Michele Emiliano alle Vecchie Segherie Mastrototaro con "L'alba di San Nicola" - L'INTERVISTA
L'evento si è svolto nella serata di giovedì 4 giugno
venerdì 5 giugno 2026
9.20
Una storia di rabbia, rabbia per un destino inaccettabile, come quello di una morte, ma altresì per le regole, quelle regole che nel caso del personaggio di Anna potrebbero celare bugie. È da questo sentimento che prende le mosse il nuovo libro di Michele Emiliano "L'alba di San Nicola", presentato al pubblico biscegliese nella cornice delle Vecchie Segherie Mastrototaro giovedì 4 giugno. A dialogare con l'ex Presidente di regione Cecè D'Addato.
Tanti i temi toccati dal legal thriller: dalla riflessione sulle differenze tra Nord e Sud agli inizi del Novecento sino a digressioni su temi universali come l'ambiguità del troppo potere, il tutto meravigliosamente accompagnato dal fascino di una avventura che pian piano porta chi legge nei i corridoi del potere.
«Ciascuno dei miei personaggi a suo modo prova rabbia, ma nessuno reagisce a questo sentimento scatenando una insurrezione, ma attraverso l'apoteosi del rispetto delle regole. Si tratta di una rivoluzione che si persegue attraverso il diritto - ha commentato Emiliano -. Quando ho sentito qualcuno dire che il diritto internazionale non serve più ho capito che eravamo in un momento di grande pericolo per l'umanità, invece le regole del diritto sono quelle che evitano le guerre, sono quelle che evitano i conflitti, e che in qualche modo li compongono, senza pretendere che la giustizia sia perfetta. La giustizia lotta contro l'errore giudiziario, come la medicina lotta contro la morte».
Una nuova veste, quella di scrittore, che il magistrato sente appartenergli dopo aver concluso il suo mandato come Presidente della Regione Puglia: «Terminare un impegno così gravoso, come quello del Presidente di Regione e sentirsi liberato da tutta questa pressione quotidiana è bellissimo - ha dichiarato -. Oggi è vietato ai magistrati rientrare in servizio dopo la politica, e questa mi sembra una regola giusta. Ho chiesto, se il Csm lo ritenesse opportuno di applicarla anche a me perché un imputato che si ritrova me come Pubblico Ministero, giudice in un processo rischia di disorientarsi e io stesso forse non avrei quella serenità per svolgere bene decisioni così delicate» ha poi proseguito Michele Emiliano in merito alle consultazioni già avviate con il Consiglio Superiore della Magistratura riguardo al suo futuro professionale.
Tanti i temi toccati dal legal thriller: dalla riflessione sulle differenze tra Nord e Sud agli inizi del Novecento sino a digressioni su temi universali come l'ambiguità del troppo potere, il tutto meravigliosamente accompagnato dal fascino di una avventura che pian piano porta chi legge nei i corridoi del potere.
«Ciascuno dei miei personaggi a suo modo prova rabbia, ma nessuno reagisce a questo sentimento scatenando una insurrezione, ma attraverso l'apoteosi del rispetto delle regole. Si tratta di una rivoluzione che si persegue attraverso il diritto - ha commentato Emiliano -. Quando ho sentito qualcuno dire che il diritto internazionale non serve più ho capito che eravamo in un momento di grande pericolo per l'umanità, invece le regole del diritto sono quelle che evitano le guerre, sono quelle che evitano i conflitti, e che in qualche modo li compongono, senza pretendere che la giustizia sia perfetta. La giustizia lotta contro l'errore giudiziario, come la medicina lotta contro la morte».
Una nuova veste, quella di scrittore, che il magistrato sente appartenergli dopo aver concluso il suo mandato come Presidente della Regione Puglia: «Terminare un impegno così gravoso, come quello del Presidente di Regione e sentirsi liberato da tutta questa pressione quotidiana è bellissimo - ha dichiarato -. Oggi è vietato ai magistrati rientrare in servizio dopo la politica, e questa mi sembra una regola giusta. Ho chiesto, se il Csm lo ritenesse opportuno di applicarla anche a me perché un imputato che si ritrova me come Pubblico Ministero, giudice in un processo rischia di disorientarsi e io stesso forse non avrei quella serenità per svolgere bene decisioni così delicate» ha poi proseguito Michele Emiliano in merito alle consultazioni già avviate con il Consiglio Superiore della Magistratura riguardo al suo futuro professionale.