Con "Memorie di pietra" inizia ufficialmente la rassegna "42Gradi - Idee sostenibili"

Al centro del primo appuntamento il volume "Monumenti di Gloria" promosso dal Consiglio Regionale della Puglia e dalla Teca del Mediterraneo

giovedì 23 luglio 2026 10.03
A cura di Serena De Musso
Nella serata di mercoledì 22 luglio è partita la VII edizione della rassegna "42Gradi - Idee sostenibili" che quest'anno indagherà il tema delle intelligenze. A dare il via alle danze nella suggestiva cornice delle Vecchie Segherie Mastrototaro il talk "Memorie di Pietra", durante il quale, attraverso le riflessioni dell'architetta Maria Antonietta Catella, di Antonio Ottomanelli e con la partecipazione di Mimma Gattulli, Segretaria Generale del Consiglio regionale della Puglia, è stato presentato il volume "Monumenti di Gloria. La protezione del patrimonio architettonico in guerra: strategie, eventi e riflessioni", inserito nella collana "Leggi la Puglia" promossa dal Consiglio regionale e dalla Teca del Mediterraneo. L'obiettivo della collana è valorizzare quelle opere inedite che illustrano la storia del territorio regionale.

Al centro della ricerca che ha poi dato vita al libro - e che, a sua volta, riprende gli atti di un convegno svoltosi a Bari nel 2024 - l'intelligenza di funzionari e amministrazioni pubbliche dimostrata in merito alla conservazione di beni architettonici e monumentali durante periodi di guerra, l'audacia di sfidare l'oblio, attuando una scelta mirata su cosa tenere e cosa dimenticare.

In questo senso la conservazione viene analizzata non solo come una scelta identitaria ma come una pratica di salvaguardia e autotutela dei tempi e dei luoghi che fanno le civiltà, costituendo tracce dei simboli attraverso cui interi popoli comunicano e hanno comunicato nel tempo.

«Questo testo ci consegna la memoria di una storia di conservazione, una storia d'amore tra chi doveva custodire dei beni, chi li doveva materialmente proteggere in un momento in cui sembrava che gli interessi della nazione fossero altri e fossero quelli di conquista, di guerra e quindi di morte» ha spiegato Gattulli.

«"Monumenti di Gloria" attesta una storia, riporta in luce una memoria che si era sedimentata silenziosamente negli archivi fin quando non è stata riportata in luce da questa ricerca che quindi evidenzia una forma di intelligenza operata dai sovraintendenti e dai funzionari che quotidianamente si impegnavano e facevano delle scelte su cosa proteggere e come proteggerlo nel miglior modo possibile perché quella della guerra impone delle scelte ma anche delle rinunce obbligate su ciò che va protetto e su ciò che inevitabilmente è soggetto a distruzione» ha aggiunto la co-curatrice del libro Maria Antonietta Catella.

«Il ruolo della fotografia è centrale in questo libro: continua a manifestare se stessa anche come atto rivoluzionario in un momento in cui la società diventa sempre più predittiva e le soggettività sembrano progettate per poter alimentare un algoritmo che ci governa. I documenti analogici in questo scenario tornano ad essere uno strumento per sottrarsi al controllo dell'informazione e autodeterminarsi» le riflessione del fotografo Antonio Ottomanelli.