«Servizio di igiene urbana inqualificabile: penali inadeguate e mezzi non tracciati»

La nota firmata da otto associazioni cittadine

mercoledì 28 ottobre 2026 8.09
«Il quadro che emerge dall'analisi dei documenti ottenuti dopo mesi di attesa - in seguito alla diffida del 15 giugno scorso e agli accessi civici sul servizio di igiene urbana presentati - configura una seria sproporzione tra una Tari insostenibile e l'effettiva qualità dei servizi» è quanto sottolineato in una nuova nota sottoscritta da Ambiente giustizia lavoro, Associazione abitanti centro storico, Associazione extra alberghieri, Legambiente, Libera il futuro, Life 9.41, Schierarsi Bisceglie e Associazione Oratoriani Bisceglie.

I controlli che non funzionano: penali ridicole

Il dato più sconcertante emerge dall'esiguità delle sanzioni rispetto al caos reale:

Mezzi fantasma e tracciamento inesistente

Nonostante il capitolato di servizio prevedesse l'obbligo di monitoraggio in tempo reale, il tracciamento della flotta veicolare risulta inefficace o illeggibile a causa delle anomalie del sistema GPS sui mezzi. Di fatto, non vi è alcuna certezza circa i percorsi realmente effettuati dalle spazzatrici e dai mezzi di raccolta, né sul rispetto delle frequenze di lavaggio e degli interventi previsti dal Capitolato d'Appalto.

L'emergenza lavorativa: quasi 30 addetti non stabilizzati

A complicare la situazione è la condizione di forte precarietà lavorativa in cui versano quasi 30 addetti. Da anni, questi lavoratori si trovano catapultati da una società all'altra a ogni cambio d'appalto o passaggio di gestione e privi di una reale continuità occupazionale. Questa incertezza mina la serenità del personale e rischia di avere ripercussioni sui servizi.

Le proposte e le soluzioni urgenti

Per uscire da questo stallo e tutelare i diritti della cittadinanza e dei lavoratori, le associazioni e i movimenti firmatari di questa nota richiedono: «E mentre la percentuale di raccolta differenziata precipita a maggio 2026 al 58%, ben al di sotto della soglia minima del 65% - ponendosi in netto ed imbarazzante ritardo rispetto a realtà limitrofe come Trani, che si attesta a quasi il 75% -, i cittadini continuano a pagare tariffe Tari alle stelle per un "mezzo servizio". E dulcis in fundo, pare - e speriamo di essere smentiti - che dal 1º giugno non sia stato ancora formalmente prorogato il contratto tra il Comune e il gestore. Le fatture sembrano essere pagate in acconto. La proroga contrattuale esiste davvero? Cosa prevede e quanto durerà?» hanno concluso le associazioni.