Pescava 200 chili di ricci di mare a Campomarino: i finanzieri fermano un biscegliese
Operazione delle fiamme gialle della stazione navale di Termoli. Multa salata per il trasgressore
giovedì 12 marzo 2026
08.00
Un uomo originario di Bisceglie è stato fermato dai finanzieri della stazione navale di Termoli mentre pescava illecitamente una quantità notevole di ricci di mare nei pressi della spiaggia di Campomarino Lido. Le fiamme gialle, nel corso di un servizio di pattugliamento notturno, hanno notato dei movimenti sospetti a pelo d'acqua nelle vicinanze dei frangiflutti lungo il litorale e hanno colto in flagranza di reato il pescatore biscegliese.
I militari hanno accertato che l'uomo era in possesso di circa 2700 ricci di mare, per un peso complessivo stimato di 200 chili. La quantità sequestrata risultava di gran lunga superiore ai limiti consentiti per la pesca sportiva e ricreativa: la normativa, infatti, stabilisce che nell'ambito della pesca subacquea non professionale sia possibile raccogliere un massimo di 50 frutti al giorno. Un limite pensato per preservare l'equilibrio delle popolazioni marine e impedire un depauperamento eccessivo delle specie. La guardia di finanza ha contestato un'ulteriore violazione: l'attività di pesca era stata effettuata in orario notturno, fascia temporale nella quale la raccolta dei ricci è vietata proprio per evitare fenomeni di bracconaggio marino e sfruttamento indiscriminato della risorsa.
Al biscegliese sono state inflitte tre diverse sanzioni amministrative, per un totale di circa 20 mila euro. Oltre alla multa salata, è stata requisita l'attrezzatura e il pescato è stato rigettato in mare. I ricci avrebbero fruttato oltre 6500 euro qualora commercializzati, interferendo con i canali di approvvigionamento leciti e alterando le regole della leale concorrenza.
I militari hanno accertato che l'uomo era in possesso di circa 2700 ricci di mare, per un peso complessivo stimato di 200 chili. La quantità sequestrata risultava di gran lunga superiore ai limiti consentiti per la pesca sportiva e ricreativa: la normativa, infatti, stabilisce che nell'ambito della pesca subacquea non professionale sia possibile raccogliere un massimo di 50 frutti al giorno. Un limite pensato per preservare l'equilibrio delle popolazioni marine e impedire un depauperamento eccessivo delle specie. La guardia di finanza ha contestato un'ulteriore violazione: l'attività di pesca era stata effettuata in orario notturno, fascia temporale nella quale la raccolta dei ricci è vietata proprio per evitare fenomeni di bracconaggio marino e sfruttamento indiscriminato della risorsa.
Al biscegliese sono state inflitte tre diverse sanzioni amministrative, per un totale di circa 20 mila euro. Oltre alla multa salata, è stata requisita l'attrezzatura e il pescato è stato rigettato in mare. I ricci avrebbero fruttato oltre 6500 euro qualora commercializzati, interferendo con i canali di approvvigionamento leciti e alterando le regole della leale concorrenza.