Ospedale di Bisceglie, Rutigliano: «Niente allarmismi né rassicurazioni, servono atti»

L'intervento del consigliere regionale biscegliese

martedì 6 ottobre 2026 20.30
«Il Vittorio Emanuele II non è un ospedale marginale e non può essere trattato come tale. Bisceglie ha bisogno di certezze sul proprio presidio e, contemporaneamente, di un cronoprogramma preciso per il nuovo Ospedale del Nord Barese. Non servono slogan: servono atti, date e impegni verificabili». Così Nicola Rutigliano, consigliere regionale di Prossima e componente della terza commissione sanità, intervenuto a Bisceglie nel consiglio comunale monotematico convocato sul tema "Nessuno tocchi l'ospedale di Bisceglie".

«Sono intervenuto prima di tutto da biscegliese - sottolinea Rutigliano -. In queste settimane ho incontrato medici e primari, ascoltato chi lavora nei reparti, mi sono confrontato con la direzione strategica della Asl Bt e ho chiesto, insieme ad altri colleghi, un'audizione urgente in commissione. Le preoccupazioni della città vanno ascoltate, ma trasformate in domande precise alle quali Regione e ASL devono dare risposte altrettanto precise».

Rutigliano ha richiamato i dati sull'attività del presidio: nel 2025, secondo quelli illustrati durante il suo intervento, il Vittorio Emanuele II ha registrato 4.666 ricoveri ordinari, oltre 5mila dimissioni e più di 283mila prestazioni ambulatoriali, mantenendo inoltre funzioni di particolare rilievo per il territorio. «L'Asl ci ha comunicato che, allo stato attuale, non è previsto alcun ridimensionamento. Ne prendiamo atto e vigileremo perché servizi e funzioni siano salvaguardati e potenziati».

Il consigliere si è soffermato soprattutto sul Nuovo Ospedale del Nord Barese, per il quale il progetto esecutivo, ha riferito, è stato completato ed è in fase di validazione da parte di Asset. «Il finanziamento è legato all'aggiudicazione entro agosto 2027: non abbiamo tempo da perdere. Occorre scandire con chiarezza validazione, gara, aggiudicazione e avvio del cantiere. E fino all'effettiva apertura del nuovo ospedale il Vittorio Emanuele II deve continuare a garantire le proprie funzioni. Sarebbe impensabile anticiparne una riconversione sulla base di una struttura che deve ancora essere realizzata».

«Il nostro ospedale - conclude Rutigliano - non si difende con gli allarmismi, ma neppure con rassicurazioni generiche. Si difende con atti concreti. E il nuovo ospedale non si costruisce con gli annunci: servono progetto, gara, cantiere, attrezzature e collegamenti».