Francesca Crescentini presenta "La vendetta è un ballo in maschera" - L'INTERVISTA
L'evento si è svolto nella serata di venerdì 22 maggio alle Vecchie Segherie Mastrototaro
sabato 23 maggio 2026
13.58
La lettura come rivoluzione gentile, atto quotidiano che può cambiare il modo di vivere la vita, una preghiera laica a cui dedicare un momento della giornata non per ergersi all'erudizione dell'élite ma per vivere le mille avventure di altre mille vite. È questo lo scopo del lavoro di divulgazione di Francesca Crescentini, sui social "Tegamini", che nella serata di venerdì 22 maggio alle Vecchie Segherie Mastrototaro ha presentato il suo esordio letterario con il libro "La vendetta è un ballo in maschera. Un anno con il Conte di Montecristo". A dialogare con l'autrice Ilenia Caito, coordinatrice del gruppo di lettura "Trucioli" delle Vecchie Segherie Mastrototaro.
«C'è un punto di partenza che è il conte di Montecristo e c'è anche un percorso che mi ha fatto capire che la lettura è anche una faccenda di relazione. Parlare di libri per tanto tempo online ti fa incontrare un sacco di lettori e lettrici con cui è bello e produttivo scambiare delle opinioni. E farlo con un libro è un passo in più che rinnova la curiosità e permette degli incontri nuovi. Nel libro ci sono anche un sacco di personaggi con cui faccio la strada tra cui lo stesso Dumas, che il Conte di Montecristo l'ha scritto. Poterli mettere tutti assieme con anche i lettori e le lettrici che stanno incontrando il mio lavoro è un bellissimo viaggio nuovo» ha spiegato la divulgatrice social.
Al centro della rielaborazione letteraria di Crescentini una profonda fascinazione dovuta all'impresa di Edmond Dantès, che con i suoi mezzi materiali e intellettuali riesce ad ampliare il margine di possibilità di raddrizzare il mondo, costituendo un importante esempio di resilienza e speranza.
«Io ho cercato sia di rendere giustizia al grande capolavoro di partenza, ma non di trattarlo come un grande monumento intoccabile, perché penso alla fine che noi incontriamo qualsiasi tipo di libro, classici compresi portando la nostra esperienza, portando il chi siamo in un determinato momento. Vale tantissimo anche per questo libro che è stato scritto per essere amato e per essere letto da tutti quanti. E quindi come si fa ad avere soggezione o a trattare proprio con i guanti un libro che è già stato così letto, così amato così frequentato? C'è un mix di piani: ci sono sia le cose un pochino più elaborate ma ci sono anche le cose un pochino più divertenti perché si legge nel mondo vero, si legge adesso ed è bello leggere in questo modo» ha poi concluso Crescentini.
«C'è un punto di partenza che è il conte di Montecristo e c'è anche un percorso che mi ha fatto capire che la lettura è anche una faccenda di relazione. Parlare di libri per tanto tempo online ti fa incontrare un sacco di lettori e lettrici con cui è bello e produttivo scambiare delle opinioni. E farlo con un libro è un passo in più che rinnova la curiosità e permette degli incontri nuovi. Nel libro ci sono anche un sacco di personaggi con cui faccio la strada tra cui lo stesso Dumas, che il Conte di Montecristo l'ha scritto. Poterli mettere tutti assieme con anche i lettori e le lettrici che stanno incontrando il mio lavoro è un bellissimo viaggio nuovo» ha spiegato la divulgatrice social.
Al centro della rielaborazione letteraria di Crescentini una profonda fascinazione dovuta all'impresa di Edmond Dantès, che con i suoi mezzi materiali e intellettuali riesce ad ampliare il margine di possibilità di raddrizzare il mondo, costituendo un importante esempio di resilienza e speranza.
«Io ho cercato sia di rendere giustizia al grande capolavoro di partenza, ma non di trattarlo come un grande monumento intoccabile, perché penso alla fine che noi incontriamo qualsiasi tipo di libro, classici compresi portando la nostra esperienza, portando il chi siamo in un determinato momento. Vale tantissimo anche per questo libro che è stato scritto per essere amato e per essere letto da tutti quanti. E quindi come si fa ad avere soggezione o a trattare proprio con i guanti un libro che è già stato così letto, così amato così frequentato? C'è un mix di piani: ci sono sia le cose un pochino più elaborate ma ci sono anche le cose un pochino più divertenti perché si legge nel mondo vero, si legge adesso ed è bello leggere in questo modo» ha poi concluso Crescentini.