Urbanistica, Sinistra Italiana frena sui nuovi palazzi: «No a speculazioni e quartieri dormitorio»
La proposta politica del partito e le richieste per il consiglio comunale
mercoledì 26 agosto 2026
12.40
Un freno alla cementificazione selvaggia e un deciso "no" a nuovi quartieri privi di servizi essenziali. Il consigliere comunale Giovanni Naglieri, a nome di Sinistra Italiana, ha depositato al protocollo del Comune di Bisceglie un corposo pacchetto di osservazioni tecnico-politiche contro l'attuale impostazione dei PIRU (Programmi Integrati di Rigenerazione Urbana). Sotto la lente d'ingrandimento ci sono due grandi progetti che ridisegneranno la città: l'Ambito 2 (Zona Santa Caterina) e l'Ambito 4 (Zona Via Sant'Andrea). Secondo l'esponente della sinistra biscegliese, i piani presentati rischiano di tradursi in una «supina accettazione della speculazione immobiliare privata» anziché in un reale riscatto per i quartieri svantaggiati.
La proposta politica: meno cemento, più case popolari e servizi subito
Le richieste di Sinistra Italiana mirano a ribaltare i rapporti di forza tra l'interesse dei costruttori privati e il benessere pubblico dei cittadini, attraverso cinque punti cardine:- Taglio del 20% del cemento: Ridurre le volumetrie dei palazzi privati per tutelare il territorio.
- Case a prezzi accessibili: Vincolare il 25% delle nuove costruzioni al Social Housing (edilizia sociale) per aiutare le famiglie in difficoltà e i giovani.
- Prima i servizi, poi i palazzi: Obbligare i costruttori a realizzare e cedere al Comune strade, fogne, illuminazione e parchi prima di poter edificare gli alloggi privati.
- Stop alla "monetizzazione": Impedire ai privati di pagare in denaro il Comune pur di non realizzare i parcheggi e il verde previsti dalla legge. I servizi devono essere ceduti fisicamente nel quartiere.
- Trasparenza in Aula: Richiesta di una dichiarazione scritta di assenza di conflitto di interessi per ogni consigliere comunale prima del voto, per verificare che nessuno abbia parenti o terreni coinvolti nei piani.
Il confronto: due pesi e due misure per Santa Caterina e via Sant'Andrea
Il documento di Naglieri evidenzia come i due progetti abbiano un impatto totalmente differente sulla città:- Zona Santa Caterina (Ambito 2): Si tratta di un'area già parzialmente urbanizzata, vicina al centro, dove i servizi esistono già. Qui la sfida è completare il quartiere salvando gli uliveti storici rimasti.
- Via Sant'Andrea (Ambito 4): È una zona periferica, isolata e totalmente priva di infrastrutture. È proprio su questo progetto che si concentrano le critiche più dure.
L'allarme rosso su via Sant'Andrea: «Progetto a rischio fallimento»
Sinistra Italiana boccia senza appello il piano di Via Sant'Andrea, definendolo «strutturalmente insostenibile e a rischio ghettizzazione» per tre precise ragioni tecniche:- Il rischio di cantieri bloccati: A differenza di Santa Caterina, a Sant'Andrea i privati dovranno costruire da zero chilometri di condotte fognarie e stradali. Se i costi saliranno troppo, c'è il rischio concreto che le ditte abbandonino i cantieri a metà, lasciando scheletri di cemento e un quartiere isolato.
- Il pericolo allagamenti: Quei terreni oggi assorbono l'acqua piovana della campagna. Coprirli interamente di asfalto e cemento senza enormi vasche di raccolta dell'acqua causerà, secondo Naglieri, inevitabili allagamenti di strade, box e cantine, oltre al probabile veto dell'Autorità di Bacino.
- L'effetto "Quartiere Dormitorio": Senza la previsione di scuole, centri sociali, autobus e negozi di prossimità, l'area diventerà una trappola per il traffico automobilistico, congestionando ulteriormente l'imbuto viario di via Sant'Andrea.