Tre mesi dalla scomparsa di Mino Racanati nel fiume Trigno

Il messaggio della figlia Angelica: «Non ci siamo mai arresi. Mio padre non è una pratica da archiviare»

venerdì 3 luglio 2026
Sono trascorsi già tre mesi dalla scomparsa del 53enne biscegliese Mino Racanati nel fiume Trigno, a causa del crollo del ponte sulla statale 16 Adriatica al confine tra il Molise e l'Abruzzo. L'operatore marittimo, insieme alla sua auto, non è stato ancora ritrovato dai soccorritori che sono stati impegnati durante tutto questo periodo nelle operazioni di ricerca. L'ultimo aggiornamento rilevante risale a metà giugno, quando sono state rilevate anomalie del campo magnetico: l'origine potrebbe anche, ma non esclusivamente, essere dovuta alla presenza di corpi metallici. Per approfondire la questione, è stato convocato un tavolo tecnico il prossimo 15 luglio.

Il messaggio della figlia maggiore Angelica Racanati sui social: «Il tempo passa, il dolore no. Tre mesi senza mio padre, tre mesi di attesa, di dolore e di domande che ancora oggi non hanno una risposta. In questi novanta giorni non ci siamo arresi. Abbiamo alzato la voce quando sarebbe stato più facile restare in silenzio. Abbiamo raccolto centinaia di firme, incontrato le istituzioni e chiesto, con forza ma sempre con rispetto, che questa vicenda non venisse dimenticata».

«Vi chiediamo di continuare a esserci, perché il tempo che passa non rende questo dolore più leggero. Lo rende solo più lungo. Mio padre non è un numero, non è una pratica da archiviare. È un uomo, un marito, un padre. E merita di tornare dalla sua famiglia. A chi ci ha sostenuto fino a oggi diciamo grazie. A chi può ancora fare qualcosa chiediamo di non voltarsi dall'altra parte. Continuate a condividere la nostra storia e a far sentire la vostra voce. Finché mio padre non tornerà a casa, noi non smetteremo di lottare. E speriamo che nessuno smetta di farlo insieme a noi» ha scritto.