"TesteCalde", un manifesto scritto con Serena Mazzini per la minaccIA invisibile
Un gruppo di ragazzi da tutta Italia, ospiti di 42Gradi, ha rivisto le regole sull'uso di social e AI
venerdì 31 luglio 2026
Di fronte alla complessità del futuro digitale, a Bisceglie, in Puglia, un gruppo di ragazzi ha scelto di trasformare la propria energia e la propria consapevolezza in una risposta immediata e coraggiosa. Si chiama "Minaccia Invisibile" ed è il manifesto politico, etico e sociale redatto dalle TesteCalde, il gruppo di giovani provenienti da tutta Italia che hanno partecipato al progetto nell'ambito della VII edizione del festival "42Gradi- NON SI SA mAI", che si è svolto a Bisceglie da mercoledì 22 a domenica 26 luglio. Un documento profondamente pragmatico, nato per riscrivere le logiche del rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale, che i ragazzi hanno presentato ufficialmente al pubblico domenica 26 luglio, durante la serata conclusiva del festival, dedicata al panel "L'intelligenza, dopo tutto" con Serena Mazzini, Telmo Pievani e Juan Carlos De Martin.
I ragazzi hanno vissuto cinque giorni di immersione: dalle sessioni sull'immaginazione con l'attore Dario Aita alle incursioni nei laboratori dell'Università di Bari con il professor Nicola Amoroso per studiare l'AI applicata alla medicina, fino all'esplorazione dei modelli di neurodiversità e inclusione a Modugno con Pop Space.
Sotto la guida dell'esperta di new media e docente NABA Serena Mazzini, il gruppo ha analizzato i bias e le logiche economiche delle piattaforme digitali, traducendo lo studio in un documento programmatico dal basso.
I ragazzi hanno vissuto cinque giorni di immersione: dalle sessioni sull'immaginazione con l'attore Dario Aita alle incursioni nei laboratori dell'Università di Bari con il professor Nicola Amoroso per studiare l'AI applicata alla medicina, fino all'esplorazione dei modelli di neurodiversità e inclusione a Modugno con Pop Space.
Sotto la guida dell'esperta di new media e docente NABA Serena Mazzini, il gruppo ha analizzato i bias e le logiche economiche delle piattaforme digitali, traducendo lo studio in un documento programmatico dal basso.
I contenuti del manifesto
Il manifesto si articola in sei punti tematici, che ridefiniscono il perimetro etico della tecnologia:- AI come bene comune: sottrarre l'intelligenza artificiale alla privatizzazione selvaggia delle multinazionali per renderla di dominio pubblico. Il Manifesto chiede che la popolazione approvi e rispetti una regolamentazione etica dell'uso e che abbia la facoltà di votare sui possibili impieghi dell'AI in campo industriale e nella ricerca;
- No all'AI nell'industria bellica: esprime il divieto assoluto di impiegare l'intelligenza artificiale nella fabbricazione di strumenti militari e come pilota delle armi automatizzate;
- Educazione civica trasversale: propone l'inserimento strutturale nei programmi scolastici di ore dedicate alla sfera sessuo-affettiva, considerata lo strumento primario per garantire tra gli adolescenti un uso consapevole, empatico e non violento della tecnologia;
- AI e sostenibilità: consapevoli del massiccio impatto ambientale e del consumo energetico dei server, i ragazzi chiedono di abilitare l'AI a rispondere solo a determinati tipi di domande e richieste complesse, evitandone l'uso superfluo dello strumento;
- Il mio volto è solo mio: disporre un blocco totale alle big tech per impedire l'appropriazione indebita, la profilazione e l'uso fraudolento dei dati biometrici degli utenti;
- L'AI non è un compagno: manifesta il divieto di costruzione e commercializzazione di giocattoli per l'infanzia che abbiano alla base del loro funzionamento l'uso dell'AI, per tutelare l'autenticità dello sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini.