Diritti in comune e Flc Cgil Bat: «Interventi per la mitigazione del caldo nelle scuole»
Le richieste dei due gruppi in un'istanza firmata e indirizzata a sindaco, provincia e assessore regionale
martedì 7 luglio 2026
10.00
Il caldo estremo e le ondate di calore che ci hanno fatto vivere un giugno bollente e che l'OMS ha dichiarato essere "Emergenza sanitaria", hanno fatto emergere più che mai il problema del caldo nelle scuole. Mentre tutti gli uffici dei luoghi di lavoro pubblici e privati sono dotati di impianti di climatizzazione e raffrescamento, questi luoghi dove si concentrano centinaia di persone tra insegnanti, personale scolastico e alunni, vengono esclusi da una tutela che viene garantita a qualsiasi altra lavoratrice o lavoratore. Le proiezioni indicano che il cambiamento climatico eroderà ancora di più maggio e settembre e la letteratura scientifica concorda sul fatto che le alte temperature nelle aule hanno diverse conseguenze su salute fisica, capacità cognitive e performance scolastica di studenti e studentesse.
Questo problema è oramai sentito e dibattuto pubblicamente. La FLC CGIL nazionale ha recentemente denunciato la questione concentrandosi sul diritto alla salute e la capacità di apprendere e ha chiesto alle istituzioni competenti l'adeguamento climatico degli edifici scolastici per garantire a studenti, insegnanti e personale scolastico il diritto di studiare e lavorare in condizioni dignitose e sicure. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con la guida "Heat - Health action Plans" con cui ha inteso supportare le autorità pubbliche nella gestione dell'impatto sanitario del caldo estremo, ha inserito gli studenti tra la "popolazione a rischio" e le scuole "tra i principali contesti in cui le persone sono esposte a temperature estreme". Anche il Ministero della Salute ha da tempo elaborato un "Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute" che, tra le altre cose, individua i bambini quale sottogruppo di popolazione a rischio per gli effetti del caldo per via della minore capacità di termoregolazione e indica l'ambito scolastico come destinatario di interventi di prevenzione. Tra le maggiori associazioni mondiali di tutela e protezione dei minori, Save the Children ha sottolineato che "nessun bambino dovrebbe essere privato dell'istruzione perché la sua aula è troppo calda".
Il problema non è più rimandabile e riguarda tutte le scuole di ogni ordine e grado, perché a giugno le scuole vengono frequentate sia per gli esami che soprattutto dai più piccoli delle scuole dell'infanzia. La stampa e i social sono pieni di casi documentati di minori che, a causa del caldo intenso, hanno accusato malori, svenimenti e sanguinamenti, dimostrando come l'ambiente scolastico può diventare, in determinate condizioni, totalmente inadeguato.
A Bisceglie dal confronto con alcuni docenti e genitori è emerso che il caldo intenso è un problema sentito praticamente in tutte le scuole, ma un'analisi in particolare delle scuole dell'infanzia ha fatto emergere quanto segue. Al Primo Circolo la situazione è critica presso la "Don Pino Puglisi", dove si raggiungono temperature altissime e insostenibili anche dovute all'assenza totale di alberi ad alto fusto capaci di mitigazione e di finestre nelle aule. Caso particolare è il plesso "Don Pierino Arcieri", oggetto di recenti lavori di adeguamento termico ma dove curiosamente sarebbe stato installato un impianto solo per il riscaldamento ma non anche per il raffrescamento: a questa mancata occasione, si aggiungono i recenti effetti dei tagli di alberature di poche settimane fa, che in alcune classi hanno obbligato alle tapparelle abbassate. Per il Secondo Circolo, le maggiori criticità si registrano al plesso "Sandro Pertini" (piazza Hackert), dove al caldo e alla mancanza di alberature viene segnalata la presenza di molte zanzare e di nessuna zanzariera. Presso il comprensivo "Don Uva - Cosmai" situazione pesante nel plesso "Falcone e Borsellino", anch'esso privo di alberi e alla "Sergio Cosmai" in Carrara Reddito: la posizione avvallata di quest'ultima non permetterebbe un sufficiente ricircolo d'aria, con un caldo afoso peggiorato dai recenti tagli di alberi, qui particolarmente numerosi. L'unica struttura dotata di impianto di raffrescamento sarebbe la scuola dell'infanzia "Paola Belsito" (Comprensivo "S. Giovanni Bosco - Battisti - Ferraris") ma che, secondo le testimonianze raccolte, non sarebbe gestito correttamente, con impianto spento a giugno e porte e finestre sempre aperte.
