La denuncia di alcune associazioni: «Nessun parere della commissione sull'immobile di via Fragata»
Le richieste e le perplessità mosse da Bisceglie Vecchia Extramoenia, Forum Ambientalista e la delegazione Bat del Fai
giovedì 19 marzo 2026
«Dobbiamo tornare a parlare di tutela della città consolidata che rischia di scomparire sotto l'inerzia dell'amministrazione. Anche in questo caso, come per il caso di via Bovio, la mancata considerazione delle indicazioni della commissione locale per il paesaggio, che abbiamo segnalato agli enti competenti, ci lascia perplessi e rischia di minare la storia, il paesaggio e l'unicità della nostra città». È quanto sottolineato, in una nota, da Bisceglie Vecchia Extramoenia, Forum Ambientalista e la delegazione Bat del Fai.
«Parliamo questa volta di un immobile in via Fragata 69, una costruzione del 1953 singolare per la sua qualità architettonica, menzionato in alcuni testi anche per la presenza di elementi decorativi scultorei che rimandano all'arte neo-gotica presenti in numerosi monumenti di questo territorio (Massimo Iannone, Smorfie di pietra, ediz. Mezzina) e per la presenza di un giardino con un enorme cedro del Libano (purtroppo tagliato circa 3 anni fa), elementi che indussero i redattori del Pug adottato dal Comune di Bisceglie nel febbraio 2023 e i redattori dell'adeguamento del Prg al Putt a classificarlo con la dicitura "isolati o edifici di pregio", prontamente declassato dal Comune a "edifici di valore storico-documentale" su richiesta di parte» hanno evidenziato i referenti delle tre associazioni Agnese Sasso, Pamela Amoruso e Giulia Mastrototaro.
«Nel 2021 la commissione locale per il paesaggio di Bisceglie, in merito alla richiesta dei proprietari dell'immobile di eliminazione del vincolo di tutela finalizzata alla sua completa demolizione, diede all'unanimità parere negativo, confermando il valore storico-documentale dell'edificio e del suo giardino, i cui valori architettonici e testimoniali sono associati al processo di formazione del quartiere "Cittadella" nei primi decenni del secolo scorso.
A marzo del 2022, a seguito di ulteriori vicende tra cui un prevedibile ricorso al Tar dei privati, la commissione è stata nuovamente interpellata dall'ufficio tecnico per l'espressione di un nuovo parere che tenesse conto di ulteriori elementi conoscitivi presentati dai proprietari dell'immobile. Dopo pochi giorni, la commissione risponde chiedendo un approfondimento istruttorio della pratica per rendere oggettive e più forti le motivazioni alla base del vincolo di tutela, e che sarebbe stato propedeutico all'espressione del nuovo parere della stessa commissione» hanno riferito i tre gruppi su quanto accaduto.
«L'obiettivo della Commissione, nel rispetto dei principi e tutela dell'interesse pubblico, era quello di assumere e valutare ulteriori elementi conoscitivi, quali i contributi di soggetti esperti di patrimonio architettonico del periodo moderno, utili alla redazione di nuovo parere. Tra questi era stata individuata l'associazione "Docomomo Italia" che ha come obiettivo la documentazione, la conservazione e la valorizzazione degli edifici e dei complessi urbani del Novecento. Tuttavia, la richiesta di coinvolgimento di Docomomo nel processo valutativo non ha avuto seguito».
Bisceglie Vecchia Extramoenia, Forum Ambientalista e la delegazione Bat del Fai hanno mosso alcuni quesiti sulla vicenda: «Perché tali richieste, previste dall'articolo 7.18 del regolamento della commissione locale per il paesaggio, sono rimaste inevase rendendo impossibile l'importante lavoro in capo alla commissione, fino a determinare nell'ottobre 2022 le motivate e dettagliate dimissioni del suo presidente, indirizzate anche al sindaco? Qual è lo spazio istituzionale riservato alla commissione, composta da qualificati professionisti, il cui compito è preservare l'interesse pubblico e rispettare le procedure di legge? Perché il parere di una commissione pubblica, nominata con procedura selettiva, è considerato di minore rilievo rispetto a quello di un tecnico ingaggiato da privati? Siamo sicuri che sia stato tutelato l'interesse pubblico? Siamo sicuri che sia legittima una condotta amministrativa che conduca inevitabilmente alla demolizione di un edificio mentre è pendente un processo di valutazione e di verifica? E non è quantomeno singolare che la stessa ripartizione che rilascia i permessi di costruire, rilasci anche le autorizzazioni paesaggistiche?».
