Referendum sulla Giustizia: a Bisceglie un incontro sulle ragioni del NO
Si svolgerà a Palazzo Tupputi alle ore 18:30
giovedì 5 febbraio 2026
9.58
Promosso da un nutrito cartello di associazioni (ANPI, Ami, Arci, Argomenti 2000, Agl, Auser, CGIL, Don Pierino Arcieri - Servo per amore OdV Ets, Epass OdV Ets, Legambiente, Meic, Pax Christi) si terrà venerdì 6 febbraio, alle ore 18.00, presso la sala degli Specchi di Palazzo Tupputi, un'assemblea di presentazione del comitato per il No al referendum sulla giustizia.
Presenzieranno all' evento il magistrato Enzo Sciascia e la giurista Marzia Guerra. Interverrà, inoltre, Angelantonio Angarano Sindaco di Bisceglie, che ha aderito all'appello dei sindaci che si sono pronunciati a favore del No.
L'assemblea sarà anche l'occasione per illustrare le ragioni della contrarietà alla Legge Nordio che stravolge gli assetti costituzionali senza ridurre i tempi processuali e mira a esercitare il controllo dell'Esecutivo sulla Magistratura, per garantirsi l'impunità. Una giustizia sempre più diseguale, dove sarà il potere economico a determinare l'esito dei processi.
Il referendum, essendo confermativo, non necessita del raggiungimento del quorum. Per questa ragione, è importante la massima partecipazione al voto e, di conseguenza, è estremamente grave che il governo privi del diritto di voto studenti e lavoratori fuori-sede.
Presenzieranno all' evento il magistrato Enzo Sciascia e la giurista Marzia Guerra. Interverrà, inoltre, Angelantonio Angarano Sindaco di Bisceglie, che ha aderito all'appello dei sindaci che si sono pronunciati a favore del No.
L'assemblea sarà anche l'occasione per illustrare le ragioni della contrarietà alla Legge Nordio che stravolge gli assetti costituzionali senza ridurre i tempi processuali e mira a esercitare il controllo dell'Esecutivo sulla Magistratura, per garantirsi l'impunità. Una giustizia sempre più diseguale, dove sarà il potere economico a determinare l'esito dei processi.
Il referendum, essendo confermativo, non necessita del raggiungimento del quorum. Per questa ragione, è importante la massima partecipazione al voto e, di conseguenza, è estremamente grave che il governo privi del diritto di voto studenti e lavoratori fuori-sede.