PUG, AVS Bisceglie: «Il piano riflette una versione di 20 anni fa»

La nota di Alleanza verdi e Sinistra

mercoledì 4 marzo 2026
«Il PUG è lo strumento chiave per governare lo sviluppo urbano: fissa zone edificabili, standard urbanistici, vincoli ambientali e paesaggistici, e tutela suolo e identità dei luoghi. Dall'adozione del PUG da parte del Consiglio Comunale avvenuta a Gennaio 2023, sono passati tre anni per poter analizzare la proposta di controdeduzione alle osservazioni al Piano Urbanistico pervenute dalla Cittadinanza, osservazioni pervenute a Novembre 2023», si legge nella nota di Alleanza Verdi Sinistra, sezione Bisceglie.

«Il PUG attuale riflette una visione urbana risalente a oltre vent'anni fa, essendo il Documento Programmatico Preliminare del P.U.G. approvato nel 2006; una visione ormai superata dalle attuali necessità socio-ambientali e priva di un supporto analitico rigoroso. Le stime di espansione dell'abitato risultano sovradimensionate e ignorano il consistente patrimonio edilizio già esistente. In un contesto segnato dal calo demografico nazionale e dal fallimento degli obiettivi volumetrici del PRG del 1977, l'urgenza di contrastare il consumo di suolo impone una drastica revisione degli Ambiti di Primo Impianto (API), che appaiono oggi ingiustificati».

«La discussione in corso nel Consiglio Comunale di Bisceglie vede Sinistra Italiana, Circolo di Bisceglie, ed il suo rappresentante in Consiglio Comunale, Gianni Naglieri, puntare fortemente su alcuni fondamentali fattori quali il ridimensionamento demografico delle volumetrie, oggi tarate su 70.000 residenti a fronte di una popolazione reale di 53.000; l'estensione limitata del territorio di Bisceglie (circa 70 km2); l'avvenuta riduzione progressiva della Superficie Agricola Urbana negli anni».

«E ancora: la previsione di un parco costiero nell'area Bi Marmi; la presenza di lame - il territorio di Bisceglie è legato al carsismo murgiano: le "lame" sono antichi solchi fluvio carsici scavati nell'erosione calcarea e nell'infiltrazione di acqua - tra cui quella di Santa Croce, interessata dal Costituendo Parco Regionale che copre circa 10 km2; la salvaguardia del suolo agricolo in Via Vecchia Corato e Via Andria, sottraendolo all'edificazione».

«Nel merito, siamo convinti che i profili paesaggistici e ambientali, unitamente agli Interventi sulla Forestazione e Rigenerazione Urbana, rappresentino gli unici fattori di crescita armonica ed equilibrata compatibili con il PPTR e che la Politica bene farebbe ad esprimere un indirizzo che non si discosti dai contenuti e dalle prescrizioni della Legge Regionale n. 20/2022 (Norme generali di governo e uso del territorio), della Legge RegionalE n. 24/2012 che aggiorna la 20/2001 e promuove il contenimento del consumo di suolo, la rigenerazione urbana e le invarianti strutturali, e la LEGGE REGIONALE n. 14/2008 sulla tutela dei parchi e dei terreni agricoli».

«In definitiva, il Piano in esame presenta una criticità fondamentale: la mancanza di basi oggettive per il dimensionamento delle nuove zone insediative. Elaborato quattro lustri fa secondo modelli di espansione oggi irrealistici, il progetto rischierebbe di danneggiare il territorio senza reali necessità», così termina la nota.