Furto del Bambinello: l'appello di Don Gabriele Di Paola
«Non vi è in noi alcun desiderio di giudizio, solo il desiderio che torni al suo posto un simbolo di pace, patrimonio di tutti»
mercoledì 21 gennaio 2026
1.30
Non ci sono aggiornamenti per quanto concerne l'artefice del furto perpetrato ai danni della cappella dell'Ospedale Vittorio Emanuele avvenuto il 9 gennaio all'alba del nuovo anno. Tuttavia, già dai primi giorni dopo il doloroso avvenimento, la comunità ospedaliera e non si è stretta attorno alla cappella ospedaliera creando un circolo virtuoso di solidarietà. Il cappellano Don Gabriele Di Paola è dunque tornato ad appellarsi alla clemenza dei cittadini e delle cittadine e di chi può essersi reso protagonista del furto con un appello accorato.
«Sono trascorsi ben 10 giorni da quell'8 gennaio, giorno della scomparsa del Bambinello dalla cappella dell'ospedale di Bisceglie, un gesto che ha lasciato tutti sgomenti. Si trattava di un dono del parroco che mi ha preceduto, Don Pierino Arcieri, tanto stimato e amato per la sua umiltà e la sua dedizione verso tutti gli ammalati che accoglieva con amore» ha spiegato il parroco. Il Bambinello ha rappresentato per molti un simbolo di ascolto: quante lacrime, preghiere sussurrate, carezze tremolanti, quanta disperazione, stanchezza, paura ha raccolto durante i giorni e le lunghe notti nella nostra piccola chiesa che ora sembra essere stata violata nella sua sacralità, nel suo essere luogo di raccoglimento».
Tuttavia, secondo il parroco c'è ancora la possibilità di un ritorno, avendo fiducia nel prossimo e soprattutto professando il perdono: «C'è solo una via da perseguire, quella del Bambinello: la Misericordia, il perdono e la speranza che il Bambinello possa ritornare nella sua culla. Rivolgiamo un appello sereno e accorato a chiunque sia in possesso dell'effigie affinché possa essere restituita. Non c'è alcun giudizio, accusa, né condanna per chi lo ha prelevato, ma solo la preghiera che si ravveda e trovi la forza di restituirlo affinché quel Bambinello possa continuare a portare conforto a tutti a cominciare dalla persona che lo ha portato via».
Nonostante la vicenda, continua senza interruzioni l'impegno di Don Gabriele ad essere punto di riferimento spirituale per chi ne ha bisogno, in ospedale: «Qualunque sarà l'epilogo di questa storia, noi come comunità continueremo ad accogliere, ad ascoltare, a pregare, a gioire e piangere con i nostri fratelli e sorelle nel bisogno, portando sempre nel cuore il nostro bambinello, nella certezza che nel Signore nulla capiti per caso e che il Buon Dio "scrive dritto sulle righe storte degli uomini" perché "tutto concorre al bene", fiduciosi nel Suo amore che mai verrà meno».
«Sono trascorsi ben 10 giorni da quell'8 gennaio, giorno della scomparsa del Bambinello dalla cappella dell'ospedale di Bisceglie, un gesto che ha lasciato tutti sgomenti. Si trattava di un dono del parroco che mi ha preceduto, Don Pierino Arcieri, tanto stimato e amato per la sua umiltà e la sua dedizione verso tutti gli ammalati che accoglieva con amore» ha spiegato il parroco. Il Bambinello ha rappresentato per molti un simbolo di ascolto: quante lacrime, preghiere sussurrate, carezze tremolanti, quanta disperazione, stanchezza, paura ha raccolto durante i giorni e le lunghe notti nella nostra piccola chiesa che ora sembra essere stata violata nella sua sacralità, nel suo essere luogo di raccoglimento».
Tuttavia, secondo il parroco c'è ancora la possibilità di un ritorno, avendo fiducia nel prossimo e soprattutto professando il perdono: «C'è solo una via da perseguire, quella del Bambinello: la Misericordia, il perdono e la speranza che il Bambinello possa ritornare nella sua culla. Rivolgiamo un appello sereno e accorato a chiunque sia in possesso dell'effigie affinché possa essere restituita. Non c'è alcun giudizio, accusa, né condanna per chi lo ha prelevato, ma solo la preghiera che si ravveda e trovi la forza di restituirlo affinché quel Bambinello possa continuare a portare conforto a tutti a cominciare dalla persona che lo ha portato via».
Nonostante la vicenda, continua senza interruzioni l'impegno di Don Gabriele ad essere punto di riferimento spirituale per chi ne ha bisogno, in ospedale: «Qualunque sarà l'epilogo di questa storia, noi come comunità continueremo ad accogliere, ad ascoltare, a pregare, a gioire e piangere con i nostri fratelli e sorelle nel bisogno, portando sempre nel cuore il nostro bambinello, nella certezza che nel Signore nulla capiti per caso e che il Buon Dio "scrive dritto sulle righe storte degli uomini" perché "tutto concorre al bene", fiduciosi nel Suo amore che mai verrà meno».