«Auspichiamo che anche l'amministrazione possa intervenire accogliendo le nostre osservazioni e - soprattutto - che possa ripartire un dibattito politico e civile sull'urbanistica cittadina, che prescinda da mere dinamiche edilizie ma che riporti al centro temi come l'identità cittadina, la tutela del paesaggio, la memoria storica e il consumo di suolo. Il rischio è che Bisceglie perda angoli, scorci e dettagli che la rendono unica e distinguibile» hanno concluso le tre associazioni.
«Parliamo questa volta di un immobile in via Fragata 69, una costruzione del 1953 singolare per la sua qualità architettonica, menzionato in alcuni testi anche per la presenza di elementi decorativi scultorei che rimandano all'arte neo-gotica presenti in numerosi monumenti di questo territorio (Massimo Iannone, Smorfie di pietra, ediz. Mezzina) e per la presenza di un giardino con un enorme cedro del Libano (purtroppo tagliato circa 3 anni fa), elementi che indussero i redattori del Pug adottato dal Comune di Bisceglie nel febbraio 2023 e i redattori dell'adeguamento del Prg al Putt a classificarlo con la dicitura "isolati o edifici di pregio", prontamente declassato dal Comune a "edifici di valore storico-documentale" su richiesta di parte» hanno evidenziato i referenti delle tre associazioni Agnese Sasso, Pamela Amoruso e Giulia Mastrototaro.
«Nel 2021 la commissione locale per il paesaggio di Bisceglie, in merito alla richiesta dei proprietari dell'immobile di eliminazione del vincolo di tutela finalizzata alla sua completa demolizione, diede all'unanimità parere negativo, confermando il valore storico-documentale dell'edificio e del suo giardino, i cui valori architettonici e testimoniali sono associati al processo di formazione del quartiere "Cittadella" nei primi decenni del secolo scorso.
A marzo del 2022, a seguito di ulteriori vicende tra cui un prevedibile ricorso al Tar dei privati, la commissione è stata nuovamente interpellata dall'ufficio tecnico per l'espressione di un nuovo parere che tenesse conto di ulteriori elementi conoscitivi presentati dai proprietari dell'immobile. Dopo pochi giorni, la commissione risponde chiedendo un approfondimento istruttorio della pratica per rendere oggettive e più forti le motivazioni alla base del vincolo di tutela, e che sarebbe stato propedeutico all'espressione del nuovo parere della stessa commissione» hanno riferito i tre gruppi su quanto accaduto.
«L'obiettivo della Commissione, nel rispetto dei principi e tutela dell'interesse pubblico, era quello di assumere e valutare ulteriori elementi conoscitivi, quali i contributi di soggetti esperti di patrimonio architettonico del periodo moderno, utili alla redazione di nuovo parere. Tra questi era stata individuata l'associazione "Docomomo Italia" che ha come obiettivo la documentazione, la conservazione e la valorizzazione degli edifici e dei complessi urbani del Novecento. Tuttavia, la richiesta di coinvolgimento di Docomomo nel processo valutativo non ha avuto seguito».
Bisceglie Vecchia Extramoenia, Forum Ambientalista e la delegazione Bat del Fai hanno mosso alcuni quesiti sulla vicenda: «Perché tali richieste, previste dall'articolo 7.18 del regolamento della commissione locale per il paesaggio, sono rimaste inevase rendendo impossibile l'importante lavoro in capo alla commissione, fino a determinare nell'ottobre 2022 le motivate e dettagliate dimissioni del suo presidente, indirizzate anche al sindaco? Qual è lo spazio istituzionale riservato alla commissione, composta da qualificati professionisti, il cui compito è preservare l'interesse pubblico e rispettare le procedure di legge? Perché il parere di una commissione pubblica, nominata con procedura selettiva, è considerato di minore rilievo rispetto a quello di un tecnico ingaggiato da privati? Siamo sicuri che sia stato tutelato l'interesse pubblico? Siamo sicuri che sia legittima una condotta amministrativa che conduca inevitabilmente alla demolizione di un edificio mentre è pendente un processo di valutazione e di verifica? E non è quantomeno singolare che la stessa ripartizione che rilascia i permessi di costruire, rilasci anche le autorizzazioni paesaggistiche?».
«Auspichiamo che anche l'amministrazione possa intervenire accogliendo le nostre osservazioni e - soprattutto - che possa ripartire un dibattito politico e civile sull'urbanistica cittadina, che prescinda da mere dinamiche edilizie ma che riporti al centro temi come l'identità cittadina, la tutela del paesaggio, la memoria storica e il consumo di suolo. Il rischio è che Bisceglie perda angoli, scorci e dettagli che la rendono unica e distinguibile» hanno concluso le tre associazioni.