Un biscegliese nella Scuderia Ferrari: la storia di Leonardo Garofoli

«Grazie a questa esperienza ho imparato anche a guardare Bisceglie con occhi diversi»

martedì 3 febbraio 2026 10.00
A cura di Mariangela Altomare
Dalla passione per i motori coltivata fin da bambino fino all'ingresso nella Scuderia Ferrari: è la storia di Leonardo Garofoli, biscegliese, che da novembre 2025 è ufficialmente entrato a far parte del team Ferrari come motorista. Un traguardo importante, frutto di impegno e sacrificio, che porta anche un po' di Bisceglie nel cuore della Formula 1.

Per l'occasione abbiamo intervistato il giovane Garofoli che ci ha raccontato la sua esperienza.

Puoi raccontarci il percorso che ti ha portato ad entrare in Scuderia Ferrari come motorista?
«Il mio percorso è iniziato quando avevo 16 anni. Ho iniziato a lavorare nell'autofficina di Giulio L'erario, prima con l'alternanza scuola-lavoro, fino a diventare un operaio effettivo. Sono molto legato a quell'officina e soprattutto al titolare. È una persona fantastica, ha deciso di puntare su di me, facendo in modo che la mia passione per questo lavoro si incrementasse sempre di più. Dopo diversi anni, mi è toccato "abbandonare il nido" e spostarmi in un'altra officina per mettere alla prova tutto ciò che avevo imparato. Dopo un annetto, a maggio, ho effettuato un corso da motorista racing, per respirare un po' d'aria di motorsport. Il corso è durato 8 settimane e si è concluso con ottimi risultati. A fine settembre è arrivata la chiamata da Maranello, dalla Scuderia Ferrari: erano interessati a me e volevano conoscermi. Ho fissato l'appuntamento con loro e la settimana dopo sono salito in macchina per il colloquio».

⁠Ricordi il momento in cui hai saputo che saresti entrato a far parte della Ferrari? Quali sono state le tue emozioni?
«Due ore dopo il colloquio ho ricevuto una chiamata sul cellulare, lo ricordo ancora come se fosse ieri: in macchina con me c'era mio padre, che mi chiedeva chi fosse, e io, con un misto di ansia, paura e un sacco di entusiasmo, gli spiegai che mi avevano chiamato dalla Scuderia per fissare le visite mediche. Non mi sembrava vero. È accaduto tutto così in fretta. Un po' mi spaventava iniziare quest'avventura: ero passato dalla classica officina a una scuderia di Formula 1. Incredibile».

⁠In cosa consiste il tuo lavoro in Scuderia Ferrari?
«Faccio parte del gruppo montaggio motore. Siamo un gran bel gruppo di motoristi. Il nostro lavoro consiste nel montare motori di Formula 1 completamente da zero, seguendo le varie richieste di ingegneri, ecc. Insomma, vediamo la nascita di un motore fino al suo completamento, pronto per essere montato in auto per andare a correre in pista».

Ti senti di rappresentare, in qualche modo, la tua città in questa esperienza?
«Certo che mi sento di rappresentare la mia città. Bisceglie è il posto dove sono cresciuto e mi ha permesso di cambiare la mia prospettiva e fare tutto ciò che ho fatto fino ad ora. Grazie a questa esperienza ho imparato anche a guardare Bisceglie con occhi diversi: ad esempio, quando mi è capitato di tornare in città, molte cose che magari prima davo per scontato ora, con la distanza, ho iniziato ad apprezzarle».

Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi professionali?
«Per il mio futuro ho già un piano di crescita all'interno della scuderia. Il mio sogno è proprio maturare abbastanza esperienza e continuare a crescere in modo da poter arrivare a supportare e seguire la vettura durante le gare come meccanico di pista».

L'esperienza professionale di Leonardo è un esempio positivo per tutto il territorio: una storia che dimostra come, anche partendo da una piccola realtà locale, sia possibile raggiungere massimi livelli.