La situazione descritta richiede subito interventi capaci di garantire aule vivibili, dotate di climatizzazione, ventilazione adeguata o altre soluzioni che permettano ai bambini di restare a scuola in sicurezza, quali l'installazione di impianti di climatizzazione dotate di pompe di calore reversibili, per riscaldare d'inverno e rinfrescare d'estate, materiali riflettenti sui lastrici solari, vele ombreggianti, pergolati, piante, alberature strategiche, tende e protezioni solari per le finestre, o infine isolamento termico di pareti, coperture, porte e finestre.
Il caldo nelle scuole, insieme al noto problema dell'assenza del servizio mensa nel primo e nell'ultimo mese dell'anno nelle scuole dell'infanzia, condizionano pesantemente la permanenza dei bambini e delle bambine a scuola, rendendo di fatto assente questo servizio pubblico a giugno, con pesanti conseguenze sugli equilibri familiari e sulla conciliazione vita-lavoro. Ritirare i bambini anticipatamente vuol dire costringere al ricorso a servizi privati e baby-sitting con conseguente aumento dei costi per le famiglie e rischiare di vanificare gli sforzi in favore dell'occupazione femminile e del più generale riequilibrio tra generi. A proposito del citato servizio mensa, la Segretaria generale della FLC CGIL BAT, Angela Dell'Olio, esprime pieno sostegno alle osservazioni avanzate ad agosto scorso dal movimento "Diritti in Comune" e condivide integralmente le criticità sollevate in merito al bando quinquennale del Comune di Bisceglie per il servizio di refezione scolastica. "È incomprensibile che, mentre si annunciano investimenti per nuove mense, si programmino servizi ridotti che non rispondono ai bisogni reali delle famiglie e delle scuole" aggiunge Angel Dell'Olio.
La FLC CGIL BAT e il movimento "Diritti in Comune" di Bisceglie saranno al fianco delle famiglie in questa battaglia e chiedono agli enti di competenza di adoperarsi con soluzioni definitive. In particolare chiedono al Comune di Bisceglie di mappare le scuole più esposte per provvedere a un'opera di messa a dimora di alberature idonee nelle aree di pertinenza degli edifici scolastici, di inserire nel prossimo aggiornamento del Piano Triennale delle Opere Pubbliche l'adeguamento climatico di tutte le scuole di proprietà e diretta responsabilità, impegnandosi a individuare risorse comunali e fondi pubblici, di avere informazioni e rassicurazioni sul fatto che le scuole in corso di costruzione a Bisceglie (due nidi e due infanzia, secondo quanto recentemente dichiarato) saranno provviste di impianto capace di raffrescamento e non solo di riscaldamento e di vigilare con attenzione affinché gli impianti esistenti e futuri vengano usati correttamente, di modificare il contratto in essere di fornitura di mensa scolastica, garantendo il servizio anche nei mesi di settembre e giugno, concordemente al calendario scolastico regionale.
Questo problema è oramai sentito e dibattuto pubblicamente. La FLC CGIL nazionale ha recentemente denunciato la questione concentrandosi sul diritto alla salute e la capacità di apprendere e ha chiesto alle istituzioni competenti l'adeguamento climatico degli edifici scolastici per garantire a studenti, insegnanti e personale scolastico il diritto di studiare e lavorare in condizioni dignitose e sicure. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con la guida "Heat - Health action Plans" con cui ha inteso supportare le autorità pubbliche nella gestione dell'impatto sanitario del caldo estremo, ha inserito gli studenti tra la "popolazione a rischio" e le scuole "tra i principali contesti in cui le persone sono esposte a temperature estreme". Anche il Ministero della Salute ha da tempo elaborato un "Piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute" che, tra le altre cose, individua i bambini quale sottogruppo di popolazione a rischio per gli effetti del caldo per via della minore capacità di termoregolazione e indica l'ambito scolastico come destinatario di interventi di prevenzione. Tra le maggiori associazioni mondiali di tutela e protezione dei minori, Save the Children ha sottolineato che "nessun bambino dovrebbe essere privato dell'istruzione perché la sua aula è troppo calda".
Il problema non è più rimandabile e riguarda tutte le scuole di ogni ordine e grado, perché a giugno le scuole vengono frequentate sia per gli esami che soprattutto dai più piccoli delle scuole dell'infanzia. La stampa e i social sono pieni di casi documentati di minori che, a causa del caldo intenso, hanno accusato malori, svenimenti e sanguinamenti, dimostrando come l'ambiente scolastico può diventare, in determinate condizioni, totalmente inadeguato.
