Legambiente Bisceglie e il Circolo Didattico: per la "Festa dell'albero" piantate oltre 200 alberature
Il successo educativo dell'operazione racchiuso nell'entusiasmo dei più piccoli
giovedì 5 febbraio 2026
9.41
A Bisceglie, la recente "Festa dell'albero" animata da Legambiente non è stata una semplice passerella ecologista, ma l'attivazione di un vero patto di collaborazione che trasforma il verde da elemento decorativo a perno della vita comunitaria.
Più di una celebrazione, un impegno strutturato. Il cuore pulsante di questa iniziativa risiede nella collaborazione con il II° Circolo didattico. Il coinvolgimento capillare dei plessi Caputi, don Tonino Bello, Martiri di via Fani e Pertini dimostra come la cura del territorio possa diventare una pratica quotidiana.
Attraverso incontri formativi che hanno visto protagonisti alunni, genitori e insegnanti, si è superato il concetto di "manutenzione" per approdare a quello di "cura".
I dati dell'intervento raccontano una storia di resilienza climatica. Complessivamente, sono stati messi a dimora:
Un passaggio fondamentale di questa iniziativa riguarda l'integrazione tra pianificazione urbanistica e natura, evidente nella collaborazione con l'ingegner Luca Peralta presso la scuola Pertini. L'intervento si è esteso strategicamente al nuovo parco della Zona 167 e ai futuri impianti sportivi.
In quartieri spesso caratterizzati da una carenza di spazi pubblici di qualità, portare verde significa fare un'operazione di equità sociale. Una scelta tecnica degna di nota è stata la piantumazione di esemplari già sviluppati, alti circa 2 metri. Questa decisione accelera i benefici ambientali: alberi di questa taglia garantiscono un sequestro di carbonio e un impatto visivo immediato, trasformando istantaneamente la percezione del paesaggio urbano per l'intera comunità.
La visione del progetto segue una logica "centrifuga": parte dal nucleo protetto delle scuole per espandersi verso la periferia e il tessuto privato. La donazione di circa 20 piante tra Melograni e Carrubi ad associazioni e giardini condominiali rappresenta questo passaggio di scala. È un invito ai cittadini a diventare parte attiva della rete verde cittadina, abbattendo i confini tra pubblico e privato nella gestione dell'ambiente.
Il successo educativo dell'operazione è racchiuso nell'entusiasmo dei più piccoli, che sono i veri destinatari di questa nuova visione di città:
«Gli alunni - conclude Alessandro di Gregorio di Legambiente Bisceglie - hanno partecipato attivamente e con molto interesse a tutte le attività, dimostrando come il verde possa essere il più potente degli strumenti pedagogici».
Il risultato raggiunto a Bisceglie è il frutto di una rete locale solida, dove il supporto di partner come "Trullallero" è stato determinante per superare le complessità operative. Questa iniziativa ci ricorda che la sostenibilità urbana non è un obiettivo astratto, ma il risultato di una cooperazione tra professionisti, associazioni e istituzioni scolastiche.
Se un "semplice" patto di collaborazione è riuscito a ridisegnare il volto di quattro plessi e di un intero quartiere, cosa accadrebbe se questo modello diventasse la norma? La sfida per il domani è proprio questa: passare da interventi straordinari a una gestione collettiva e permanente della nostra foresta urbana. Siamo pronti a diventare tutti custodi del nostro pezzo di verde?
Più di una celebrazione, un impegno strutturato. Il cuore pulsante di questa iniziativa risiede nella collaborazione con il II° Circolo didattico. Il coinvolgimento capillare dei plessi Caputi, don Tonino Bello, Martiri di via Fani e Pertini dimostra come la cura del territorio possa diventare una pratica quotidiana.
Attraverso incontri formativi che hanno visto protagonisti alunni, genitori e insegnanti, si è superato il concetto di "manutenzione" per approdare a quello di "cura".
I dati dell'intervento raccontano una storia di resilienza climatica. Complessivamente, sono stati messi a dimora:
- Oltre 80 arbusti (Ligustro e Biancospino), essenziali per creare "siepi vive" e corridoi ecologici per l'avifauna urbana.
- 120 alberi, con una selezione ragionata di specie resistenti e adatte al nostro clima.
Un passaggio fondamentale di questa iniziativa riguarda l'integrazione tra pianificazione urbanistica e natura, evidente nella collaborazione con l'ingegner Luca Peralta presso la scuola Pertini. L'intervento si è esteso strategicamente al nuovo parco della Zona 167 e ai futuri impianti sportivi.
In quartieri spesso caratterizzati da una carenza di spazi pubblici di qualità, portare verde significa fare un'operazione di equità sociale. Una scelta tecnica degna di nota è stata la piantumazione di esemplari già sviluppati, alti circa 2 metri. Questa decisione accelera i benefici ambientali: alberi di questa taglia garantiscono un sequestro di carbonio e un impatto visivo immediato, trasformando istantaneamente la percezione del paesaggio urbano per l'intera comunità.
La visione del progetto segue una logica "centrifuga": parte dal nucleo protetto delle scuole per espandersi verso la periferia e il tessuto privato. La donazione di circa 20 piante tra Melograni e Carrubi ad associazioni e giardini condominiali rappresenta questo passaggio di scala. È un invito ai cittadini a diventare parte attiva della rete verde cittadina, abbattendo i confini tra pubblico e privato nella gestione dell'ambiente.
Il successo educativo dell'operazione è racchiuso nell'entusiasmo dei più piccoli, che sono i veri destinatari di questa nuova visione di città:
«Gli alunni - conclude Alessandro di Gregorio di Legambiente Bisceglie - hanno partecipato attivamente e con molto interesse a tutte le attività, dimostrando come il verde possa essere il più potente degli strumenti pedagogici».
Il risultato raggiunto a Bisceglie è il frutto di una rete locale solida, dove il supporto di partner come "Trullallero" è stato determinante per superare le complessità operative. Questa iniziativa ci ricorda che la sostenibilità urbana non è un obiettivo astratto, ma il risultato di una cooperazione tra professionisti, associazioni e istituzioni scolastiche.
Se un "semplice" patto di collaborazione è riuscito a ridisegnare il volto di quattro plessi e di un intero quartiere, cosa accadrebbe se questo modello diventasse la norma? La sfida per il domani è proprio questa: passare da interventi straordinari a una gestione collettiva e permanente della nostra foresta urbana. Siamo pronti a diventare tutti custodi del nostro pezzo di verde?