Cristò racconta "Sull'orizzonte degli eventi" alle Vecchie Segherie Mastrototaro" - L'INTERVISTA

​La presentazione si è svolta nella serata di venerdì 20 marzo

sabato 21 marzo 2026 13.45
A cura di Serena De Musso
Venerdì 20 marzo le Vecchie Segherie hanno ospitato Cristò Chiapparino, scrittore, musicista ma anche libraio, in occasione della presentazione del suo nuovo romanzo "Sull'orizzonte degli eventi" , in dialogo con Mariablu Scaringella.

Il racconto prende le mosse da un anziano signore che leggendo un libro lo disprezza, chiedendosi chi mai possa essere l'autore di una così scadente opera. Verrà fuori che l'autore di quell'opera così scadente è proprio lui, che a causa della sua malattia, ha perso la memoria. Una narrativa sfuggente, che si acchiappa agli attimi di tempo che chi scrive e chi legge è disposto a dare senza pretese. L'unico obiettivo del romanzo, come più volte spiegato da Cristò, il voler trasformare un apocalisse emotiva, come può essere quella della perdita di un genitore, in parole. Non per esorcizzare ma per dare forma.

«Sull'orizzonte degli eventi vero, quello che sta nello spazio accade che oltre quel limite nulla può tornare indietro, neanche la luce e neanche il tempo. Invece nel mio romanzo succede che uno scrittore di 83 anni, anziano, alla fine della carriera e malato di Alzheimer sta rileggendo il suo libro più famoso che l'ha reso ricco e celebre però non ricordando che è il suo libro lo critica ferocemente dicendo che quel libro è una porcheria» ha raccontato Chiapparino.

Un tempo della vita che va e viene, che da e che toglie ma che mentre nella realtà scorre inesorabilmente, nella scrittura è elastico: «Si può scrivere la storia di vent'anni una pagina e la storia di un giorno in 83, come nel mio caso e quindi il tempo nella è un elemento che noi possiamo far scorrere come vogliamo. Poi se ci fermiamo a pensare a dire il vero è la nostra stessa esperienza quotidiana: ci sono ore che durano un minuto e minuti che durano ore».

Non c'è un modo giusto o un modo sbagliato di intendere o interpretare questa storia, chi legge potrà immergersi in questo universo narrativo senza essere influenzato da un autore ingombrante, ma non per questo potrà perdersi. «Non mi piace lasciare delle morali o degli insegnamenti nei miei libri, lascio che siano le storie a parlare e a fermentare vorrei dire dentro i lettori. In questo caso direi che una delle cose che mi piacerebbe venisse fuori dalla lettura di questo libro è quella apocalisse privata che è la sparizione di un genitore, una apocalisse immensa, difficile da raccontare perché è comune a tutti e proprio per questo lascia senza parole».