Consiglio comunale, approvate le tariffe e il regolamento Tari 2026
Dopo il calo del 2025, le tariffe salgono ma restano più basse rispetto al 2024. Nessuna variazione per le attività economiche
mercoledì 29 luglio 2026
22.00
Il Consiglio Comunale di mercoledì 29 luglio ha approvato le tariffe e il regolamento Tari 2026. Nel complesso, il costo totale del servizio, rilevato dal Piano Economico Finanziario 2026-2029 dell'Ambito Tariffario del Comune di Bisceglie, ammonta a oltre 13,5 milioni di euro, in crescita di oltre 750mila euro (+5,94%) rispetto al 2025.
Pertanto, le tariffe Tari aumenteranno rispetto al 2025, anche se restano più basse del 2024. Non si tratta di un dato che l'Amministrazione può determinare: il Piano è predisposto secondo lo schema regolatorio ARERA, sottoposto a verifica dell'Ente Territorialmente Competente AGER e da questo validato. E i Comuni non hanno la possibilità di intervenire su questo. Il costo del servizio aumenta per alcuni motivi fondamentali: il rinnovo del CCNL del settore ambientale che incide per oltre 200mila euro, la sentenza del Consiglio di Stato che ha variato le tariffe di conferimento per le annualità 2022, 2023 e 2024 e che pesano nel 2026 per 350mila euro, l'aumento dei costi dell'energia.
«Lavoriamo ogni giorno, come abbiamo sempre fatto, per evitare un aumento di tariffe che gravano direttamente sulle famiglie. Purtroppo - spiega il Vice Sindaco e Assessore al Bilancio Angelo Consiglio - l'aumento del 2026 è inevitabile e non dipende dall'amministrazione comunale. Il peso maggiore viene da un contenzioso sulle tariffe di conferimento deciso davanti al Consiglio di Stato e da un rinnovo contrattuale nazionale. Sono voci che nessuna amministrazione può governare».
Secondo le simulazioni sulle nuove tariffe, una famiglia di 4 persone in un immobile di 110 mq pagherà nel 2026 una tariffa di 565,55 euro, mentre nel 2024 era di 582,96 euro e nel 2025 di 495,40 euro. In media, i nuclei familiari subiranno un aumento medio del 14,4%. Le attività commerciali non subiranno aumenti e, in alcuni casi, una lieve riduzione della tariffa.
«Su una parte rilevante della spesa per i rifiuti, un Comune pugliese non può mettere a gara nulla, non può scegliere l'impianto e non dispone di un tetto tariffario regionale a tutela. Paga le condizioni che gli vengono praticate. Questi sono i fatti: senza una chiusura del ciclo regionale i costi continueranno a essere decisi fuori dai confini comunali» continua il Vice Sindaco Consiglio.
Confermate nel regolamento Tari 2026 le agevolazioni per le famiglie e le imprese, per una platea quanto più vasta possibile, con attenzione innanzitutto alle famiglie in difficoltà economica.
«Sappiamo bene - spiega il Sindaco Angelantonio Angarano - quanto la Tari incida sul bilancio economico delle famiglie biscegliesi e ogni anno facciamo il possibile per evitare gli aumenti. Però la questione è chiara. Sui costi per lo smaltimento dei rifiuti abbiamo poca voce in capitolo. Possiamo, tutti insieme, fare una sola cosa: differenziare di più e ridurre al minimo i rifiuti indifferenziati che prevedono un costo di conferimento maggiore. Gli abbandoni scriteriati di immondizia in città e nell'agro e il conferimento errato dei rifiuti sono comportamenti da combattere con forza. Abbiamo incrementato i controlli, anche con le fototrappole, e aumentato le sanzioni. Ma è una battaglia da vincere tutti insieme. È l'unico modo per ridurre i costi complessivi e così abbassare la TARI per tutti».
Pertanto, le tariffe Tari aumenteranno rispetto al 2025, anche se restano più basse del 2024. Non si tratta di un dato che l'Amministrazione può determinare: il Piano è predisposto secondo lo schema regolatorio ARERA, sottoposto a verifica dell'Ente Territorialmente Competente AGER e da questo validato. E i Comuni non hanno la possibilità di intervenire su questo. Il costo del servizio aumenta per alcuni motivi fondamentali: il rinnovo del CCNL del settore ambientale che incide per oltre 200mila euro, la sentenza del Consiglio di Stato che ha variato le tariffe di conferimento per le annualità 2022, 2023 e 2024 e che pesano nel 2026 per 350mila euro, l'aumento dei costi dell'energia.
«Lavoriamo ogni giorno, come abbiamo sempre fatto, per evitare un aumento di tariffe che gravano direttamente sulle famiglie. Purtroppo - spiega il Vice Sindaco e Assessore al Bilancio Angelo Consiglio - l'aumento del 2026 è inevitabile e non dipende dall'amministrazione comunale. Il peso maggiore viene da un contenzioso sulle tariffe di conferimento deciso davanti al Consiglio di Stato e da un rinnovo contrattuale nazionale. Sono voci che nessuna amministrazione può governare».
Secondo le simulazioni sulle nuove tariffe, una famiglia di 4 persone in un immobile di 110 mq pagherà nel 2026 una tariffa di 565,55 euro, mentre nel 2024 era di 582,96 euro e nel 2025 di 495,40 euro. In media, i nuclei familiari subiranno un aumento medio del 14,4%. Le attività commerciali non subiranno aumenti e, in alcuni casi, una lieve riduzione della tariffa.
«Su una parte rilevante della spesa per i rifiuti, un Comune pugliese non può mettere a gara nulla, non può scegliere l'impianto e non dispone di un tetto tariffario regionale a tutela. Paga le condizioni che gli vengono praticate. Questi sono i fatti: senza una chiusura del ciclo regionale i costi continueranno a essere decisi fuori dai confini comunali» continua il Vice Sindaco Consiglio.
Confermate nel regolamento Tari 2026 le agevolazioni per le famiglie e le imprese, per una platea quanto più vasta possibile, con attenzione innanzitutto alle famiglie in difficoltà economica.
«Sappiamo bene - spiega il Sindaco Angelantonio Angarano - quanto la Tari incida sul bilancio economico delle famiglie biscegliesi e ogni anno facciamo il possibile per evitare gli aumenti. Però la questione è chiara. Sui costi per lo smaltimento dei rifiuti abbiamo poca voce in capitolo. Possiamo, tutti insieme, fare una sola cosa: differenziare di più e ridurre al minimo i rifiuti indifferenziati che prevedono un costo di conferimento maggiore. Gli abbandoni scriteriati di immondizia in città e nell'agro e il conferimento errato dei rifiuti sono comportamenti da combattere con forza. Abbiamo incrementato i controlli, anche con le fototrappole, e aumentato le sanzioni. Ma è una battaglia da vincere tutti insieme. È l'unico modo per ridurre i costi complessivi e così abbassare la TARI per tutti».