La sestina finalista del Premio Strega alle Vecchie Segherie Mastrototaro - LE INTERVISTE

In dialogo con gli scrittori e le scrittrici sul palco la giornalista Alessandra Tedesco

sabato 20 giugno 2026 12.46
A cura di Serena De Musso
Giovedì 18 giugno in occasione dell'ultimo appuntamento della rassegna letteraria "Stregherie" le Vecchie Segherie Mastrototaro hanno ospitato il confronto tra i sei finalisti del premio strega: Elena Rui con "Vedove di Camus", Teresa Ciabatti con "Donnaregina", Michele Mari con "I convitati di Pietra", Matteo Nucci con "Platone. Una storia d'amore" ed infine, collegata online, Bianca Pitzorno con "La sonnambula". Assente all'evento il sesto finalista, Alcide Pierantozzi in gara con "Lo sbilico".

Durante l'evento anche il contributo artistico di Giuseppe Tantillo con le letture estrapolate dai sei romanzi. L'appuntamento, seguito con grande entusiasmo e partecipazione da parte del pubblico della Scalinata dei Lettori, ha rappresentato l'unica tappa pugliese del tour degli scrittori e delle scrittrici.

La cerimonia di premiazione del Premio Strega si terrà l'8 luglio nella meravigliosa cornice di Piazza del Campidoglio a Roma.

I sei romanzi in gara

Ai microfoni di BisceglieViva i finalisti e le finaliste dell'ambito premio letterario hanno raccontato le loro opere. Ad ognuno di loro, salvo Pitzorno collegata online, è stato chiesto di racchiudere i loro libri in tre parole.

Elena Rui in gara con "Vedove di Camus": «Potrei riassumere il mio libro con le parole morte, amore, destino. Al pubblico biscegliese auguro una buona lettura».

Teresa Ciabatti con "Donnaregina": «Divertente. Scorretto. Tenero - ha risposto la scrittrice -. Non si tratta di una storia di camorra, anche se inizia così è un inganno - ha commentato la scrittrice -. È un tradimento alla narrazione tipica criminale e quindi è un libro che percorre strade completamente diverse per restituire la figura di un uomo e insieme anche la figura della protagonista». L'augurio da parte dell'autrice a ritrovare il divertimento nella lettura.

Michele Mari con "I convitati di Pietra": «Per il mio libro direi tempo, morte e gara. Non ho un augurio in particolare da rivolgere al pubblico» ha commentato Mari.

Matteo Nucci con "Platone. Una storia d'amore": «Eros, assolutamente. Questa passione totalizzante che attraversa l'animo umano. Difficoltà, che è la difficoltà nella vita in generale per le quali i greci avevano un bellissimo proverbio "Sono difficili le cose belle". E poi giustizia, che è quello che cerca Platone dall'inizio alla fine della sua vita. Solo in una città giusta è possibile la vita felice».