Giovanni Tortora racconta "Le Cronache del Tacco" - L'INTERVISTA

La saga pugliese di gioco di ruolo dal vivo, con il suo 16esimo anniversario, è la più longeva d'Italia

mercoledì 25 febbraio 2026 09.00
A cura di Serena De Musso
«La cosa più bella del gioco di ruolo dal vivo è che ogni volta vivi in altri mondi. È una cosa meravigliosa perché pian piano ti rendi conto che qualsiasi cosa può essere giocata» così Giovanni Tortora, professore di scrittura e narratore della saga "Le Cronache del Tacco", racconta la sua passione per il gioco di ruolo dal vivo, un mondo in cui finzione e realtà si fondono a creare un margine di gioco da cui si viene sempre più rapiti.

Con l'espressione "gioco di ruolo dal vivo" ci si riferisce ad un teatro di improvvisazione continuo. A ciascuna persona viene assegnato un solo personaggio da interpretare in eventi appositamente organizzati dal narratore o dai narratori, chiamati master. La strutturazione classica del gioco prevede delle campagne, vale a dire delle grandi storie, l'una collegata all'altra, che hanno un inizio ed una fine e possono durare più anni; ogni anno è una stagione. Ma il Meridione non è nuovo in questo scenario: già negli anni novanta nel panorama GRV, il nucleo pugliese assieme al nucleo siciliano erano noti per la qualità del gioco, che portò pian piano questi territori ad essere considerati i migliori d'Italia. Le storie, i materiali di gioco prodotti, le considerazioni e gli aggiornamenti proposti proprio da questi gruppi stavano alla base della fruizione del gioco di ruolo dal vivo anche in tutto il resto d'Italia, che di fatto prese a riferimento nazionale la Puglia e la Sicilia, nonostante il numero di giocatori non fosse così elevato.

La saga pugliese delle Cronache del Tacco ha compiuto quest'anno un importantissimo traguardo: con sedici anni di storia si è affermata come la più longeva d'Italia. Partita ufficialmente il 19 gennaio 2010 a Bisceglie, sotto impulso di Giovanni Tortora e Riccardo Daluisio, la saga nacque dal tentativo dei due narratori di avviare proprio nella loro terra un gruppo di gioco di ruolo dal vivo dall'ambientazione fantasy. Una Puglia medievale fantasy, questa l'ambientazione della storia narrata. Da quel momento in poi quello che in un primo momento era semplicemente un momento di svago e condivisione di una passione, diventa una vera e propria associazione culturale. Attualmente la saga è alla terza stagione della sesta campagna avviata nel 2023, che verosimilmente durerà per i prossimi 4 anni.

«Quella che noi proponiamo è una Puglia medievale fantasy, che sembrerebbe apparentemente una ambientazione insolita. A dire il vero però il Larp (Live Action Role Playing, in inglese la sigla per "Gioco di ruolo dal vivo") in Europa è nato proprio così: ogni zona d'Europa inventava il suo mondo medievale rivisto fantasy e poi tutte queste realtà si incontravano in Inghilterra in un evento chiamato "Gathering", incontro - ha spiegato Tortora -. Rifacendoci a quello che era l'ambientazione internazionale di gioco di ruolo dal vivo, attorno al 2010, dopo aver avviato il mio percorso lavorativo fuori dalla Puglia, decisi di tornare e con un altro mio amico, Riccardo, decidemmo di tentare di avviare un nuovo gruppo di gioco di ruolo dal vivo. Diciamo che questa cosa ci è sfuggita un po' di mano, perché la storia con cui siamo partiti in quei mesi va avanti ancora oggi».

