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Cronaca

Traffico di droga e armi con l'Albania, le Fiamme Gialle eseguono 20 custodie cautelari

Operazione all'alba di giovedì in diverse città, fra cui Bisceglie

Venti ordinanze di custodia cautelare, emesse dal giudice per le indagini preliminari di Bari, sono state eseguite all'alba di giovedì 12 dicembre dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bari nei confronti di soggetti residenti tra il capoluogo pugliese, Bisceglie, Molfetta, Mola di Bari, Polignano a mare, Cellamare e alcuni comuni delle province di Brindisi e Lecce.

Gli arresti rappresentano l'epilogo di una lunga e complessa indagine svolta dal dicembre 2015 al febbraio 2017 dagli specialisti del gruppo Grandi operazioni antidroga, articolazione del Gruppo di investigazione criminalità organizzata, diretti dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di un'organizzazione criminale composta da italiani - tra cui personaggi contigui al clan Strisciuglio di Bari – e albanesi, ritenuti responsabili di molteplici reati che vanno dall'associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti alla produzione e detenzione di droga, alla cessione, detenzione e porto abusivo di armi clandestine, al furto ed alla ricettazione.

Più di 100 finanzieri e 4 unità cinofile hanno partecipato all'operazione, che si è tenuta con l'ausilio di un elicottero Aw 139 del Reparto operativo aeronavale di Bari.
L'organizzazione criminale italo-albanese ha posto in essere un imponente traffico di sostanze stupefacenti e di armi, rendendosi protagonista anche di numerosi reati predatori, spesso strumentali alla commissione degli illeciti principali. In particolare, i natanti utilizzati per il traffico di droga dalle coste albanesi a quelle pugliesi - gommoni transoceanici dotati di potenti motori fuoribordo - erano spesso provento di furto e successivamente venivano modificati per il trasporto di grandi quantità di marijuana, rimuovendo gli arredi nautici, ampliando la capacità dei serbatoi e potenziando le motorizzazioni.

Le indagini hanno consentito il sequestro di 8 gommoni utilizzati per il trasporto dello stupefacente dalle coste albanesi a quelle del litorale a sud di Bari.

Al termine della fase investigativa, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, accogliendo la richiesta formulata dalla Dda della Procura della Repubblica di Bari, ha emesso l'ordinanza applicativa di misure cautelari personali eseguita giovedì, nonché un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei beni nella disponibilità degli indagati.

Tra i destinatari del provvedimento restrittivo in carcere, il boss albanese Kristo Dhimitraq Janku (alias Ilirian Gjonhxa, Harrilla Helmi, Lo xio), nato il 08.02.1969; Giuseppe Vispo (alias U'Leng), nato il 10.01.1983; Piero Volpe, nato il 11.06.1981; Michele Volpe, nato il 19.09.1978; Alessandro Volpe (alias Fafuec), nato il 28.05.1983; Francesco Strisciuglio (alias Piripicchio), nato il 26.01.1976; Francesco Tisti (alias Ciccillo), nato il 28.12.1978; Lorenzo Pezzolla (alias Enzuccio), nato il 07.11.1965 e Antonio Antelmi, nato il 18.11.1986.

Arrestato anche Antonio Prudentino, nato il 16.05.1976 ad Ostuni, figlio del noto boss brindisino Francesco Prudentino, alias "Ciccio la busta", ritenuto una «primula rossa» del contrabbando di sigarette, oggi 70enne. In particolare, Prudentino junior risponde del traffico dei due fucili d'assalto mitragliatori AK47 (kalashnikov) muniti di tre caricatori e relative munizioni.

Sono stati posti ai domiciliari altri 5 soggetti: Simone Bressani, Vito Modesto Colella, Vincenzo Lobuono (alias U' curt), Giuseppe Ruggiero (alias Rivera) e Raffaele Grosso (alias Frank).
Obbligo di dimora infine per Cosimo Ciampi (alias Mimmo), Alessio Ventrella, Giacomo Palmisano, Sebastiano Acquaviva e Domenico Remini (alias Pondin).

Le investigazioni, consistenti in intercettazioni telefoniche e ambientali corredate da attività di osservazione, controllo e pedinamento svolte in contesti territoriali difficili perché fortemente presidiati dalla criminalità, hanno consentito di ricostruire in maniera capillare la fitta rete di trafficanti internazionali di droga pugliesi ed albanesi, in grado di movimentare ingenti quantità di narcotico.
Gli accertamenti, oltre a consentire il sequestro di 5.3 tonnellate di marijuana, hanno rivelato la disponibilità di armi (comuni e da guerra), da parte degli stessi membri dell'organizzazione: infatti, sono state sequestrate 10 pistole semiautomatiche e 2 fucili mitragliatori kalashnikov.

Non si esclude che le armi sequestrate potessero servire ad affermare e consolidare la propria egemonia criminale nel territorio barese, in cui operano plurimi gruppi delinquenziali spesso frammentati, in conflitto tra loro per la spartizione delle zone in cui esercitare le proprie attività illecite, tra cui spicca il traffico di marijuana proveniente dalla sponda opposta dell'Adriatico.

In parallelo alle attività "classiche" di polizia giudiziaria, necessarie ad acquisire i riscontri finalizzati a corroborare il quadro accusatorio nei confronti degli indagati, sono state altresì condotte sofisticate investigazioni economico-finanziarie tese a ricostruire tutte le posizioni economico patrimoniali riferibili ai soggetti indagati e ad altri che fungevano da prestanome per i negozi giuridici relativi ai beni indirettamente posseduti dagli indagati. Ciò ha permesso di sottoporre a sequestro beni risultati nella disponibilità degli indagati per un valore complessivo di oltre 1 milione di euro, consistenti in 6 immobili e 27 rapporti finanziari.
  • Polizia di Stato
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