«200 alberi abbattuti dopo la morte di Alicia Amoruso»

La nota congiunta di Ambiente Giustizia Lavoro, Italia Nostra, Legambiente, Libera il futuro, Life 9.41 e Pro Natura

sabato 3 ottobre 2026 10.00
«Dopo sei mesi dalla nostra richiesta di accesso civico e dopo un un'istanza inviata alla Regione Puglia e alla Prefettura Bat, abbiamo ottenuto i documenti ufficiali sulle centinaia di abbattimenti di alberi avvenuti dopo le raffiche di forte vento del 13 aprile (che ha provocato anche la morte della dodicenne Alicia Amoruso)». È quanto affermato, in una nota congiunta, da Ambiente Giustizia Lavoro, Italia Nostra, Legambiente, Libera il futuro, Life 9.41 e Pro Natura Bisceglie.

«Le notizie che emergono dalle carte sono queste: «Le perplessità sono tante. Essendo stata emanata dalla Protezione Civile regionale l'allerta gialla per venti forti e di burrasca per le giornate del 12 e del 13 aprile, si può parlare di eventi eccezionali e imprevedibili? Per abbattere gli alberi si è adottata la procedura di "somma urgenza", disciplinata dall'art. 140 del D.lgs. 36/2023. La norma è stata rispettata? L'abbattimento in somma urgenza di un albero dovrebbe essere sempre supportato da una perizia tecnica qualificata, come una valutazione VTA. Ci sono altre perizie che giustificano l'abbattimento di 113 alberi? Proveremo a chiedere nuovamente anche questi documenti, se presenti. Le risorse pubbliche stanziate per il monitoraggio e la cura del verde in questi decenni sono state sufficienti e proporzionate per una gestione diligente del patrimonio arboreo prima dell'emergenza? E le somme spese "in somma urgenza" sono congrue? In che modo e da chi vengono decise la congruità e l'entità delle somme?» sono gli interrogativi posti dalle associazioni e dai movimenti.

«Abbiamo denunciato per anni l'inadeguatezza delle manutenzioni ordinarie, situazione aggravata dall'assenza di un censimento e di un bilancio arboreo che sembra stia partendo ora, solo dopo gli eventi di aprile. Non esiste alcun piano per la sostituzione degli esemplari abbattuti e la figura di un agronomo non è prevista nella pianta organica del Comune. I cittadini hanno il diritto di sapere quali e quante risorse l'Amministrazione intende utilizzare, visto che non si trova traccia, almeno negli ultimi bilanci, decisi e votati dagli organi di indirizzo politico.
Il conto degli abbattimenti è fermo ad aprile, ma sicuramente è ben più pesante se consideriamo tutte le stroncature dei mesi successivi, che sono tutt'oggi all'ordine del giorno e su cui procederemo ad ulteriori approfondimenti».

«La nostra richiesta di visionare le carte ha avuto un tempo di risposta in contrasto con le leggi sulla trasparenza. Ci chiediamo se il vero problema sia stato il vento o l'incuria protratta per anni che ha irrimediabilmente compromesso un pezzo importante del nostro ecosistema urbano. Faremo tutti i passi necessari per illuminare lati ancora poco chiari della vicenda, anche organizzando momenti pubblici di confronto con la città su passato, presente e futuro delle nostre bistrattate politiche ambientali».