La Notte attacca Luigi Cosmai: «Ha tradito gli accordi politici di coalizione»

«Nell'ultimo consiglio comunale una delle più buie e brutte pagine della storia politica locale»

venerdì 16 ottobre 2026
«L'ultimo consiglio comunale di Bisceglie ha offerto ai cittadini lo spettacolo della fiera del paradosso, scrivendo una delle pagine più buie e brutte della storia politica locale recente. Al centro del dibattito è finito, paradossalmente, il nome del sottoscritto che nel 2023 ha lavorato con impegno, testardaggine e visione strategica per costruire liste forti, competitive e vincenti, come la civica "Popolari con Spina"». È l'intervento diffuso, attraverso una nota, dell'ex consigliere regionale Francesco La Notte.

«I fatti e i numeri, custoditi dalla storia elettorale biscegliese, non mentono. Alle scorse elezioni comunali, quella lista divenne la seconda forza politica della città, portando all'elezione di due consiglieri (Luigi Cosmai e Paolo Ruggeri) e sfiorando il terzo seggio con i 400 voti di Francesca Coppa. Un risultato straordinario, ottenuto grazie al coordinamento di chi, all'epoca Presidente del gruppo Regionale della civica "Popolari con Emiliano" in Puglia, impose una linea unitaria superando le resistenze di chi avrebbe preferito l'ennesima lista personale, come era la volontà del consigliere Cosmai storicamente destinata al fallimento, come era già accaduto ed è ampliamente documentato».

«Oggi, però, assistiamo al più classico e deprimente "salto della quaglia". Il consigliere Cosmai, eletto proprio grazie a quella corazzata collettiva, fatta di uomini e donne coerenti, ha scelto di tradire gli accordi politici di coalizione. Un volo pindarico che lo ha visto "trasmigrare" verso un'altra sponda politica a fine legislatura, ottenendo in cambio un mero compenso: una poltrona in Giunta. Sebbene la neo-assessora sia persona capace e perbene - a cui va l'augurio che possa non restare invischiata in certe dinamiche -, resta l'amarezza per un'operazione che rappresenta la peggiore degenerazione della politica locale. Barattare la propria dignità istituzionale con una "mancetta" di fine corsa è un atto deplorevole».

«C'è chi, tuttavia, la coerenza l'ha pagata a caro prezzo e a testa alta. Nell'estate del 2023, pur di mantenere fede agli impegni presi con la propria coalizione e con il proprio elettorato, il sottoscritto, che oggi viene tirato in ballo, non esitò a dimettersi dal prestigioso incarico di Presidente di gruppo in Regione Puglia, rinunciando a indennità importanti e ruoli di rilievo per transitare nel Gruppo Misto e all'opposizione. Una scelta di dignità compiuta, ironia della sorte, anche su sollecitazione dello stesso Cosmai che allora militava in quel gruppo politico. Oggi i ruoli si sono invertiti: da un lato la coerenza del sacrificio, dall'altro il mercanteggio delle posizioni. Poi, però, non dobbiamo domandarci perché la gente diserti le urne o perché i giovani si allontanino nauseati dalla vita pubblica».

«Sarebbe chiedere troppo, in un panorama così desolante, pretendere che certi amministratori masticassero un po' di filosofia politica. Basterebbe rileggere il proemio del "De re publica" di Marco Tullio Cicerone, dove il grande oratore romano ricorda che la politica non è un mezzo di guadagno o una speculazione personale, ma la massima espressione della virtù umana posta al servizio della comunità. Purtroppo, la Politica con la "P" maiuscola non è per tutti. A Bisceglie, ieri, ne abbiamo avuto la triste conferma. Ma sono un eterno ottimista e generoso amante della politica e, spero, che alla fine qualcosa possa cambiare non tanto per noi che, come si suol dire, "abbiamo dato", ma per le prossime generazioni. Se nell'ultimo periodo mi sono volutamente messo in panchina per motivi non politici ma strettamente personali e privati, questo non vuol dire che ho abbandonato l'amore per la politica e per le istituzioni che ho servito con dignità. Bisceglie deve ritornare a sognare e a guardare avanti e, piuttosto, che chiedersi chi dovrà essere il prossimo sindaco, qualcuno dovrebbe porsi questa domanda: cosa vogliamo fare di questa città?».