"In mezzo al problema": Tony La Piccirella, Sara Suriano ed Eddi Marcucci raccontano la repressione del dissenso a 42Gradi
L'esperienza con la Global Sumud Flotilla e la criminalizzazione del dissenso gli argomenti toccati durante la serata
venerdì 24 luglio 2026
16.43
Le proprie idee trasformate in azioni, i propri corpi usati come bandiere che sventolano leggeri al ritmo di un ideale conciso e denso: stare dalla parte giusta della storia. La Global Sumud Flotilla, come mai nessun'altra azione globale aveva fatto almeno nell'ultimo decennio, ha rapito l'attenzione di tutti, dai semplici cittadini alle grandi testate giornalistiche per parlare di Palestina, di genocidio e di resistenza.
L'esperienza del barese Tony La Piccirella ha inizio il 20 luglio 2025, quando come raccontato ai nostri microfoni (articolo al link Freedom Flotilla, oggi la partenza della "Handala" verso Gaza: parla Tony Lapiccirella) a bordo dell'imbarcazione "Handala" partiva con il resto dell'equipaggio assieme ad altre 37 barche alla volta di Gaza. Si trattava già all'epoca del 37esimo tentativo di rompere il blocco navale imposto illegalmente da Israele sulle acque palestinesi. Purtroppo anche la Handala, pur essendosi spinta molto più in avanti rispetto alle altre navi, non riuscì nella sua impresa. Fu abbordata 6 giorni dopo da una nave appartenente all'esercito israeliano. Tony La Piccirella venne arrestato e rilasciato tre giorni dopo. Le immagini dell'intervento dei soldati israeliani, diventate virali e trasmesse continuamente in tv, raccontano l'angoscia di quei momenti, l'impotenza del gruppo di attivisti di fronte a quella che venne subito riconosciuta come una violazione del diritto internazionale.
Anche la storia dell'insegnante andriese Sara Suriano si inserisce in questo contesto: a maggio con un'altra iniziativa contemporanea alla Global Sumud Flotilla, la Land Sumud Convoy, è partita assieme a Domenico Centrone, docente universitario di Molfetta, con altri 300 attivisti provenienti da 25 paesi del mondo per raggiungere Gaza via terra. E mentre la giornalista barese Simona Losito a bordo delle imbarcazioni veniva bloccata a meno di 70 miglia dalle coste di Gaza assieme ad altri 29 attivisti italiani (virale il video dello schernimento da parte del ministro della Sicurezza Ben Gvir), anche la missione di Centrone e Suriano subiva una battuta d'arresto. Bloccati in Libia, venne loro impedito di consegnare i beni umanitari trasportati, tra cui, come raccontato dalla stessa Suriano, ambulanze e camion con aiuti umanitari e cliniche mobili. Suriano fece ritorno in Italia il 27 maggio, mentre Nico Centrone venne rilasciato soltanto un mese dopo (articolo al link Molfetta riabbraccia Domenico Centrone: applausi e sorrisi per il suo rientro).
Di resistenza parla anche la storia di Maria Edgarda Marcucci, autrice di "Rabbia proteggimi". Dopo aver sostenuto battaglie sociali tra Torino e Roma, aderendo anche al movimento No Tav, dal 2017 al 2018 si è unita all'YPJ, l'unità di difesa delle donne curde nel Rojava, che da anni combatte l'ISIS e che sostiene il progetto del confederalismo democratico nel Rojava. Dopo essere tornata in Italia, per Marcucci è iniziato un vero e proprio processo di criminalizzazione che ha raggiunto il suo punto più alto il 17 marzo 2020 con un provvedimento di sorveglianza speciale da parte del Tribunale di Torino. Da questo vissuto prende le mosse il libro scritto successivamente che tra i tanti temi, racconta l'ipocrisia di un paese, la Turchia, che minaccia l'esistenza stessa del Rojava, la stessa Turchia che vorrebbe mediare nel conflitto russo-ucraino.
A Bisceglie, presso le Vecchie Segherie Mastrototaro in occasione del festival 42Gradi, durante il talk "In mezzo al problema", La Piccirella, Suriano e Marcucci, si sono confrontati sullo spazio del dissenso, se esiste, se è ancora abitabile e soprattutto in che modo, raccontando le loro esperienze e restituendo al pubblico il quadro quanto più reale del diritto di protesta oggi in Italia.
«Siamo come posti ad assimilare passivamente quello che ci viene propinato come "lontano". Lo spazio di azione oggi, soprattutto in Europa è ristretto a un dissenso contenuto tra cortei e presidi. Abbiamo un sacco di spazio d'opinione pochissimo spazio di azione» ha dichiarato La Piccirella. «Questa stagione di lotte che sta attraversando anche una generazione differente rispetto al passato, sta rimettendo in piazza i corpi, li sta rimettendo nella lotta e quindi laddove abbiamo una società che tende a ridurre gli spazi di dialogo, che ci porta ad un individualismo sempre più spiccato, sappiamo che c'è una generazione che si imbarca, che lotta, che va a combattere, e che dopo torna in piazza» ha commentato Suriano.
«Penso che la differenza della nostra rabbia rispetto ad una rabbia che muta in frustrazione è la condivisione e la collettività. La differenza tra chi vive isolatamente la propria rabbia e chi invece alimenta una giusta rabbia nei confronti di questo sistema che compie ingiustizie così atroci ed evidenti è quella di metterla al centro, rendendola un sentimento condiviso che non si mangia solo il tuo cuore ma ne fa battere tanti insieme» le parole di Eddi Marcucci.
