Rifiuti, Naglieri: «Il "porta a porta" incide solo per il 20% sulla raccolta differenziata»
Il consigliere comunale evidenzia alcuni dati interessanti sul tema e annuncia la presentazione di una richiesta di accesso agli atti
martedì 4 agosto 2026
11.00
Le bollette Tari continuano a pesare sulle famiglie biscegliesi. Per fare piena luce sul servizio rifiuti affidato a Teknoservice spa, il consigliere comunale di opposizione Gianni Naglieri del gruppo Sinistra Italiana ha presentato in questi giorni una richiesta di accesso agli atti al Comune di Bisceglie.
«Un servizio che costa ai cittadini quasi 14 milioni di euro l'anno, con un aumento di circa 800mila euro già registrato e con il rischio di un ulteriore incremento del Pef, ove dovessero configurarsi le peggiori prospettive, di quasi 1 milione per il prossimo anno. Occorre evidenziare l'assoluta assenza di programmazione politica per intervenire sulla diminuzione della Tari. Senza interventi concreti, per il 2027 rischiamo rincari del 10-15% sulle tariffe. E a questo potrebbe aggiungersi l'ecotassa regionale nel caso non venga raggiunta la soglia minima del 65% di raccolta differenziata» è l'allarme lanciato da Naglieri.
Sulla vicenda il referente nella massima assise cittadina di Sinistra Italiana ha diffuso alcuni dati particolarmente interessanti: «La raccolta differenziata a Bisceglie si attesta al 60%. Di questo, circa il 40% proviene dai conferimenti diretti dei cittadini ai due centri comunali di raccolta e alle 5 isole ecologiche. Il "porta a porta" eseguito da Teknoservice per utenze domestiche e commerciali contribuisce solo per il restante 20%. È evidente che il grosso del risultato lo fanno i cittadini» ha rivelato.
Altrettanto grave, secondo Naglieri, è il tema dei controlli: «Un servizio da 14 milioni di euro viene affidato alle verifiche ufficiali di 3 figure: il dirigente, il funzionario e il Dec. È di tutta evidenza l'insufficienza operativa e gestionale di un ambito in cui servirebbe una task force di almeno 10-12 unità, tra specialisti e pubblici ufficiali, con il coinvolgimento di vigili urbani e guardie ambientali, per effettuare controlli fisici e documentali reali e inopinati».
Con l'accesso agli atti, Naglieri ha chiesto di visionare: il Pef 2024-2025 e la validazione Ager Puglia; la rendicontazione dei ricavi Conai, Corepla, Coreve e Comieco, il resoconto delle attività del Dec; i verbali degli ispettori ambientali e tutti i controlli su personale, mezzi e piattaforme. «Sinistra Italiana non fa una battaglia ideologica. È un dovere istituzionale. I cittadini pagano e hanno diritto a sapere dove vanno i loro soldi e se il gestore rispetta gli impegni contrattuali».
«Un servizio che costa ai cittadini quasi 14 milioni di euro l'anno, con un aumento di circa 800mila euro già registrato e con il rischio di un ulteriore incremento del Pef, ove dovessero configurarsi le peggiori prospettive, di quasi 1 milione per il prossimo anno. Occorre evidenziare l'assoluta assenza di programmazione politica per intervenire sulla diminuzione della Tari. Senza interventi concreti, per il 2027 rischiamo rincari del 10-15% sulle tariffe. E a questo potrebbe aggiungersi l'ecotassa regionale nel caso non venga raggiunta la soglia minima del 65% di raccolta differenziata» è l'allarme lanciato da Naglieri.
Sulla vicenda il referente nella massima assise cittadina di Sinistra Italiana ha diffuso alcuni dati particolarmente interessanti: «La raccolta differenziata a Bisceglie si attesta al 60%. Di questo, circa il 40% proviene dai conferimenti diretti dei cittadini ai due centri comunali di raccolta e alle 5 isole ecologiche. Il "porta a porta" eseguito da Teknoservice per utenze domestiche e commerciali contribuisce solo per il restante 20%. È evidente che il grosso del risultato lo fanno i cittadini» ha rivelato.
Altrettanto grave, secondo Naglieri, è il tema dei controlli: «Un servizio da 14 milioni di euro viene affidato alle verifiche ufficiali di 3 figure: il dirigente, il funzionario e il Dec. È di tutta evidenza l'insufficienza operativa e gestionale di un ambito in cui servirebbe una task force di almeno 10-12 unità, tra specialisti e pubblici ufficiali, con il coinvolgimento di vigili urbani e guardie ambientali, per effettuare controlli fisici e documentali reali e inopinati».
Con l'accesso agli atti, Naglieri ha chiesto di visionare: il Pef 2024-2025 e la validazione Ager Puglia; la rendicontazione dei ricavi Conai, Corepla, Coreve e Comieco, il resoconto delle attività del Dec; i verbali degli ispettori ambientali e tutti i controlli su personale, mezzi e piattaforme. «Sinistra Italiana non fa una battaglia ideologica. È un dovere istituzionale. I cittadini pagano e hanno diritto a sapere dove vanno i loro soldi e se il gestore rispetta gli impegni contrattuali».