Tassa di soggiorno a Bisceglie: «Indispensabile un tavolo di confronto»

«La tassa ha senso solo con una visione condivisa»

venerdì 6 febbraio 2026 10.02
A cura di Mariangela Altomare
Durante la seduta del 27 gennaio, il Consiglio Comunale di Bisceglie ha approvato il regolamento per l'introduzione dell'imposta di soggiorno. Se da un lato l'Amministrazione comunale la considera uno «strumento destinato a sostenere lo sviluppo turistico e a migliorare la qualità dei servizi sul territorio», dall'altro gli operatori del settore avrebbero auspicato un coinvolgimento più diretto, ad esempio attraverso una conferenza di servizi o la convocazione in Commissione Regolamenti.

Numerose sono state le polemiche, con un quesito che continua a ripetersi: "In che modo saranno spesi gli introiti?". Su questo punto, l'Amministrazione ha preso una posizione chiara: «Le entrate derivanti dall'imposta saranno interamente destinate a finanziare interventi per il turismo, la manutenzione e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, il miglioramento dell'accoglienza, il decoro urbano e i servizi pubblici locali connessi alla fruizione turistica. Le risorse potranno essere impiegate, ad esempio, per progetti di sviluppo di itinerari turistici ed escursionistici, anche in ambito intercomunale; per il rafforzamento degli strumenti di promozione e accoglienza; per la riqualificazione dei beni culturali e ambientali; per eventi di attrazione turistica; per la mobilità turistica interna e per interventi volti a migliorare l'immagine complessiva della città».

Sulla questione è intervenuta Rosalia Sette, referente dell'Associazione Extra Alberghieri Bisceglie, che ha sottolineato: «La tassa di soggiorno ha senso solo se inserita in una visione chiara di sviluppo turistico e se accompagnata da scelte politiche coerenti: destinazione certa delle risorse al turismo, servizi migliori per visitatori e cittadini, decoro urbano, promozione del territorio, eventi e infrastrutture per l'accoglienza».

«Comprendiamo che la tassa possa rappresentare uno strumento utile per sostenere il turismo e migliorare servizi, accoglienza e promozione della città, a patto che sia inserita in una visione complessiva e condivisa», ha aggiunto.

Tuttavia, la sua «preoccupazione» non è ideologica, ma riguarda soprattutto il metodo: «Riteniamo indispensabile che l'imposta sia accompagnata da un confronto stabile con gli operatori del settore, da criteri chiari di applicazione e da una destinazione trasparente delle risorse, che devono tornare concretamente a beneficio del comparto turistico e del territorio».

«Come associazione, abbiamo avanzato proposte precise: ad esempio l'istituzione di un tavolo permanente di confronto e investimenti mirati su promozione e servizi, soprattutto per destagionalizzare il flusso turistico».

«Ci mettiamo a completa disposizione dell'Amministrazione comunale. Crediamo che solo attraverso collaborazione, ascolto e responsabilità condivisa si possa trasformare la tassa di soggiorno in una reale opportunità di crescita equilibrata per Bisceglie», conclude Rosalia Sette.