Bisceglie scende sotto il 60% di raccolta differenziata nel primo semestre del 2026
I dati ufficializzati dall'osservatorio regionale destano inevitabile preoccupazione in città
martedì 21 luglio 2026
La città di Bisceglie è scesa sotto il 60% di raccolta differenziata. A rilevarlo i dati ufficializzati dall'osservatorio regionale dei rifiuti, che hanno certificato una discesa rilevante nel primo semestre del 2026 (anche se i numeri diffusi si riferiscono al periodo gennaio-maggio).
Questo l'andamento finora registrato:
Bisceglie non ha mai registrato queste percentuali, ovvero al di sotto del 60%, nell'era del "porta a porta": bisognerebbe tornare indietro di 10 anni fa, nel 2016, con una percentuale sotto il 30%. Dal 2022 al 2025 la città si è sempre aggrappata al minimo 65% che garantisce una piccola agevolazione ma soprattutto consente di evitare l'ecotassa regionale del 20% sulla Tari. Una misura che il Comune dovrà cercare di scongiurare anche quest'anno, ma la scalata sarà ancora più difficoltosa per via di una media attualmente inferiore al 60%.
Nella Bat Bisceglie è di fatto sola e si attesta come la città con la minor percentuale di raccolta differenziata. Città più grandi come numero di abitanti (Barletta e Andria) o simili come Trani superano tutte il 70%, così come i territori più piccoli da Canosa alla zona ofantina. Margherita di Savoia ha effettuato un gran balzo in avanti, passando dal 53 al 71,76% nel primo semestre del 2026. Sorride anche Barletta, che era fino all'anno scorso l'altra città rimasta un po' arretrata insieme a Bisceglie: la città barlettana, dal 68, è salita fino al 71%.
Questo l'andamento finora registrato:
- gennaio 2026 56,97% (65,06% nel 2025)
- febbraio 2026 58,73% (66,92% nel 2025)
- marzo 2026 60,68% (68,50% nel 2025)
- aprile 2026 63,40% (67,08% nel 2025)
- maggio 2026 58,05% (65,61% nel 2025)
Bisceglie non ha mai registrato queste percentuali, ovvero al di sotto del 60%, nell'era del "porta a porta": bisognerebbe tornare indietro di 10 anni fa, nel 2016, con una percentuale sotto il 30%. Dal 2022 al 2025 la città si è sempre aggrappata al minimo 65% che garantisce una piccola agevolazione ma soprattutto consente di evitare l'ecotassa regionale del 20% sulla Tari. Una misura che il Comune dovrà cercare di scongiurare anche quest'anno, ma la scalata sarà ancora più difficoltosa per via di una media attualmente inferiore al 60%.
Nella Bat Bisceglie è di fatto sola e si attesta come la città con la minor percentuale di raccolta differenziata. Città più grandi come numero di abitanti (Barletta e Andria) o simili come Trani superano tutte il 70%, così come i territori più piccoli da Canosa alla zona ofantina. Margherita di Savoia ha effettuato un gran balzo in avanti, passando dal 53 al 71,76% nel primo semestre del 2026. Sorride anche Barletta, che era fino all'anno scorso l'altra città rimasta un po' arretrata insieme a Bisceglie: la città barlettana, dal 68, è salita fino al 71%.