Bisceglie scende sotto il 60% di raccolta differenziata nel primo semestre del 2026

I dati ufficializzati dall'osservatorio regionale destano inevitabile preoccupazione in città

martedì 21 luglio 2026
A cura di Luca Ferrante
La città di Bisceglie è scesa sotto il 60% di raccolta differenziata. A rilevarlo i dati ufficializzati dall'osservatorio regionale dei rifiuti, che hanno certificato una discesa rilevante nel primo semestre del 2026 (anche se i numeri diffusi si riferiscono al periodo gennaio-maggio).
Questo l'andamento finora registrato: Sono diverse le considerazioni che entrano inevitabilmente in ballo dopo la pubblicazione di questi numeri, che destano tanta preoccupazione. Nei primi mesi la città ha inevitabilmente sofferto la chiusura delle isole ecologiche: il 29 gennaio si è registrata la riapertura del centro comunale di raccolta in via Padre Kolbe, mentre si è dovuto attendere il 31 marzo per quella in Carrara Salsello. La vicenda può essere un'attenuante, ma non completamente se si considera soprattutto il lieve miglioramento rilevato ad aprile ma il successivo nuovo crollo a maggio (dal 63,40 al 58,05). Ed è una percentuale che potrebbe scendere ulteriormente con il fattore estate, come dimostrano i trend degli ultimi anni.

Bisceglie non ha mai registrato queste percentuali, ovvero al di sotto del 60%, nell'era del "porta a porta": bisognerebbe tornare indietro di 10 anni fa, nel 2016, con una percentuale sotto il 30%. Dal 2022 al 2025 la città si è sempre aggrappata al minimo 65% che garantisce una piccola agevolazione ma soprattutto consente di evitare l'ecotassa regionale del 20% sulla Tari. Una misura che il Comune dovrà cercare di scongiurare anche quest'anno, ma la scalata sarà ancora più difficoltosa per via di una media attualmente inferiore al 60%.

Nella Bat Bisceglie è di fatto sola e si attesta come la città con la minor percentuale di raccolta differenziata. Città più grandi come numero di abitanti (Barletta e Andria) o simili come Trani superano tutte il 70%, così come i territori più piccoli da Canosa alla zona ofantina. Margherita di Savoia ha effettuato un gran balzo in avanti, passando dal 53 al 71,76% nel primo semestre del 2026. Sorride anche Barletta, che era fino all'anno scorso l'altra città rimasta un po' arretrata insieme a Bisceglie: la città barlettana, dal 68, è salita fino al 71%.