Bivacco nel quartiere Santa Caterina, la risposta di don Pasquale Bovio dopo le denunce
Nella giornata di venerdì il parroco ha interessato gli organi competenti per trovare una soluzione condivisa
A seguito della denuncia di bivacchi nell'area pedonale del quartiere Santa Caterina pubblichiamo la lettera di risposta del parroco don Pasquale Bovio.
Carissimi,
vivo con voi il disagio di abitare presso l'area pedonale realizzata davanti alla nostra chiesa di santa Caterina e in prossimità delle vie citate nell'indirizzo della lettera. Personalmente mi prendo cura della pulizia e del decoro dell'area pedonale, insieme ai volontari della parrocchia, pur non rientrando nelle nostre competenze la diretta manutenzione ordinaria di questa area pubblica. Eppure raccogliamo, per senso civico, anche il mozzicone della sigaretta che distrattamente cade dalle mani di quelli che oggi si lamentano del campetto, oggetto di accese polemiche nelle ultime ore.
L'area pedonale è un bene che l'Amministrazione Comunale ha realizzato per la riqualificazione del nostro Quartiere. Nonostante i diversi limiti che essa può rappresentare in merito alla viabilità e alla momentanea limitazione di parcheggi nella nostra zona, essa resta pur sempre un bene che favorisce la socializzazione e risponde ai criteri europei di città sempre più dotate di spazi verdi e attrezzature per lo sport libero.
Condividendo questi valori ho assunto senza alcun mandato né retribuzione, ma solo per il dovere che mi lega al mio essere cittadino che abita questo spazio, la volontà di prendermi cura dell'area pedonale. L'anno scorso le lamentele quotidiane alzavano i toni per le pallonate che involontariamente colpivano i passanti o chi sostava presso le panchine. Ho preso così l'iniziativa di chiedere al Sindaco, attraverso un dialogo sempre efficace con il Dirigente dell'Ufficio Tecnico del nostro Comune, la possibilità di delimitare l'area di gioco con una rete in nylon, l'erbetta sintetica e le porte da calcio a tre.
Ottenuto il NULLA OSTA con protocollo nr. 43274 del 27/06/2025 da parte dell'Ufficio "Ripartizione Pianificazione Programmi e Infrastrutture" della Città di Bisceglie, ho provveduto a realizzare a mie spese personali la delimitazione dell'area di gioco che ha visto, nell'arco di un anno, centinaia di bambini divertirsi tra loro e con i loro genitori in un ambiente sicuro e a norma di legge. Proprio per un fatto di legge, (non sono un avvocato ma credo si tratti dell'articolo 822 del Codice Civile sui "beni demaniali") l'Ufficio Tecnico mi dà il premesso di occupazione temporanea di suolo pubblico per attività ludico sportiva, con la possibilità di delimitare l'area per ragioni di sicurezza, ma non ho il permesso di privatizzare l'area chiudendola.
Sì è creato così il disagio degli adolescenti che notte tempo giocano nel campetto e lasciano lattine, bottiglie di birra, carte, residui di cibo e spazzatura in generale, deturpando l'area e disturbando la quiete pubblica. Ora questo è un motivo sufficiente per sospendere le attività, secondo le indicazioni del NULLA OSTA ricevuto e citato e, rimuovere la delimitazione dell'area di gioco.
Mi domando e vi domando: risolviamo così il problema? L'accesso all'area pedonale resta per sua natura di carattere pubblico e nessuno può impedirne l'accesso se non il diretto proprietario, ovvero l'Amministrazione Comunale. Tolto il campetto si tornerà a giocare in tutta l'area pedonale, mettendo a rischio la sicurezza di anziani, bambini e di quanti si trovano a sostare o ad attraversare l'area pedonale, minacciati dalla velocità del pallone scagliato o dalle scorribande di monopattini e bici elettriche. Tanto meno avremmo risolto il problema dei rifiuti abbandonati nelle aiuole e anche, c'è da aggiungere, della spazzatura indifferenziata lasciata da alcuni personaggi noti, accanto ai cestini pubblici.
Oggi stesso inverò una pec al Dirigente dell'Ufficio Tecnico e al Comandante dei Vigili Urbani per chiedere un confronto e l'indicazione di cosa sia giusto e opportuno fare per il bene di tutti. Credo tuttavia che la questione vada molto oltre le polemiche e l'interesse privato e richieda una revisione del sistema educativo nelle famiglie e del giusto potere attuativo delle regole che un adulto, una istituzione o lo stesso Stato necessariamente possano applicare indiscriminatamente a tutti, specie se si tratta di minori oggi diventati intoccabili, affinché il furbetto di turno "non la faccia sempre franca" a scapito del bene di tutti e di ciascuno.
Affido piccoli e grandi, credenti e non credenti, allo sguardo benedicente di Maria, madre di Dio e della Chiesa, in questa vigilia della sua salita al cielo in corpo e anima.