“Un albero per la salute”: Fadoi e Carabinieri donano alberi per la 4^ edizione del progetto nazionale
La salute mette radici negli ospedali: Perchè nasce questo progetto che ha coinvolto la Città e Ospedale di Bisceglie
martedì 27 ottobre 2026
Gli ospedali italiani diventano sempre più verdi. E non soltanto per una questione ambientale: tutelare la natura significa anche prevenire le malattie e promuovere il benessere delle persone. È questo il messaggio della quarta edizione di "Un albero per la salute", il progetto promosso da FADOI, la Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, insieme all'Arma dei Carabinieri – Raggruppamento Biodiversità. Un appuntamento che quest'anno segna un nuovo traguardo: con le nuove messe a dimora del 2026, il progetto raggiungerà quota 130 alberi in quattro edizioni, a partire dal 2023.
La giornata nazionale del 27 ottobre, ha visto la donazione e la messa a dimora di 30 giovani alberi in altrettanti ospedali distribuiti sul territorio italiano, uno di questi -un esemplare di leccio- ha fatto tappa a Bisceglie, presso l'ospedale civile "Vittorio Emanuele II", individuato quale ospedale di riferimento per la Bat.
Tra le personalità intervenute due responsabili nazionali: il dott. Salvatore Lenti, Presidente FADOI Puglia (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti) per il triennio 2026–2028. Lenti è specialista in Nefrologia, Malattie cardiovascolari, Medicina interna e d'urgenza. Direttore dell'Unità Operativa Complessa (UOC) di Medicina Interna dell'Ospedale "Lorenzo Bonomo" di Andria e responsabile della lunga degenza presso l'Ospedale di Canosa.
Con lui la dott.ssa Stefania Pugliese, Segretaria nazionale della SIEMC, ovvero la Società scientifica italiana dedicata all'ecografia clinica, alla formazione e all'applicazione delle metodiche ecografiche nella pratica medica. La Pugliese é dal 1° febbraio 2025 Direttrice dell'Unità Operativa Complessa (UOC) di Medicina Interna dell'ospedale Vittorio Emanuele II di Bisceglie. Precedentemente, dal 2009, ha lavorato come dirigente medico presso la UOC di Medicina Interna Universitaria "A. Murri" del Policlinico di Bari, dopo la laurea in Medicina e Chirurgia all'Università di Bari e la specializzazione in Medicina Interna.
Perché tutelare l'ambiente significa investire nella salute
L'iniziativa nasce da un principio sempre più centrale nelle politiche sanitarie internazionali: One Health, una sola salute. Un approccio che riconosce il legame indissolubile tra la salute degli esseri umani, degli animali e degli ecosistemi.
I numeri spiegano perché questa visione sia diventata una necessità. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, l'inquinamento atmosferico è responsabile di circa 6,6 milioni di decessi ogni anno nel mondo. Non solo: oltre il 60% delle malattie infettive emergenti segnalate a livello globale proviene dagli animali, a dimostrazione di quanto gli equilibri degli ecosistemi siano importanti anche per la prevenzione sanitaria.
E la sanità stessa è chiamata a fare la propria parte. Il settore sanitario è responsabile di circa il 5% delle emissioni globali di gas serra. Ridurre l'impatto ambientale di ospedali, farmaci, dispositivi medici e processi assistenziali rappresenta dunque una sfida sempre più rilevante per i sistemi sanitari.
Numerose evidenze scientifiche associano inoltre la presenza di spazi verdi a benefici per il benessere psicofisico, alla riduzione dello stress e al miglioramento delle condizioni ambientali. Alberi e vegetazione possono contribuire a mitigare il calore e a migliorare la qualità degli ambienti urbani.
Quattro anni di collaborazione tra medici e Carabinieri
"Un albero per la salute" è un progetto speciale che si inserisce nella più ampia iniziativa nazionale "Un albero per il futuro", gestita dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica.
La collaborazione tra i medici internisti FADOI e i Carabinieri specializzati nella tutela della biodiversità ha consentito, nel triennio 2023-2025, la messa a dimora di 100 alberi negli ospedali italiani.
