Agevolazioni tributi locali, il nuovo appello dell'opposizione: «Uno strumento concreto, il confronto con Andria è impietoso»

La nota è stata firmata da Giorgia Preziosa, Gianni Casella, Francesco Spina, Domenico Storelli, Paolo Ruggeri e Mimmo Spina

mercoledì 4 marzo 2026 13.45
«Uno strumento concreto, già operativo in altri Comuni della provincia, che avrebbe potuto dare respiro immediato a centinaia di famiglie e imprese del territorio. La misura c'è, la legge lo consente ma Bisceglie non si muove». Sei consiglieri di opposizione sono tornati a sollecitare l'amministrazione comunale sulla possibilità di adottare con un proprio regolamento forme autonome di definizione agevolata dei tributi locali (Imu, Tari, Tasi, canone unico patrimoniale e ogni altra entrata comunale). I contribuenti con posizioni debitorie aperte avrebbero l'opportunità di estinguerle pagando il solo capitale dovuto, con l'abbattimento completo di sanzioni, interessi e oneri accessori.

«Si tratta di buon senso amministrativo: uno strumento che genera entrate certe e immediate per il Comune, riduce il contenzioso e offre alle famiglie e alle imprese in difficoltà la possibilità concreta di rimettersi in regola senza essere schiacciate da oneri spesso superiori al debito originario. Nella stessa provincia, Andria lo ha fatto in consiglio comunale all'unanimità» è la posizione di Giorgia Preziosa, Gianni Casella, Francesco Spina, Domenico Storelli, Paolo Ruggeri e Mimmo Spina. «Il confronto con Andria è impietoso, sono stati tra i primissimi Comuni d'Italia a recepire le indicazioni del governo prevedendo un acconto del 30% e una rateizzazione fino a 48 rate. A pochi chilometri da qui, un contribuente con debiti tributari pendenti può già accedere alla definizione agevolata. A Bisceglie, invece, l'amministrazione tace: non una parola, non un atto, non una data. Come se la norma non esistesse e i problemi dei biscegliesi non meritassero la stessa attenzione» hanno attaccato.

«Famiglie con cartelle tributarie aperte, piccole imprese con posizioni debitorie accumulate negli anni, contribuenti che vorrebbero regolarizzarsi ma non possono sostenere il peso di sanzioni e interessi: tutti restano in attesa di un'amministrazione che non dà segnali. L'inerzia del Comune di Bisceglie si traduce in un danno diretto e misurabile per i cittadini. I contenziosi durano anni, e nel frattempo i crediti restano inesigibili. Questa amministrazione preferisce l'immobilismo a una soluzione che ha già dimostrato di funzionare» è la sottolineatura dei sei consiglieri di minoranza.

L'appello rivolto alla maggioranza: «Si agisca subito, prima che sia troppo tardi. Il sindaco e la giunta adottino immediatamente il regolamento previsto dalla legge, avviino la ricognizione dei crediti tributari iscritti a ruolo, prevedano forme di rateizzazione accessibili e promuovano una campagna informativa capillare verso la cittadinanza. Non chiediamo nulla di straordinario. Chiediamo di fare ciò che la legge già consente, ciò che altri Comuni hanno già fatto, ciò che i biscegliesi meritano».