Rsa e centri diurni, Spaccavento e Rutigliano: «Ora servono tempi certi e risposte ai bisogni delle famiglie»

L'intervento dei due consiglieri regionali del gruppo Prossima

sabato 17 ottobre 2026 20.00
«Rsa, centri diurni e assistenza alle persone con demenza non sono un tema per addetti ai lavori: riguardano migliaia di famiglie, persone fragili e lavoratori. Il confronto avviato in Regione deve adesso tradursi in atti concreti, con una programmazione capace di accompagnare una domanda assistenziale destinata a crescere». Lo dichiarano i consiglieri regionali di Prossima Felice Spaccavento, presidente della terza commissione sanità, e Nicola Rutigliano, componente della stessa commissione, intervenuti a Trinitapoli all'iniziativa "Possibili Scenari", dedicata al confronto tra sociale, lavoro e politica sul futuro del territorio.

Spaccavento ha richiamato il lavoro svolto dalla terza commissione con gestori, associazioni e rappresentanti delle famiglie. «Le tariffe sono ferme al 2020, mentre sono aumentati costi, inflazione e rinnovi contrattuali. Il fondo di remunerazione 2026 ammonta a 224,8 milioni di euro ed è stato incrementato di circa 2,2 milioni. La Regione ha avviato il riordino, con la revisione dei fabbisogni e tavoli dedicati alle demenze e alla programmazione dei posti letto. Ora dobbiamo arrivare rapidamente a un PDTA regionale e a tempi verificabili: dietro ogni cifra ci sono persone che hanno bisogno di certezze».

Rutigliano ha posto l'accento sulla dimensione del fabbisogno. «Le strutture ci segnalano casi in cui, a fronte di 50-60 posti disponibili, ci sono fino a 100 persone in lista d'attesa. La stima prospettica parla di un fabbisogno di circa 20mila posti aggiuntivi nei prossimi anni. A fronte degli attuali 224,8 milioni, la copertura complessiva del fabbisogno è stimata intorno ai 265 milioni, mentre dal 2027 è previsto un impegno ulteriore di circa 8 milioni l'anno. Sono numeri che impongono programmazione e scelte rapide».

«Il percorso è partito - concludono Spaccavento e Rutigliano -. Adesso occorre trasformare ascolto e confronto in servizi più vicini alle persone, tutelando insieme famiglie, lavoratori e sostenibilità delle strutture».