A Bisceglie dal confronto con alcuni docenti e genitori è emerso che il caldo intenso è un problema sentito praticamente in tutte le scuole, ma un'analisi in particolare delle scuole dell'infanzia ha fatto emergere quanto segue. Al Primo Circolo la situazione è critica presso la "Don Pino Puglisi", dove si raggiungono temperature altissime e insostenibili anche dovute all'assenza totale di alberi ad alto fusto capaci di mitigazione e di finestre nelle aule. Caso particolare è il plesso "Don Pierino Arcieri", oggetto di recenti lavori di adeguamento termico ma dove curiosamente sarebbe stato installato un impianto solo per il riscaldamento ma non anche per il raffrescamento: a questa mancata occasione, si aggiungono i recenti effetti dei tagli di alberature di poche settimane fa, che in alcune classi hanno obbligato alle tapparelle abbassate. Per il Secondo Circolo, le maggiori criticità si registrano al plesso "Sandro Pertini" (piazza Hackert), dove al caldo e alla mancanza di alberature viene segnalata la presenza di molte zanzare e di nessuna zanzariera. Presso il comprensivo "Don Uva - Cosmai" situazione pesante nel plesso "Falcone e Borsellino", anch'esso privo di alberi e alla "Sergio Cosmai" in Carrara Reddito: la posizione avvallata di quest'ultima non permetterebbe un sufficiente ricircolo d'aria, con un caldo afoso peggiorato dai recenti tagli di alberi, qui particolarmente numerosi. L'unica struttura dotata di impianto di raffrescamento sarebbe la scuola dell'infanzia "Paola Belsito" (Comprensivo "S. Giovanni Bosco - Battisti - Ferraris") ma che, secondo le testimonianze raccolte, non sarebbe gestito correttamente, con impianto spento a giugno e porte e finestre sempre aperte.
La situazione descritta richiede subito interventi capaci di garantire aule vivibili, dotate di climatizzazione, ventilazione adeguata o altre soluzioni che permettano ai bambini di restare a scuola in sicurezza, quali l'installazione di impianti di climatizzazione dotate di pompe di calore reversibili, per riscaldare d'inverno e rinfrescare d'estate, materiali riflettenti sui lastrici solari, vele ombreggianti, pergolati, piante, alberature strategiche, tende e protezioni solari per le finestre, o infine isolamento termico di pareti, coperture, porte e finestre.
Il caldo nelle scuole, insieme al noto problema dell'assenza del servizio mensa nel primo e nell'ultimo mese dell'anno nelle scuole dell'infanzia, condizionano pesantemente la permanenza dei bambini e delle bambine a scuola, rendendo di fatto assente questo servizio pubblico a giugno, con pesanti conseguenze sugli equilibri familiari e sulla conciliazione vita-lavoro. Ritirare i bambini anticipatamente vuol dire costringere al ricorso a servizi privati e baby-sitting con conseguente aumento dei costi per le famiglie e rischiare di vanificare gli sforzi in favore dell'occupazione femminile e del più generale riequilibrio tra generi. A proposito del citato servizio mensa, la Segretaria generale della FLC CGIL BAT, Angela Dell'Olio, esprime pieno sostegno alle osservazioni avanzate ad agosto scorso dal movimento "Diritti in Comune" e condivide integralmente le criticità sollevate in merito al bando quinquennale del Comune di Bisceglie per il servizio di refezione scolastica. "È incomprensibile che, mentre si annunciano investimenti per nuove mense, si programmino servizi ridotti che non rispondono ai bisogni reali delle famiglie e delle scuole" aggiunge Angel Dell'Olio.
La FLC CGIL BAT e il movimento "Diritti in Comune" di Bisceglie saranno al fianco delle famiglie in questa battaglia e chiedono agli enti di competenza di adoperarsi con soluzioni definitive. In particolare chiedono al Comune di Bisceglie di mappare le scuole più esposte per provvedere a un'opera di messa a dimora di alberature idonee nelle aree di pertinenza degli edifici scolastici, di inserire nel prossimo aggiornamento del Piano Triennale delle Opere Pubbliche l'adeguamento climatico di tutte le scuole di proprietà e diretta responsabilità, impegnandosi a individuare risorse comunali e fondi pubblici, di avere informazioni e rassicurazioni sul fatto che le scuole in corso di costruzione a Bisceglie (due nidi e due infanzia, secondo quanto recentemente dichiarato) saranno provviste di impianto capace di raffrescamento e non solo di riscaldamento e di vigilare con attenzione affinché gli impianti esistenti e futuri vengano usati correttamente, di modificare il contratto in essere di fornitura di mensa scolastica, garantendo il servizio anche nei mesi di settembre e giugno, concordemente al calendario scolastico regionale.