A margine dell'evento resta una considerazione: tutte le storie raccontate interessano soggetti appartenenti alla popolazione dei giovani adulti di questo Paese, in particolare i 30enni, (Suriano 33, Centrone 33, La Piccirella 35, Marcucci 35, Losito 29) nati all'alba del mondo globalizzato e cresciuti guardandone le sue conseguenze.
L'esperienza del barese Tony La Piccirella ha inizio il 20 luglio 2025, quando come raccontato ai nostri microfoni (articolo al link Freedom Flotilla, oggi la partenza della "Handala" verso Gaza: parla Tony Lapiccirella) a bordo dell'imbarcazione "Handala" partiva con il resto dell'equipaggio assieme ad altre 37 barche alla volta di Gaza. Si trattava già all'epoca del 37esimo tentativo di rompere il blocco navale imposto illegalmente da Israele sulle acque palestinesi. Purtroppo anche la Handala, pur essendosi spinta molto più in avanti rispetto alle altre navi, non riuscì nella sua impresa. Fu abbordata 6 giorni dopo da una nave appartenente all'esercito israeliano. Tony La Piccirella venne arrestato e rilasciato tre giorni dopo. Le immagini dell'intervento dei soldati israeliani, diventate virali e trasmesse continuamente in tv, raccontano l'angoscia di quei momenti, l'impotenza del gruppo di attivisti di fronte a quella che venne subito riconosciuta come una violazione del diritto internazionale.
Anche la storia dell'insegnante andriese Sara Suriano si inserisce in questo contesto: a maggio con un'altra iniziativa contemporanea alla Global Sumud Flotilla, la Land Sumud Convoy, è partita assieme a Domenico Centrone, docente universitario di Molfetta, con altri 300 attivisti provenienti da 25 paesi del mondo per raggiungere Gaza via terra. E mentre la giornalista barese Simona Losito a bordo delle imbarcazioni veniva bloccata a meno di 70 miglia dalle coste di Gaza assieme ad altri 29 attivisti italiani (virale il video dello schernimento da parte del ministro della Sicurezza Ben Gvir), anche la missione di Centrone e Suriano subiva una battuta d'arresto. Bloccati in Libia, venne loro impedito di consegnare i beni umanitari trasportati, tra cui, come raccontato dalla stessa Suriano, ambulanze e camion con aiuti umanitari e cliniche mobili. Suriano fece ritorno in Italia il 27 maggio, mentre Nico Centrone venne rilasciato soltanto un mese dopo (articolo al link Molfetta riabbraccia Domenico Centrone: applausi e sorrisi per il suo rientro).
Di resistenza parla anche la storia di Maria Edgarda Marcucci, autrice di "Rabbia proteggimi". Dopo aver sostenuto battaglie sociali tra Torino e Roma, aderendo anche al movimento No Tav, dal 2017 al 2018 si è unita all'YPJ, l'unità di difesa delle donne curde nel Rojava, che da anni combatte l'ISIS e che sostiene il progetto del confederalismo democratico nel Rojava. Dopo essere tornata in Italia, per Marcucci è iniziato un vero e proprio processo di criminalizzazione che ha raggiunto il suo punto più alto il 17 marzo 2020 con un provvedimento di sorveglianza speciale da parte del Tribunale di Torino. Da questo vissuto prende le mosse il libro scritto successivamente che tra i tanti temi, racconta l'ipocrisia di un paese, la Turchia, che minaccia l'esistenza stessa del Rojava, la stessa Turchia che vorrebbe mediare nel conflitto russo-ucraino.
A Bisceglie, presso le Vecchie Segherie Mastrototaro in occasione del festival 42Gradi, durante il talk "In mezzo al problema", La Piccirella, Suriano e Marcucci, si sono confrontati sullo spazio del dissenso, se esiste, se è ancora abitabile e soprattutto in che modo, raccontando le loro esperienze e restituendo al pubblico il quadro quanto più reale del diritto di protesta oggi in Italia.
«Siamo come posti ad assimilare passivamente quello che ci viene propinato come "lontano". Lo spazio di azione oggi, soprattutto in Europa è ristretto a un dissenso contenuto tra cortei e presidi. Abbiamo un sacco di spazio d'opinione pochissimo spazio di azione» ha dichiarato La Piccirella. «Questa stagione di lotte che sta attraversando anche una generazione differente rispetto al passato, sta rimettendo in piazza i corpi, li sta rimettendo nella lotta e quindi laddove abbiamo una società che tende a ridurre gli spazi di dialogo, che ci porta ad un individualismo sempre più spiccato, sappiamo che c'è una generazione che si imbarca, che lotta, che va a combattere, e che dopo torna in piazza» ha commentato Suriano.
«Penso che la differenza della nostra rabbia rispetto ad una rabbia che muta in frustrazione è la condivisione e la collettività. La differenza tra chi vive isolatamente la propria rabbia e chi invece alimenta una giusta rabbia nei confronti di questo sistema che compie ingiustizie così atroci ed evidenti è quella di metterla al centro, rendendola un sentimento condiviso che non si mangia solo il tuo cuore ma ne fa battere tanti insieme» le parole di Eddi Marcucci.
A margine dell'evento resta una considerazione: tutte le storie raccontate interessano soggetti appartenenti alla popolazione dei giovani adulti di questo Paese, in particolare i 30enni, (Suriano 33, Centrone 33, La Piccirella 35, Marcucci 35, Losito 29) nati all'alba del mondo globalizzato e cresciuti guardandone le sue conseguenze.