"Democrazia ristretta", il collettivo Ziwanda tra le 28 realtà promotrici della campagna nazionale

Lo slogan della mobilitazione: «Se la democrazia si restringe, noi ci allarghiamo»

giovedì 18 giugno 2026 9.40
«Di fronte a una crescente distanza tra il riconoscimento formale dei diritti e la loro effettiva esigibilità, come collettiva transfemminista Ziwanda abbiamo contribuito a promuovere e lanciare, insieme ad altre ventisette realtà femministe, LGBTQIA+, ecologiste, antirazziste e impegnate nella tutela dei diritti civili e sociali, la campagna nazionale "Democrazia ristretta"». È quanto sottolineano le attiviste dell'associazione biscegliese.

«La campagna nasce a partire dai dati contenuti nel report "Cittadinanze sospese. Indagine tra riconoscimento formale ed esercizio dei diritti in Italia", promosso da SEMIA Fondo delle Donne, che restituisce l'immagine di un Paese in cui il consenso sociale verso molti diritti fondamentali cresce, mentre le istituzioni faticano sempre più a tradurlo in politiche pubbliche, garanzie concrete e strumenti di tutela.

L'Italia continua a definirsi una democrazia, ma restringe progressivamente la possibilità concreta di vivere pienamente i propri diritti. L'accesso all'aborto viene ostacolato dall'obiezione di coscienza e dalle disuguaglianze territoriali; le persone LGBTQIA+ continuano a subire l'assenza di pieno riconoscimento e di pari diritti; le politiche migratorie producono esclusione e violenza istituzionale; il discorso pubblico normalizza sempre più discriminazioni, marginalizzazione e controllo. Di fronte a questo scenario, la campagna sceglie una risposta collettiva: allargarsi».

«"Se la democrazia si restringe, noi ci allarghiamo" è lo slogan che attraversa questa mobilitazione e che sentiamo profondamente nostro. Per noi significa non arretrare di fronte ai tentativi di restringere diritti, libertà e spazi di partecipazione; significa costruire convergenze tra movimenti e soggettività colpite dagli stessi meccanismi di esclusione; significa trasformare l'isolamento in forza collettiva. Come Ziwanda crediamo che il transfemminismo debba continuare a essere uno spazio di conflitto, cura e immaginazione politica, capace di intrecciare le lotte per la giustizia sociale, climatica, antirazzista e per l'autodeterminazione dei corpi e delle vite».

La campagna Democrazia Ristretta si propone di: «Non vogliamo limitarci alla denuncia. Vogliamo contribuire alla costruzione di un'infrastruttura permanente di monitoraggio, mobilitazione e proposta politica capace di contrastare l'erosione dei diritti e di restituire centralità alla partecipazione democratica. Perché nessuna persona dovrebbe vivere in una condizione di cittadinanza sospesa» hanno concluso.