Cronache del Tacco
Cronache del Tacco
Cronache del Tacco
Cronache del Tacco
Cronache del Tacco
Cronache del Tacco

Uno dei cambiamenti più importanti che ha condizionato il mondo del gioco di ruolo dal vivo avvenuto negli stessi anni in cui prendeva forma la prima campagna della saga di Tortora, è stata un'esplosione improvvisa del LARP negli anni 2010-2015 avvenuta contemporaneamente alla morte delle grandi associazioni volontarie. Ad ottenere maggiore consensi fu infatti il LARP tematico di guerra, che pian piano tolse terreno alle altre tipologie, come quelle promosse dall'evento "Adunanza" che invece chiamava a sé un pubblico indubbiamente più ampio, come anche intere famiglie.

«Prendendo il quadro nazionale questa direzione tematica, noi sentivamo una certa lontananza. Proprio da lì nasce l'idea della nostra associazione di essere chiusi, quindi avere meno persone possibile perché cerchiamo di essere concentrati maggiormente sulla storia, per cucire su ogni persona un ruolo specifico e personalizzato e diversamente questo lavoro di creazione non sarebbe possibile - ha spiegato Tortora -. Il bello del gioco di ruolo dal vivo è che non vivi passivamente queste storie, perché è come se ogni persona vivesse realmente ciò che gioca, anche sotto l'aspetto emotivo».

Un'attività ludica che può indubbiamente affascinare trasversalmente tutte le età: «Da noi ci sono quasi tutte le età, la più piccola aveva 8 anni mentre i più grandi anche 65. Attualmente ci sono due ragazzi di 13 anni, ma non è cosa insolita che si affaccino da noi anche bambini. Anzi, cerchiamo di puntare molto sul valore educativo e di condivisione dell'esperienza di gioco. È centrale a questo scopo il nostro codice etico a cui l'associazione tiene davvero molto, perché è garanzia di rispetto verso le persone che giocano».

La risposta così partecipata e la fascinazione dei più piccoli risponde ad un bisogno innanzitutto pedagogico: «Il gioco dei ruoli fa parte della vita del bambino: pensiamo a guardia e ladri, medico e dottore, insomma questo continuo inventarsi i ruoli. Si tratta di una vera e propria pratica di esperienza del mondo, ecco perché risulta così affascinante per loro ed ecco perché per loro è così facile riuscirci. Per gli adulti è un po' più complesso perché si è abituati al contrario: diventare maturi vuol dire avere consapevolezza del proprio ruolo e saperlo gestire all'interno della società però molto spesso ci si fossilizza talmente tanto nel proprio ruolo sociale che non si riesce più ad uscirne. Ecco, giocare di ruolo ti fa capire il mondo vero, ti fa capire il mondo delle relazioni indipendentemente dal ruolo, come invece siamo abituati a fare normalmente».

Non una fuga dalla realtà, ma anzi un mezzo per leggere in maniera più profonda ciò che ci circonda: «La gente cerca emozioni ed esperienze nuove nel gioco di ruolo, perché molto spesso è annoiata. Avere un mondo alternativo come un romanzo o una serie, può essere una meravigliosa opportunità di crescita e divertimento, oltre che di condivisione di emozioni».

La trama de "Le Cronache del Tacco"

La storia è ambientata nel Tacco d'Italia, che nel mondo medievale fantasy della saga viene collocato al centro del mondo. La storia comincia già nel mezzo, vale a dire in una Seconda Era che si sta chiudendo e attraverso la ricerca di cosa è successo prima e la costruzione di una Terza Era si è arrivati in un momento in cui tutto quello per cui si era combattuto si è riunito all'interno di una sola persona, l'Imperatore. Questo potere dentro una sola persona non potrà mai funzionare: a minacciare un soltanto apparente equilibrio i "germi del caos" partiti già per distruggere questo nuovo Ordine. La storia di Giovanni Tortora diventa assume quindi le sembianze di una lotta continua tra la ricerca dell'Ordine e un naturale Caos in cui, come nella vita reale, dei personaggi cercano di metterci del proprio nel mutare gli eventi. La missione per la nuova campagna, firmata "Le cronache del Tacco" sarà cercare ed affrontare una volta per tutte il Caos prima che sia troppo tardi.