A Palazzo San Domenico una targa per commemorare Francesco Martucci
Via libera della giunta comunale. La lapide sarà collocata al piano terra, nei pressi degli ambienti dell'ex carcere mandamentale
mercoledì 9 settembre 2026
10.15
La giunta comunale ha approvato la realizzazione e la collocazione di una targa commemorativa dedicata alla figura di Francesco Martucci, esponente di spicco del movimento operaio e socialista locale a Palazzo San Domenico. La targa troverà spazio al piano terra dello storico edificio, attuale sede municipale, in prossimità degli ambienti che nel corso del XX secolo furono adibiti a carcere mandamentale. Quei locali, utilizzati all'epoca per la detenzione di delinquenti e oppositori politici, rappresentano un luogo dal profondo valore simbolico per la conservazione della memoria sulle persecuzioni subite dai cittadini biscegliesi durante il periodo fascista.
Il provvedimento intende onorare la figura di Francesco Martucci, esponente del movimento operaio e socialista biscegliese e successivamente vicino alle idee anarchiche. Martucci si distinse sin da giovanissimo per il suo impegno politico e antimilitarista condiviso con i fratelli Nicola, Pietro e Leonardo. A causa delle sue idee antifasciste subì ripetute misure repressive e procedimenti giudiziari fino al 1926, anno in cui fu sottoposto al confino di polizia e assegnato alla colonia di Lipari.
L'iniziativa nasce da una proposta presentata dalle associazioni locali Sinistra Italiana, Partito Democratico, associazione Mazziniana italiana, Anpi e Arci, accolta e condivisa dall'amministrazione comunale. L'istanza ha ricevuto anche il parere favorevole espresso all'unanimità dalla commissione toponomastica presieduta dal sindaco Angelantonio Angarano, confermando la volontà di legare un luogo simbolo delle istituzioni cittadine al ricordo di chi ha subito la repressione politica.
«Con questa targa vogliamo restituire alla memoria della nostra città la figura di Francesco Martucci e, insieme a lui, ricordare tutti coloro che hanno pagato con la repressione e la privazione della libertà le proprie idee e il proprio impegno politico durante il fascismo» le parole del primo cittadino. «Collocarla proprio a Palazzo San Domenico, sede delle istituzioni cittadine e luogo che ha ospitato il carcere mandamentale, assume un significato particolare. La memoria non è soltanto il ricordo del passato, ma è uno strumento per comprendere il valore della libertà, della democrazia e dei diritti che oggi consideriamo fondamentali».
Il provvedimento intende onorare la figura di Francesco Martucci, esponente del movimento operaio e socialista biscegliese e successivamente vicino alle idee anarchiche. Martucci si distinse sin da giovanissimo per il suo impegno politico e antimilitarista condiviso con i fratelli Nicola, Pietro e Leonardo. A causa delle sue idee antifasciste subì ripetute misure repressive e procedimenti giudiziari fino al 1926, anno in cui fu sottoposto al confino di polizia e assegnato alla colonia di Lipari.
L'iniziativa nasce da una proposta presentata dalle associazioni locali Sinistra Italiana, Partito Democratico, associazione Mazziniana italiana, Anpi e Arci, accolta e condivisa dall'amministrazione comunale. L'istanza ha ricevuto anche il parere favorevole espresso all'unanimità dalla commissione toponomastica presieduta dal sindaco Angelantonio Angarano, confermando la volontà di legare un luogo simbolo delle istituzioni cittadine al ricordo di chi ha subito la repressione politica.
«Con questa targa vogliamo restituire alla memoria della nostra città la figura di Francesco Martucci e, insieme a lui, ricordare tutti coloro che hanno pagato con la repressione e la privazione della libertà le proprie idee e il proprio impegno politico durante il fascismo» le parole del primo cittadino. «Collocarla proprio a Palazzo San Domenico, sede delle istituzioni cittadine e luogo che ha ospitato il carcere mandamentale, assume un significato particolare. La memoria non è soltanto il ricordo del passato, ma è uno strumento per comprendere il valore della libertà, della democrazia e dei diritti che oggi consideriamo fondamentali».