"Acqua in bocca", a Bisceglie la proiezione della videoinchiesta

Iniziativa di Amnesty International e 10mila libri al borgo

venerdì 31 luglio 2026 11.00
Il diritto all'acqua è un diritto umano fondamentale, riconosciuto dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2010 perché indispensabile per garantire l'esercizio di molti altri diritti, tra cui il diritto alla salute, all'alimentazione, all'igiene e a un'esistenza dignitosa. Eppure, in molte aree del mondo, l'accesso all'acqua continua a essere oggetto di controllo, disuguaglianza e conflitto. Domenica 2 agosto, alle ore 19:30 in piazza Duomo, il gruppo Italia Amnesty International di Bisceglie e 10mila libri al Borgo promuovono la proiezione di "Acqua in bocca", la videoinchiesta delle giornaliste Dora Farina e Marianna Donadio, vincitrice del premio Roberto Morrione 2025, dedicata alla gestione delle risorse idriche nei Territori Palestinesi Occupati e alle conseguenze che essa produce sulla tutela dei diritti umani. Nell'attuale contesto del devastante genocidio a Gaza, il diritto all'acqua rappresenta una delle emergenze umanitarie più gravi.

L'iniziativa si inserisce nel calendario dei "Consigli di lettura al tramonto", la rassegna culturale di 10mila libri al borgo che ha trasformato Bisceglie nella prima Book Town d'Italia e che, ogni sera, anima il centro storico con occasioni di incontro, approfondimento e dialogo.

La serata si aprirà con una presentazione della videoinchiesta attraverso un dialogo con la giornalista Dora Farina, che ripercorrerà il lavoro investigativo all'origine del progetto. Saranno affrontati i temi emersi dall'inchiesta, tra cui le testimonianze raccolte sul campo, il ruolo della società idrica israeliana Mekorot, il memorandum d'intesa con Acea e le questioni che questi elementi sollevano in materia di diritto internazionale, responsabilità delle imprese, trasparenza e tutela dei diritti umani. Seguirà la proiezione della videoinchiesta, offrendo al pubblico l'occasione di approfondire una dimensione spesso poco conosciuta della questione palestinese e di riflettere su come l'accesso all'acqua non rappresenti soltanto una questione ambientale o infrastrutturale, ma un elemento essenziale per la dignità umana e l'effettivo godimento dei diritti fondamentali.