Urbanistica, Sinistra Italiana frena sui nuovi palazzi: «No a speculazioni e quartieri dormitorio»

La proposta politica del partito e le richieste per il consiglio comunale

mercoledì 26 agosto 2026 12.40
Un freno alla cementificazione selvaggia e un deciso "no" a nuovi quartieri privi di servizi essenziali. Il consigliere comunale Giovanni Naglieri, a nome di Sinistra Italiana, ha depositato al protocollo del Comune di Bisceglie un corposo pacchetto di osservazioni tecnico-politiche contro l'attuale impostazione dei PIRU (Programmi Integrati di Rigenerazione Urbana). Sotto la lente d'ingrandimento ci sono due grandi progetti che ridisegneranno la città: l'Ambito 2 (Zona Santa Caterina) e l'Ambito 4 (Zona Via Sant'Andrea). Secondo l'esponente della sinistra biscegliese, i piani presentati rischiano di tradursi in una «supina accettazione della speculazione immobiliare privata» anziché in un reale riscatto per i quartieri svantaggiati.

La proposta politica: meno cemento, più case popolari e servizi subito

Le richieste di Sinistra Italiana mirano a ribaltare i rapporti di forza tra l'interesse dei costruttori privati e il benessere pubblico dei cittadini, attraverso cinque punti cardine:

Il confronto: due pesi e due misure per Santa Caterina e via Sant'Andrea

Il documento di Naglieri evidenzia come i due progetti abbiano un impatto totalmente differente sulla città:

L'allarme rosso su via Sant'Andrea: «Progetto a rischio fallimento»

Sinistra Italiana boccia senza appello il piano di Via Sant'Andrea, definendolo «strutturalmente insostenibile e a rischio ghettizzazione» per tre precise ragioni tecniche:

Le richieste per il consiglio comunale

Il consigliere Naglieri ha annunciato battaglia in aula, chiedendo una sospensiva tecnica immediata per l'Ambito 4 (Sant'Andrea): il progetto deve essere bloccato finché non ci saranno perizie idrauliche certe e garanzie economiche (fideiussioni) da parte dei costruttori. Per Santa Caterina, invece, si richiedono modifiche severe per blindare le alberature monumentali. «La rigenerazione urbana deve essere a saldo zero sul consumo di suolo e a saldo nettamente positivo sulla qualità della vita dei biscegliesi» conclude Naglieri. La parola passa ora alle commissioni e al consiglio comunale.