Un ospedale
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Cronaca

Neonato muore durante il parto, ginecologa condannata a 10 mesi

I fatti risalgono al 2019. La donna non avrebbe «prevenuto il decesso del nascituro» sospendendo «il monitoraggio del battito cardiaco fetale»

Dieci mesi di reclusione, oltre al risarcimento dei danni. È la condanna inflitta dal Tribunale di Bari (presidente Albenzio Ricciardiello) ad una ginecologa 43enne di Bisceglie in servizio presso il reparto di Ginecologia di una struttura ospedaliera di Bari, in relazione alla morte del piccolo Andrea, avvenuta il 27 maggio 2019.

La vicenda riguarda Martina Sgherza, ricoverata nella struttura e prossima al parto, e il marito Sergio Camporeale, di Molfetta, che hanno perso il bambino dopo 9 mesi di gestazione. Secondo gli atti, la ginecologa non avrebbe adottato le misure per prevenire il «decesso del nascituro e, in modo non congruo alla leges artis, sospendeva il monitoraggio del battito cardiaco fetale nonostante un precedente tracciato con elementi di elevata criticità e sintomatico di sofferenza fetale».

Una situazione che avrebbe dovuto indurre il medico ad anticipare il parto mediante taglio cesareo, anziché interrompere il monitoraggio. La pronuncia dei giudici arriva al termine di una vicenda processuale durata oltre sei anni e con altrettante perizie medico-legali, una delle quali disposta d'ufficio. Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire la «storia clinica della partoriente e l'evidente nesso causale tra la condotta omissiva della ginecologa e il decesso del piccolo Andrea».

Per i genitori, assistiti dagli avvocati Angelantonio de Palma e Valentina Palumbo, è stato riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni, a carico dell'imputata, in solido con la struttura, chiamata nel procedimento quale responsabile civile. Per i due genitori si tratta di una magra consolazione di fronte alla perdita del figlio.
  • Angelantonio de Palma
  • Valentina Palumbo
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