Ospedale di Bisceglie, Forza Italia: «60 giorni di silenzio. La maggioranza ignora il consiglio, ora scopre l'emergenza?»
«La salute dei cittadini di Bisceglie non può attendere le passerelle politiche della maggioranza»
mercoledì 23 settembre 2026
12.12
«Era il 21 luglio 2026 quando, come gruppi di opposizione, abbiamo depositato e protocollato un Ordine del Giorno e la richiesta formale di un Consiglio Comunale monotematico urgente sul futuro del P.O. "Vittorio Emanuele II". A distanza di oltre 60 giorni, nulla. Nessuna data fissata, nessuna audizione convocata, nessun riscontro», dichiara Forza Italia Bisceglie.
«Una violazione grave dell'art. 39, comma 2 del tuel e del Regolamento del Consiglio Comunale, che prevede 20 giorni per la convocazione su richiesta di un quinto dei consiglieri. Per questo, oggi abbiamo inviato una diffida e sollecito urgente al Segretario Generale del Comune di Bisceglie, , chiedendo un riscontro formale e la fissazione del Consiglio entro e non oltre 5 giorni. In caso di ulteriore silenzio, ci rivolgeremo al Prefetto di Barletta-Andria-Trani per l'esercizio del potere sostitutivo. Quello che è più grave è il metodo. Avevamo chiesto espressamente che al Consiglio monotematico fossero invitati i Consiglieri Regionali del territorio, per fare fronte comune a Bari a difesa del nostro ospedale. Richiesta rimasta lettera morta, sintomo del totale disinteresse del Presidente del Consiglio Comunale».
«E oggi scopriamo che il Consigliere Regionale Rutigliano, espressione proprio di questa maggioranza che a Bisceglie ha insabbiato tutto per due mesi, chiede un'audizione regionale sull'ospedale. Dov'era a luglio, quando noi lanciavamo l'allarme? Perché la questione diventa rilevante solo quando la solleva la maggioranza? Noi andiamo avanti per la strada della serietà istituzionale».
«Vogliamo ringraziare pubblicamente il Consigliere Regionale di Forza Italia, Marcello La Notte, che a differenza di altri, ha mostrato fin da subito seria e concreta preoccupazione per la questione, ascoltando le nostre istanze e attivandosi a livello regionale per la tutela del "Vittorio Emanuele II". Un ruolo attivo e responsabile che dimostra come la difesa della salute pubblica non abbia colore politico. La salute dei cittadini di Bisceglie non può attendere le passerelle politiche della maggioranza. L'ospedale non si tocca», conclude.
«Una violazione grave dell'art. 39, comma 2 del tuel e del Regolamento del Consiglio Comunale, che prevede 20 giorni per la convocazione su richiesta di un quinto dei consiglieri. Per questo, oggi abbiamo inviato una diffida e sollecito urgente al Segretario Generale del Comune di Bisceglie, , chiedendo un riscontro formale e la fissazione del Consiglio entro e non oltre 5 giorni. In caso di ulteriore silenzio, ci rivolgeremo al Prefetto di Barletta-Andria-Trani per l'esercizio del potere sostitutivo. Quello che è più grave è il metodo. Avevamo chiesto espressamente che al Consiglio monotematico fossero invitati i Consiglieri Regionali del territorio, per fare fronte comune a Bari a difesa del nostro ospedale. Richiesta rimasta lettera morta, sintomo del totale disinteresse del Presidente del Consiglio Comunale».
«E oggi scopriamo che il Consigliere Regionale Rutigliano, espressione proprio di questa maggioranza che a Bisceglie ha insabbiato tutto per due mesi, chiede un'audizione regionale sull'ospedale. Dov'era a luglio, quando noi lanciavamo l'allarme? Perché la questione diventa rilevante solo quando la solleva la maggioranza? Noi andiamo avanti per la strada della serietà istituzionale».
«Vogliamo ringraziare pubblicamente il Consigliere Regionale di Forza Italia, Marcello La Notte, che a differenza di altri, ha mostrato fin da subito seria e concreta preoccupazione per la questione, ascoltando le nostre istanze e attivandosi a livello regionale per la tutela del "Vittorio Emanuele II". Un ruolo attivo e responsabile che dimostra come la difesa della salute pubblica non abbia colore politico. La salute dei cittadini di Bisceglie non può attendere le passerelle politiche della maggioranza. L'ospedale non si tocca», conclude.