rivolto un lungo e sentito applauso: «Era una persona stupenda, la sua porta era sempre aperta a tutti, anche persone che non conosceva. Era sempre disponibile, la sua casa era l'Epass» le parole di Amoruso.
A prendere parte all'evento anche le autorità civili, militari e religiose che sono intervenute per porgere dei brevi saluti all'ospite d'onore.
«Si parla di volontariato con chi sa e dimostra che cosa è il volontariato, questi 50 anni mi sembrano pieni di vita, di tanti volti, di tanta sofferenza e di tanta consolazione ma soprattutto di molta speranza nel guardare verso il futuro - ha dichiarato Zuppi -. Il volontariato vuol dire pensarsi insieme, non accettare le disuguaglianze, vuol dire che l'altro è una parte di me».
Nelle parole del cardinale, anche presidente della Conferenza Episcopale Italiana, una riflessione sui fatti che hanno interessato Milano negli scorsi giorni: «Comunque sia dobbiamo dare delle risposte e le risposte sono: speranza, futuro, integrazione, passione per il domani. Dobbiamo dare i modi per costruire il domani. Interesse, attenzione: credo che questo sia il vero modo con cui si contrasta la violenza».
«L'ambizione che ci guida è quella di continuare ad esserci per gli ultimi, per chi non ha possibilità economiche per salvaguardare la propria vita. In 50 anni a Bisceglie abbiamo creato davvero un grande raccoglitore di esperienze, di problematiche, di persone che a volte sono umili e non riescono a parlare: noi le accogliamo con tutto il cuore» ha poi aggiunto Carlo Amoruso.