«Quasi la metà di chi si è rivolto a noi non lo aveva mai fatto in passato»

Caritas Bisceglie, il consuntivo 2020 della distribuzione di alimenti

mercoledì 24 marzo 2021 0.10
La Caritas cittadina di Bisceglie ha diffuso i dati relativi alla distribuzione di alimenti effettuata nel corso del 2020, anno nel quale non tutte le attività e i servizi di norma erogati sono stati svolti con continuità in conseguenza dell'emergenza epidemiologica e a maggior ragione si è avvertita una richiesta sempre più consistente soprattutto di generi alimentari.

«L'annus horribilis ha provocato un pesante impatto sul benessere e sulla vita delle persone e ha favorito anche la nascita di nuove forme di povertà: in Italia l'incidenza dei "nuovi poveri" è passata dal 31% del 2019 al 45% del 2020 e questi stessi dati sono stati riscontrati anche a Bisceglie. Quasi la metà di chi si è rivolto alla rete Caritas non lo aveva mai fatto in passato» hanno evidenziato i responsabili.

«Gli sportelli Caritas parrocchiali non hanno mai chiuso i battenti; nessuno, tra quanti si sono affacciati, è andato via a mani vuote. I volontari si sono avvicendati, hanno indossato mascherine e guanti protettivi, hanno adottato tutte le misure di prevenzione necessarie, hanno evitato assembramenti predisponendo orari differenziati per l'accesso ai servizi, anche se questo comportava un aggravio di lavoro per loro» hanno osservato.

«La sede citttadina di via professor Mauro Terlizzi - ai Cappuccini - e le Caritas parrocchiali hanno rappresentato riferimenti territoriali saldi a cui è stato possibile rivolgersi per ricevere l'aiuto del quale si aveva bisogno, per essere orientati rispetto alle risposte che il Governo, da una parte, e le amministrazioni locali, dall'altra, stavano predisponendo. "Esserci" nei giorni di lockdown è servito a contenere i timori e il senso di pericolo, ha significato rappresentare una fonte di rassicurazione e, in alcuni casi, di speranza» hanno sottolineato.

La Caritas cittadina e le Caritas parrocchiali e l'Istituto delle suore di San Vincenzo ricevono la principale fonte di alimenti secchi e a lunga conservazione (pasta, riso, biscotti, formaggi, olio, carne in scatola, legumi, omogeneizzati, farina, latte, tonno ecc.) dal banco delle opere dicCarità, che ha un suo magazzino a Bitonto sin dal 2013. Il rifornimento avviene attraverso l'Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) che usufruisce delle derrate alimentari destinate agli indigenti dalla Fead (Fondo di aiuti europei agli indigenti). Ogni Ente contribuisce con un contributo autonomo alle spese di gestione del banco di Bitonto.

Le Caritas parrocchiali, da qualche anno, si sono coordinate e non si recano più a Bitonto in modo autonomo. Mensilmente un camion si reca ai magazzini del Banco opere di carità di Bitonto e ritira un quantitativo di derrate che poi viene distribuito alle singole parrocchie. Ogni parrocchia ha un registro in cui sono elencate le famiglie e i loro componenti, di cui attraverso l'Isee (e non solo) si conosce la reale situazione economica: le derrate ricevute sono proporzionali al numero di utenti che si ha in carico. Tutti gli utenti sono registrati su una piattaforma digitale condivisa, anche per evitare il "girovagare" tra i diversi enti.

Dall'anno scorso l'azienda agricola di Vincenzo Patruno collabora con la Caritas: il signor Patruno accompagna col suo camion i volontari a Bitonto a ritirare i quantitativi (circa 14/15 pedane di merce) scaricati nella Centrale ortofrutticola di Bisceglie e lì nel giro di due giorni le singole parrocchie possano ritirare quanto è a loro destinato.

È un servizio prezioso per i volontari che non devono scaricare e caricare manualmente: la Centrale ortofrutticola ha spazi adeguati per cui i volontari possono passare in orari differenti e minuziosamente programmati a ritirare la quantità di merce per le singole parrocchie proprio per maggiore sicurezza per la loro salute.

Il Banco delle opere di carità ha fornito cibo per quasi 87 tonnellate di cui 9 tonnellate di frutta fresca distribuiti nel 2020 a 1870 utenti che, con l'aggravio della disoccupazione dovuta alla pandemia, sono diventati 2328 all'inizio del 2021.

I DATI DELLE CARITAS PARROCCHIALI

8324 kg San Pietro
6041 kg Santa Maria di Misericordia
8399 kg San Matteo e Nicolò
8163 kg San Lorenzo
6911 kg Sant'Agostino
5422 kg San Silvestro
5843 kg Santa Caterina
5592 kg Istituto San Vincenzo de' Paoli (serve il centro storico e diversi disabili)
4054 kg Santa Maria di Passavia
3887 kg Santa Maria di Costantinopoli
3415 kg San Vincenzo de' Paoli
1100 kg Sant'Adoeno
11000 kg Centro Caritas "Cappuccini"

La distribuzione quotidiana del "fresco" avviene tramite il progetto "RecuperiAmoci": sono numerosi gli esercizi commerciali, bar, pizzerie e ristoranti, fruttivendoli che riforniscono la cella e i frigoriferi del servizio giornaliero che incontra mediamente 60 famiglie.
A questi dati sono da aggiungere tutti i viveri raccolti dalle parrocchie. Non bisogna dimenticare le oltre 35 tonnellate raccolte o acquistate durante il lockdown grazie alle donazioni di aziende e privati.

Tanti sono i servizi erogati dalla Caritas cittadina nella sede di via professor Mauro Terlizzi: Centro di ascolto, RecuperiAmoci, Emporio eco-solidale, Sartoria sociale "Storie e stoffe", Servizio docce, Sportello di volontariato legale-sociale, falegnameria recupero mobili, distribuzione alimenti. Tutto ciò è reso possibile dalle competenze e dalla disponibilità di tanti volontari.