Ospedale del nord barese, Torchetti: «Nessuna data sul futuro. E chi garantisce il "Vittorio Emanuele II"?»
«Vogliamo sapere qual è il cronoprogramma aggiornato, quando sarà pubblicata la gara e potranno essere aggiudicati i lavori»
venerdì 18 settembre 2026
15.00
«Sul nuovo ospedale del nord barese la città non può continuare a vivere di passaggi amministrativi e annunci. Servono date certe. E, soprattutto, serve sapere cosa accadrà al Vittorio Emanuele II durante gli anni necessari alla realizzazione della nuova struttura». È quanto dichiara il consigliere comunale Giuseppe Torchetti, intervenendo sulla risposta ricevuta dall'amministrazione comunale all'interrogazione presentata sullo stato di attuazione del nuovo ospedale.
«La risposta del Comune ricostruisce correttamente gli adempimenti svolti: procedura ambientale, variante urbanistica, vincolo preordinato all'esproprio, dichiarazione di pubblica utilità e permesso di costruire. Sono atti importanti e va riconosciuto il lavoro svolto dagli uffici comunali. Ma non erano queste le sole domande poste. Oggi vogliamo sapere qual è il cronoprogramma aggiornato, quando sarà pubblicata la gara, a che punto sono gli espropri, quando potranno essere aggiudicati i lavori e, soprattutto, quando aprirà concretamente il cantiere. Nella risposta ricevuta non viene indicata una sola data futura. E manca un altro elemento fondamentale: quali iniziative politiche e istituzionali ha assunto il Sindaco per vigilare sul rispetto dei tempi? Quali incontri ha promosso con Asl Bt e Regione? Quali solleciti ha trasmesso quando le scadenze precedentemente indicate non sono state rispettate? Quali garanzie ha ottenuto? Non si tratta di attribuire al Comune competenze che appartengono alla ASL BT. Si tratta di chiedere al Sindaco della città nella quale sorgerà l'ospedale di esercitare fino in fondo il proprio ruolo di rappresentanza, impulso e vigilanza istituzionale».
«C'è poi una seconda questione che non può più essere separata dalla prima: il futuro del Vittorio Emanuele II. Il nuovo Ospedale del Nord Barese dovrà rafforzare l'offerta sanitaria del territorio. Ma proprio perché la nuova struttura richiederà ancora anni prima di diventare operativa, occorre una garanzia molto chiara: nessun impoverimento dell'assistenza sanitaria di Bisceglie nell'attesa del nuovo ospedale. Il Vittorio Emanuele continua ad avere professionalità e attività sanitarie di valore. Bisceglie deve sapere quale assetto sarà garantito all'attuale presidio, quali reparti e servizi saranno mantenuti e quale sarà il percorso di transizione verso il nuovo ospedale. Per questo chiederemo formalmente che il Sindaco riferisca non soltanto sull'iter della nuova struttura, ma anche sulle garanzie ottenute per il mantenimento dei livelli assistenziali del Vittorio Emanuele II sino alla piena entrata in esercizio del nuovo presidio.
Il nuovo ospedale non può diventare l'alibi per indebolire quello che abbiamo mentre aspettiamo quello che ancora non c'è».
«La città ha diritto a tre risposte semplici: quando parte la gara, quando apre il cantiere e cosa sarà garantito al Vittorio Emanuele fino all'apertura del nuovo ospedale. Su un'infrastruttura attesa da anni non bastano più rassicurazioni. Servono cronoprogrammi verificabili, atti e responsabilità. Per questo ritengo necessario aprire un confronto pubblico in consiglio comunale, con la presenza dei vertici della Asl Bt e dei rappresentanti della Regione Puglia, affinché la città possa conoscere direttamente lo stato dell'opera e il futuro dell'assistenza ospedaliera a Bisceglie. Il Sindaco assuma l'iniziativa. Su una questione così importante Bisceglie non può limitarsi ad aspettare».
«La risposta del Comune ricostruisce correttamente gli adempimenti svolti: procedura ambientale, variante urbanistica, vincolo preordinato all'esproprio, dichiarazione di pubblica utilità e permesso di costruire. Sono atti importanti e va riconosciuto il lavoro svolto dagli uffici comunali. Ma non erano queste le sole domande poste. Oggi vogliamo sapere qual è il cronoprogramma aggiornato, quando sarà pubblicata la gara, a che punto sono gli espropri, quando potranno essere aggiudicati i lavori e, soprattutto, quando aprirà concretamente il cantiere. Nella risposta ricevuta non viene indicata una sola data futura. E manca un altro elemento fondamentale: quali iniziative politiche e istituzionali ha assunto il Sindaco per vigilare sul rispetto dei tempi? Quali incontri ha promosso con Asl Bt e Regione? Quali solleciti ha trasmesso quando le scadenze precedentemente indicate non sono state rispettate? Quali garanzie ha ottenuto? Non si tratta di attribuire al Comune competenze che appartengono alla ASL BT. Si tratta di chiedere al Sindaco della città nella quale sorgerà l'ospedale di esercitare fino in fondo il proprio ruolo di rappresentanza, impulso e vigilanza istituzionale».
«C'è poi una seconda questione che non può più essere separata dalla prima: il futuro del Vittorio Emanuele II. Il nuovo Ospedale del Nord Barese dovrà rafforzare l'offerta sanitaria del territorio. Ma proprio perché la nuova struttura richiederà ancora anni prima di diventare operativa, occorre una garanzia molto chiara: nessun impoverimento dell'assistenza sanitaria di Bisceglie nell'attesa del nuovo ospedale. Il Vittorio Emanuele continua ad avere professionalità e attività sanitarie di valore. Bisceglie deve sapere quale assetto sarà garantito all'attuale presidio, quali reparti e servizi saranno mantenuti e quale sarà il percorso di transizione verso il nuovo ospedale. Per questo chiederemo formalmente che il Sindaco riferisca non soltanto sull'iter della nuova struttura, ma anche sulle garanzie ottenute per il mantenimento dei livelli assistenziali del Vittorio Emanuele II sino alla piena entrata in esercizio del nuovo presidio.
Il nuovo ospedale non può diventare l'alibi per indebolire quello che abbiamo mentre aspettiamo quello che ancora non c'è».
«La città ha diritto a tre risposte semplici: quando parte la gara, quando apre il cantiere e cosa sarà garantito al Vittorio Emanuele fino all'apertura del nuovo ospedale. Su un'infrastruttura attesa da anni non bastano più rassicurazioni. Servono cronoprogrammi verificabili, atti e responsabilità. Per questo ritengo necessario aprire un confronto pubblico in consiglio comunale, con la presenza dei vertici della Asl Bt e dei rappresentanti della Regione Puglia, affinché la città possa conoscere direttamente lo stato dell'opera e il futuro dell'assistenza ospedaliera a Bisceglie. Il Sindaco assuma l'iniziativa. Su una questione così importante Bisceglie non può limitarsi ad aspettare».