
Cronaca
«Siamo vicini ad Aurora Valentini. Chiediamo a gran voce la liberazione»
La nota congiunta di Anpi "Michele D'Addato", Arci "Oltre i confini", Pax Christi e Sinistra Italiana
Bisceglie - sabato 7 novembre 2026
10.30
«14 volontari che si trovavano in Cisgiordania per garantire la raccolta delle olive e per proteggere i palestinesi dalle continue prepotenze e violenze dei coloni israeliani sono stati prima aggrediti da questi ultimi e poi tratti in arresto dalla polizia. Tra questi la nostra concittadina biscegliese Aurora Valentini. A tutti i fermati arbitrariamente va la nostra solidarietà. Siamo vicini a tutti loro e ne chiediamo a gran voce la liberazione». È quanto sottolineato, in una nota congiunta, da Anpi sezione "Michele D'Addato", Arci "Oltre i confini", Pax Christi e Sinistra Italiana Bisceglie.
«Questa è la dimostrazione evidente che le recenti elezioni in Israele non hanno minimamente intaccato le politiche neo coloniali che sono alla base del sionismo e di quel tipo di società. Per queste ragioni, oltre a condannare l'arresto dei volontari, condanniamo il genocidio in atto nei confronti del popolo Palestinese. Quanti oggi propongono una legge contro l'antisemitismo lo fanno per nascondere la propria complicità nei confronti dello stato sionista di Israele. Boicottaggio, sanzioni economiche, blocco dell' invio di armi sono strumenti concreti per difendere il popolo Palestinese. Liberi subito i volontari, libertà per tutti i prigionieri politici palestinesi» hanno rimarcato e chiesto le associazioni.
«Questa è la dimostrazione evidente che le recenti elezioni in Israele non hanno minimamente intaccato le politiche neo coloniali che sono alla base del sionismo e di quel tipo di società. Per queste ragioni, oltre a condannare l'arresto dei volontari, condanniamo il genocidio in atto nei confronti del popolo Palestinese. Quanti oggi propongono una legge contro l'antisemitismo lo fanno per nascondere la propria complicità nei confronti dello stato sionista di Israele. Boicottaggio, sanzioni economiche, blocco dell' invio di armi sono strumenti concreti per difendere il popolo Palestinese. Liberi subito i volontari, libertà per tutti i prigionieri politici palestinesi» hanno rimarcato e chiesto le associazioni.

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