L'obiettivo va oltre il singolo intervento: sensibilizzare professionisti sanitari, pazienti, cittadini e istituzioni sulla necessità di considerare la tutela ambientale parte integrante delle strategie di prevenzione e promozione della salute.
Il 29 ottobre la cerimonia nazionale si svolgerà all'Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola di Roma.
La giornata nazionale del 27 ottobre, ha visto la donazione e la messa a dimora di 30 giovani alberi in altrettanti ospedali distribuiti sul territorio italiano, uno di questi -un esemplare di leccio- ha fatto tappa a Bisceglie, presso l'ospedale civile "Vittorio Emanuele II", individuato quale ospedale di riferimento per la Bat.
Tra le personalità intervenute due responsabili nazionali: il dott. Salvatore Lenti, Presidente FADOI Puglia (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti) per il triennio 2026–2028. Lenti è specialista in Nefrologia, Malattie cardiovascolari, Medicina interna e d'urgenza. Direttore dell'Unità Operativa Complessa (UOC) di Medicina Interna dell'Ospedale "Lorenzo Bonomo" di Andria e responsabile della lunga degenza presso l'Ospedale di Canosa.
Con lui la dott.ssa Stefania Pugliese, Segretaria nazionale della SIEMC, ovvero la Società scientifica italiana dedicata all'ecografia clinica, alla formazione e all'applicazione delle metodiche ecografiche nella pratica medica. La Pugliese é dal 1° febbraio 2025 Direttrice dell'Unità Operativa Complessa (UOC) di Medicina Interna dell'ospedale Vittorio Emanuele II di Bisceglie. Precedentemente, dal 2009, ha lavorato come dirigente medico presso la UOC di Medicina Interna Universitaria "A. Murri" del Policlinico di Bari, dopo la laurea in Medicina e Chirurgia all'Università di Bari e la specializzazione in Medicina Interna.
Perché tutelare l'ambiente significa investire nella salute
L'iniziativa nasce da un principio sempre più centrale nelle politiche sanitarie internazionali: One Health, una sola salute. Un approccio che riconosce il legame indissolubile tra la salute degli esseri umani, degli animali e degli ecosistemi.
I numeri spiegano perché questa visione sia diventata una necessità. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, l'inquinamento atmosferico è responsabile di circa 6,6 milioni di decessi ogni anno nel mondo. Non solo: oltre il 60% delle malattie infettive emergenti segnalate a livello globale proviene dagli animali, a dimostrazione di quanto gli equilibri degli ecosistemi siano importanti anche per la prevenzione sanitaria.
E la sanità stessa è chiamata a fare la propria parte. Il settore sanitario è responsabile di circa il 5% delle emissioni globali di gas serra. Ridurre l'impatto ambientale di ospedali, farmaci, dispositivi medici e processi assistenziali rappresenta dunque una sfida sempre più rilevante per i sistemi sanitari.
Numerose evidenze scientifiche associano inoltre la presenza di spazi verdi a benefici per il benessere psicofisico, alla riduzione dello stress e al miglioramento delle condizioni ambientali. Alberi e vegetazione possono contribuire a mitigare il calore e a migliorare la qualità degli ambienti urbani.
Quattro anni di collaborazione tra medici e Carabinieri
"Un albero per la salute" è un progetto speciale che si inserisce nella più ampia iniziativa nazionale "Un albero per il futuro", gestita dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica.
La collaborazione tra i medici internisti FADOI e i Carabinieri specializzati nella tutela della biodiversità ha consentito, nel triennio 2023-2025, la messa a dimora di 100 alberi negli ospedali italiani.
L'obiettivo va oltre il singolo intervento: sensibilizzare professionisti sanitari, pazienti, cittadini e istituzioni sulla necessità di considerare la tutela ambientale parte integrante delle strategie di prevenzione e promozione della salute.
Il 29 ottobre la cerimonia nazionale si svolgerà all'Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola di Roma.