Andrea Pellegrino dopo la vittoria a Roma: «Ho vissuto momenti difficili. Fils? Non avrò niente da perdere»
Il tennista biscegliese racconta di aver superato un periodo complicato, in cui non aveva molta voglia di allenarsi perché i risultati non arrivavano
venerdì 8 maggio 2026
Andrea Pellegrino si è regalato una soddisfazione enorme nel circuito Atp all'età di 29 anni: conquistare la prima vittoria in carriera agli Internazionali d'Italia di Roma, un torneo speciale soprattutto per un giocatore azzurro. Un successo storico perché il tennista biscegliese non aveva mai vinto un match in un tabellone principale di un Masters 1000. «È stata una partita molto dura, dal primo all'ultimo punto, anche per le condizioni che erano molto differenti dagli altri giorni che ho giocato con il sole. Quando giochi in derby, poi, sei sempre complicato. Lui è un giocatore molto forte, un talento incredibile. Tante volte mi sono ritrovato in difesa a correre da destra a sinistra. Secondo me non è stata nemmeno una delle gare più di questi giorni, ma sono molto contento della prestazione» ha commentato il 29enne allenato da coach Andrea Trono a caldo in mixed zone dal Foro Italico.
Andrea ha saputo uscire alla distanza dopo aver ceduto il primo parziale: «Dal secondo set in avanti il livello è salito molto, sia fisico che tennistico, almeno da parte mia. Nel terzo mi sentivo bene fisicamente, mentalmente ero abbastanza tranquillo e sentivo di avere energie. La cosa che più mi sta piacendo di me stesso nell'ultimo periodo è come sto affrontando le partite, come sto affrontando le difficoltà, come sto anche gestendo determinati momenti. Giocare un Masters 1000 non è la stessa cosa di giocare tornei più piccoli. So che devo cercare di farlo tutto l'anno per avere una certa classifica». Il prossimo avversario sarà Arthur Fils, uno dei tennisti più in forma del momento sulla terra battuta: «Sarà una partita durissima, lui è un giocatore molto forte. Non avrò niente da perdere, sono al secondo turno qui a Roma e l'unica cosa che farò è cercare di divertirmi dall'inizio alla fine».
Il biscegliese è tornato a raccontare quei momenti complicati della carriera che è riuscito a mettersi alle spalle: «La vita del tennista è un po' particolare, perché si gioca da gennaio fino a fine novembre, sei sempre lontano dalla famiglia, sei spesso da solo. La cosa più difficile secondo me è gestire questi periodi negativi: ho avuto dei momenti in cui facevo fatica a svegliarmi la mattina e ad andare ad allenarmi, non avevo tanta voglia. I risultati che mi aspettavo non arrivavano. Quando vedi che l'età avanza e non raggiungi gli obiettivi che ti prefissi, ti viene un po' d'ansia e ti domandi se stai facendo la cosa giusta. Ho avuto la fortuna di avere la mia famiglia e gli allenatori che mi hanno fatto sentire soddisfatto su quello che stavo e sto facendo e di pensare di non essere ancora troppo grande per raggiungere risultati importanti».
Andrea ha saputo uscire alla distanza dopo aver ceduto il primo parziale: «Dal secondo set in avanti il livello è salito molto, sia fisico che tennistico, almeno da parte mia. Nel terzo mi sentivo bene fisicamente, mentalmente ero abbastanza tranquillo e sentivo di avere energie. La cosa che più mi sta piacendo di me stesso nell'ultimo periodo è come sto affrontando le partite, come sto affrontando le difficoltà, come sto anche gestendo determinati momenti. Giocare un Masters 1000 non è la stessa cosa di giocare tornei più piccoli. So che devo cercare di farlo tutto l'anno per avere una certa classifica». Il prossimo avversario sarà Arthur Fils, uno dei tennisti più in forma del momento sulla terra battuta: «Sarà una partita durissima, lui è un giocatore molto forte. Non avrò niente da perdere, sono al secondo turno qui a Roma e l'unica cosa che farò è cercare di divertirmi dall'inizio alla fine».
Il biscegliese è tornato a raccontare quei momenti complicati della carriera che è riuscito a mettersi alle spalle: «La vita del tennista è un po' particolare, perché si gioca da gennaio fino a fine novembre, sei sempre lontano dalla famiglia, sei spesso da solo. La cosa più difficile secondo me è gestire questi periodi negativi: ho avuto dei momenti in cui facevo fatica a svegliarmi la mattina e ad andare ad allenarmi, non avevo tanta voglia. I risultati che mi aspettavo non arrivavano. Quando vedi che l'età avanza e non raggiungi gli obiettivi che ti prefissi, ti viene un po' d'ansia e ti domandi se stai facendo la cosa giusta. Ho avuto la fortuna di avere la mia famiglia e gli allenatori che mi hanno fatto sentire soddisfatto su quello che stavo e sto facendo e di pensare di non essere ancora troppo grande per raggiungere risultati importanti».